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Portali web, reti EDI, smartphone: il documento di trasporto viaggia sempre in digitale

Sono molteplici le soluzioni e gli approcci che permettono di dematerializzare la carta nei processi di Trasporto e Consegna Merci. Il principale freno che ancora blocca molti dal “mettere a terra” queste soluzioni è la percezione (sbagliata) di operare in un ecosistema “non pronto”, per non dire persino “refrattario”

01 Giu 2016

Daniele Marazzi* e Serena Lombardozzi*

Daniele Marazzi, Associate Partner, P4I - Partners4InnovationDeclinare il Digitale nell’ambito dei processi di trasporto e consegna merci – e della Logistica, più in generale – è un’istanza che avvertiamo da tempo. Oggi forse come non mai, le “condizioni al contorno” sono tali da rendere davvero attuale il tema in modo più pervasivo e diffuso. Sono infatti molteplici le opportunità per la gestione dematerializzata e totalmente digitale delle informazioni legate all’esito della consegna: sia con riferimento alle consegne andate a buon fine sia, forse ancora di maggior interesse, gestendo le informazioni relative a consegne che presentano anomalie allo scarico. Nel primo caso, è possibile abilitare un processo di fatturazione differita che integra le informazioni di ritorno sull’esito delle consegne effettuate. In caso di eventuali non conformità o anomalie allo scarico, una gestione non vincolata alla classica raccolta tramite documento cartaceo – che rappresenta lo scenario corrente, “quanto è sempre accaduto” per prassi stratificatesi negli anni – ma, al contrario, ridisegnata sfruttando soluzioni digitali, consente una risalita a monte delle informazioni in tempo reale (o quasi).

Tra le evidenze delle più recenti ricerche in quest’ambito (anticipate anche in un recente articolo), quella che ci fa maggiormente piacere è l’emergere di una chiara consapevolezza sul reale significato della Digitalizzazione in ambito Trasporti e Logistica. Tutti gli attori sentiti – Committenti, Operatori Logistici, singoli Trasportatori – concordano, e a larga maggioranza, nell’indicare la maggior efficacia nella gestione delle informazioni e la disponibilità più tempestiva delle stesse come la principale ragione alla base dell’introduzione di soluzioni digitali in questi processi. Nessuno o quasi identifica più – finalmente, mi verrebbe da aggiungere! – la Digitalizzazione come una “demonizzazione della carta” in quanto tale, bensì come il modo per “liberare le informazioni” dalla carta permettendone una gestione più efficace e una condivisione più rapida con gli altri partner di business.

Serena Lombardozzi, consultant in P4I, Partner4InnovationStarete ora probabilmente – anche solo tre anni fa avrei scritto “certamente” – pensando “ma la bolla deve accompagnare la merce in consegna” oppure “sono tenuto a raccogliere la firma del cliente per avere prova dell’avvenuta consegna”. In realtà, non è così. Anzi, da anni si dovrebbe più correttamente parlare di Documento di Trasporto (DdT) – mentre la bolla rimane soltanto per alcune particolari tipologie di merci: sostanzialmente, i beni soggetti ad accise (e, anche in questo caso, solo nella consegna che ne comporta la prima immissione in commercio) – che il Legislatore italiano permette di gestire in modalità totalmente digitale. E sono molteplici i modelli adottabili in funzione delle caratteristiche peculiari delle (eventualmente diverse) supply chain in cui si opera.

L’approccio migliore per ogni contesto

Per esempio, se si appartiene a un comparto che può essere ricondotto ai network EDI tradizionali, è possibile sfruttare questo canale per la veicolazione di messaggi strutturati quali il Despatch Advice (DesAdv) e il Receiving Advice (RecAdv): proprio quest’ultimo messaggio – a oggi ancora poco utilizzato in Italia, ma già presente nei diversi linguaggi standard – permette di interscambiare informazioni sull’esito della consegna, abilitando la raccolta strutturata delle eventuali contestazioni o anomalie allo scarico. Se, invece, si opera in contesti che vedono un’azienda focale relazionarsi con i propri partner di business tramite un Portale Web-based o una Extranet B2b – da un lato, il grande cliente che si rivolge alla propria rete di fornitori; dall’altro, il fornitore verso il proprio ecosistema di clienti: pensiamo, per esempio, alle catene di franchising o ai punti di vendita che fanno capo a un medesimo CeDi – è possibile utilizzare questo portale anche per interscambiare le informazioni relative alle consegne. Sia anticipando il DdT in formato elettronico, permettendo di ottimizzare le attività di ricevimento merci e precarico a magazzino; sia per raccogliere con tempistiche concordate le informazioni legate al buon esito totale o parziale della consegna e le segnalazioni delle eventuali anomalie. La pluralità di approcci e soluzioni consente di affrontare anche le filiere caratterizzate da rapporti spot o da interlocutori cui ha poco senso proporre integrazioni più spinte. In questi contesti, molto interessanti sono le soluzioni che fanno leva sui mobile device in uso da parte dei trasportatori – sia device dedicati, sia soprattutto sfruttando il potenziale degli smartphone ormai diffusi in modo pervasivo anche tra gli autisti – per la raccolta dell’esito di consegna e delle eventuali anomalie, magari abbinandolo con la messa a disposizione del DdT a destino in anticipo rispetto all’arrivo del mezzo.

Accelerare l’introduzione del digitale

A nostro avviso, in sintesi, si può affermare che il mondo della Logistica e del Trasporto merci presenta oggi tutti i presupposti per “premere sull’acceleratore” del Digitale, andando a cogliere quelle opportunità che l’evoluzione non solo tecnologica ma anche normativa ormai da qualche tempo hanno messo a disposizione. Ci aspettiamo, già nei prossimi mesi del 2016, un cambio di passo che porti questo comparto dallo sperimentare un insieme di iniziative interessanti “a macchia di leopardo” al registrare una diffusione più organica della Digitalizzazione nel mondo dei trasporti. A guidare questa evoluzione – e qui ci sbilanciamo ulteriormente – vediamo i grandi Operatori Logistici: è proprio grazie al loro ruolo centrale all’interno delle supply chain che possono fungere da vere e proprie “piattaforme abilitanti”. Ed è oggi possibile affermare – in questo caso con la massima serenità, anche se forse può ancora stupire – che troveranno tanto le aziende committenti quanto le società di trasporto (ma anche i singoli autisti e padroncini) più che ben disposti a raccogliere finalmente con favore questa proposta di Innovazione Digitale. Gran merito va a quella rivoluzione Mobile che da anni sta contribuendo a cambiare, anche in profondità, le abitudini e di ciascuno di noi.

Gli autori

*Daniele Marazzi

Ingegnere gestionale, attualmente è Leader della Practice B2b Digital Transformation di P4I-Partners4Innovation, dove affianca le organizzazioni nel ripensare e ridisegnare in chiave Digitale i propri processi – sia interni sia di relazione con i partner di business – attraverso l’introduzione di soluzioni e modelli innovativi. Dal 2008 collabora in varie forme con gli Osservatorio Digital Innovation del Politecnico di Milano e partecipa ai lavori del Forum italiano Fatturazione Elettronica e eProcurement sin dalla sua istituzione.

*Serena Lombardozzi

Dopo la laurea in Ingegneria Gestionale con indirizzo in Supply Chain Management, ha collaborato con gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, svolgendo attività di ricerca sui temi di Logistica e Smart Operations. Attualmente è Consultant in P4I-Partners4Innovation, dove collabora in progetti in ambito B2b Digital Transformation, con l’obiettivo di ripensare e ridisegnare in chiave Digitale i processi di business attraverso l’introduzione di soluzioni e modelli innovativi.

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* Immagine fornita da Shutterstock http://www.shutterstock.com

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