Quin: oltre i confini della software factory e della consulenza direzionale

Intervista

Quin: oltre i confini della software factory e della consulenza direzionale

La complessità dello scenario determinato dalla pandemia di Covid-19 ha spinto la società italiana di consulenza manageriale a proporre ai clienti una formula “as a service”. L’obiettivo è dare una risposta immediata alle esigenze operative delle imprese, permettendo di ripartire e recuperare le perdite spingendo su digitale e competenze. Ne abbiamo parlato con Fabio Valgimigli, Managing Director di Quin

09 Giu 2020

Patrizia Licata

L’emergenza coronavirus ha portato alla luce il ruolo determinante della tecnologia digitale per rendere l’economia e la società resilienti. Per ripartire dopo la crisi le imprese italiane hanno bisogno di accelerare il processo di trasformazione digitale e di puntare sulle competenze, accanto a una indispensabile liquidità che permetta di investire. È quanto ci ha spiegato Fabio Valgimigli, Managing Director di Quin, la società di consulenza specializzata in Operations & Supply Chain Management, Business & Data Analytics, Project & Innovation Management, con l’obiettivo specifico di accompagnare le aziende verso la digitalizzazione.

Fabio Valgimigli

Managing Director di Quin

«La consulenza integrata è da sempre la nostra impostazione», sottolinea Valgimigli. «Le imprese chiedono un partner che sappia entrare nei loro processi operativi per renderli efficienti ma possieda anche competenze informatiche, ovvero la capacità di realizzare soluzioni software a supporto di quei processi, e infine di fornire supporto e formazione al personale. Nel panorama italiano Quin è unica: non si limita allo sviluppo e all’implementazione di soluzioni software, né agisce solo sui processi di business e sui nuovi modelli trascurando l’importanza dei tool e delle tecnologie abilitanti. Il nostro approccio, invece, è end-to-end e ci permette di comprendere le esigenze dell’azienda per poi accompagnarla su un percorso mirato di trasformazione digitale garantendone il risultato».

Ora, di fronte alla complessità dello scenario determinato dalla pandemia di Covid-19, Quin ha lanciato un nuovo approccio consulenziale “as a service” che dà una risposta immediata alle esigenze operative delle imprese, di qualunque dimensione e settore.

Che cosa serve oggi alle imprese per ripartire

«Di fronte all’interruzione del “business as usual” molte imprese si trovano oggi ad affrontare, oltre al gap di competenze e tecnologie pre-esistente, anche una carenza di liquidità e quindi di capacità di investimento» sottolinea Valgimigli. «Inoltre le priorità sono cambiate, occorre recuperare subito ordini e fatturato per permettere una risalita e chiudere il 2020 senza troppe perdite. Questo scenario richiede focus su progetti di breve periodo per un immediato ritorno all’efficienza», spiega il Managing Director.

La crisi ha anche accentuato il gap tra chi aveva già intrapreso un percorso di digitalizzazione e chi era rimasto al palo per mancanza di competenze interne e di soluzioni e tecnologie moderne. «Il coronavirus ha di fatto aumentato la consapevolezza che la digitalizzazione è inderogabile; chi era indietro si è reso conto dell’urgenza di colmare questo gap senza compromessi», afferma Valgimigli.

Smart Up, una risposta immediata alle esigenze delle imprese

La prima risposta di Quin è stata sul fronte delle competenze, con l’iniziativa “Non fermiamoci … FORMIAMOCI!” che ha proposto un programma gratuito di formazione a distanza (upskilling e reskilling) basato su approfondimenti online sui temi cruciali della digital transformation e dei sistemi data-driven a supporto del business. Migliaia sono stati i partecipanti a queste 5 settimane di programmazione.

Ma la novità fondamentale è nel core business della consulenza di Quin e si chiama Smart Up, una soluzione innovativa pensata proprio per permettere alle imprese una ripresa rapida.

«Questo servizio unisce le competenze di Quin sul mondo Operations e Supply Chain con i sistemi a supporto di questi processi (es. Sales&Operations Planning e Manufacturing Operations Management), o le metodologie di Project Management, Innovazione di Prodotto e di Processo con i tools di gestione Agile e di Business Analytics e li mette a disposizione in modalità as a service», spiega Valgimigli. «Così non occorrono grandi investimenti e si permette alle aziende di avere subito a disposizione competenze e tecnologie, fornite direttamente da Quin, per ripartire con progetti di brevissimo termine».

La risposta a questa formula è stata da subito positiva e rimarrà tra le modalità di consulenza proposte alla clientela in outsourcing.

Soluzioni personalizzate: focus sugli obiettivi del cliente

Ma quali tecnologie e competenze servono urgentemente alle imprese? «In generale tutte le competenze che riguardano l’ambito della trasformazione digitale, come quelle legate a business analytics, IoT e AI, cyber-sicurezza, e a tutte le tecnologie avanzate per la logistica, Industria 4.0 e l’automazione. Per arrivare alla trasformazione della propria azienda in un’azienda data-driven, capace di tradurre i dati in indicatori per il business, serve però anche saper coordinare tutte queste cose, quindi conoscere i processi e aver ben chiari i punti di partenza e gli obiettivi», risponde Valgimigli. La risposta, quindi, dipende dalle esigenze delle singole imprese.

Quin propone progetti su misura, sottolinea Valgimigli, per guidare le aziende non solo a catturare e analizzare i dati ma a estrarne valore collegandoli alle loro specifiche esigenze di business. «Siamo in grado di personalizzare le piattaforme tecnologiche adattandole a singoli processi e contesti, anche molto complessi. Non siamo vincolati a vendere una soluzione, per noi il punto di partenza è la conoscenza dei processi di business dell’azienda. Mettiamo la consulenza, la tecnologia e le nostre competenze al servizio degli obiettivi del cliente».

Il modello agile può “salvare” il 2020

Alla luce delle interruzioni causate dal Covid-19, le imprese possono ancora sperare di avere risultati positivi nel 2020 e parzialmente bilanciare le perdite? Ovviamente alcuni settori hanno sofferto più di altri e faranno fatica a rimettere in sesto i conti per quest’anno, comunque l’importante, secondo Valgimigli, è che si sappia rivedere l’approccio al mercato e ragionare su nuovi paradigmi che torneranno utili anche successivamente. «Anche Quin lo sta facendo, come nel caso di Smart Up e il modello as a service. Tutte le imprese sono chiamate a cambiare e a farlo rapidamente, rimodulando il modo di operare che ormai non può più prescindere dalla digitalizzazione e dal paradigma agile per la gestione dei processi interni». Per questo i progetti di Quin partono spesso dalla revisione del modello di business, per poi introdurre tecniche e strumenti agili per gestire processi di innovazione di prodotto o di processo.

Ma nel contesto eccezionale della crisi da Covid-19 l’impegno di Quin è quello di «rendere il percorso di digitalizzazione più accessibile, in particolare ai contesti maggiormente in difficoltà, anche in caso di mancanza di liquidità, competenze interne e tecnologie», conclude Valgimigli. «Siamo pronti a fornire risposte veloci, con progetti Quick-Win».

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 3