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Green Logistics: riorganizzare la catena di approvvigionamento per contribuire a uno sviluppo più sostenibile

Molte aziende stanno investendo in nuove soluzioni e tecnologie, utili a limitare gli sprechi, ridurre l’impronta ecologica delle operazioni logistiche e fidelizzare i clienti, sempre più attenti all’impatto delle proprie abitudini di consumo

Pubblicato il 29 Mar 2023

Marco Astore

Responsabile Marketing di BG Log

Green Logistics

La logistica rientra tra le aree operative con un più ampio margine di miglioramento in termini di ottimizzazione e riduzione delle emissioni. Da qui il concetto di Green Logistics, per cui molte aziende stanno investendo in nuove soluzioni eco-sostenibili per limitare gli sprechi, migliorando il proprio impatto ambientale all’interno delle operazioni logistiche, e soprattutto per fidelizzare i clienti, sempre più sensibili alla sostenibilità.

Le quattro aree di intervento della Green Logistics

Le scelte sostenibili ricadono in particolare su 4 aree.

  1. Imballi
  2. Unità di carico
  3. Magazzino e intra-logistica
  4. Trasporto e distribuzione

Queste macroaree racchiudono tutte le attività riguardanti la Supply Chain, e per ognuna di esse esistono delle soluzioni di tipo organizzativo e tecnologico che permettono di ridurre il footprint, ovvero l’impatto ecologico delle diverse attività. Eccole nel dettaglio.

Imballi e unità di carico

Quest’area si riferisce alle soluzioni relative ai processi e ai materiali con cui sono realizzati gli imballi dei prodotti. Il packaging, oltre ad essere un vero e proprio biglietto da visita per l’azienda e un mezzo di comunicazione importante, consente anche di semplificare e agevolare le attività di movimentazione e stoccaggio dei componenti all’interno del magazzino.

Avere un imballaggio sostenibile significa focalizzarsi su due aspetti principali:

  • Ridurre l’impatto dell’imballaggio: progettando packaging sostenibili che considerano sia le funzionalità sia gli impatti ambientali legati alla produzione, all’utilizzo e allo smaltimento.
  • Ridurre l’utilizzo dell’imballaggio: cambiando approccio ed abitudini, privilegiando azioni come il recupero, il riciclo ed il riutilizzo del packaging. Queste azioni permettono di ridurre il volume e l’utilizzo del materiale per l’imballo.

Una delle strade per ridurre l’impatto degli imballi consiste nel migliorare la progettazione delle unità di carico, in modo tale da ottimizzare gli spazi.

All’interno del magazzino, le AMR goods to person (Robot mobili autonomi che movimentano lo scaffale direttamente all’operatore) rappresentano una soluzione sostenibile per eccellenza, migliorando la densità di stoccaggio fino al 400%. Stoccare meglio le unità di carico significa in buona sostanza costruire meno, avere edifici meno impattanti e al contempo meno inquinanti.

In cosa consistono le soluzioni AMR

Un’altra caratteristica fondamentale dei sistemi AMR è la possibilità di immagazzinare i materiali fino a 3.7 metri di altezza, potendo movimentare fino a 1.500 kg, distanziando le cassette l’una dall’altra di soli 20 mm.

Queste soluzioni hanno anche il pregio di essere particolarmente flessibili e modulari, potendo essere modificate facilmente in base al layout del magazzino, così da adattarsi ai volumi di produzione o al numero di SKU (Stock Keeping Unit).

Sempre all’interno dei centri di distribuzione o dei magazzini, per ridurre gli imballi, occorre fornire i componenti secondo una logica Just in Time, in sequenza e a piccoli lotti, utilizzando delle soluzioni per kit speciali, dove ogni materiale viene stoccato in modo ordinato e intuitivo. I carrelli per kit speciali presentano i componenti in modo unico ed ergonomico all’operatore, senza alcun tipo di imballo, in modo tale che l’addetto all’assemblaggio possa prelevare il materiale senza perdere tempo inutile.

Un’altra possibilità per ridurre l’impatto del packaging riguarda la saturazione dei mezzi di trasporto, diminuendo, in questo modo, l’impronta ambientale dei processi logistici e al contempo contenendo i costi di spedizione.

Troviamo, infine, l’adozione di imballi riutilizzabili, la scelta di materiali più sostenibili e il recupero o la riparazione degli imballi dismessi.

Magazzini e intra-logistica

Gli interventi in quest’are si riferiscono all’adozione di soluzioni per il miglioramento e l’ottimizzazione dei processi interni al magazzino, come il material handling, il consumo di energia dei sistemi utilizzati e la struttura del centro di distribuzione.

Le emissioni derivanti dagli stabilimenti logistici rappresentano circa il 6% della carbon footprint totale ed il 13% delle emissioni nel settore logistico a livello mondiale.

Le aree principali su cui intervenire sono:

Illuminazione interna ed esterna

Un fattore fondamentale per garantire visibilità durante le attività di movimentazione dei materiali. Tra le soluzioni che si possono adottare per migliorare l’efficienza energetica, troviamo tecnologie che permettono di sfruttare la luce naturale, impianti LED, in grado di ridurre i consumi elettrici, le emissioni ed i costi di manutenzione, data la loro lunga durata.

La climatizzazione

Tutti quei sistemi utilizzati per ridurre i consumi per il riscaldamento o la refrigerazione dei magazzini, per la generazione di energia pulita e tutte le soluzioni riguardanti l’isolamento termico del centro di distribuzione.

I sistemi di movimentazione e l’automazione

La robotica e l’automazione sono sempre più collegati al tema della sostenibilità. Le soluzioni automatiche, oltre a impiegare meno energia e a efficientare le operazioni di magazzino, migliorano i processi, aumentando la capacità produttiva. Infatti, robotica e automazione sono leve strategiche per la sostenibilità, contribuendo a ridurre i costi di produzione e le emissioni di Co2, offrendo soluzioni all’avanguardia in numerosi ambiti, tra cui:

  • Energie del futuro ed energia pulita: secondo una ricerca pubblicata dall’Agenzia Internazionale per l’energia, i pannelli solari soddisferanno un terzo della domanda totale di energia elettrica entro il 2050. Un’azienda svedese, produttrice di collettori solari produce energia equivalente a 100 litri di petrolio grazie a due soluzioni robotiche ABB, in grado di aumentare la capacità produttiva;
  • Risparmio energetico: i robot per funzionare non consumano molta energia, in quanto non necessitano di particolari illuminazioni e temperature, ma possono lavorare anche in ambienti freddi e bui. Questo, contribuisce a ridurre drasticamente la quantità di energia utilizzata per il processo produttivo poiché, diminuendo anche solo di 1° centigrado i livelli di riscaldamento, si può risparmiare fino all’8%.

Trasporti e distribuzione

Quest’area include sia le soluzioni relative al trasporto, sia le tipologie di veicolo da adottare per la movimentazione delle merci.

Un settore che emette attualmente circa il 15% un quarto del totale di CO2 diffusa dagli esseri umani – che corrisponde a 7,7 tonnellate l’anno. Il peso dell’impronta carbonica del comparto è destinato ad aumentare con il progressivo incremento della domanda dei consumatori. Le stime degli analisti prevedono una crescita delle emissioni – con il tasso di crescita attuale nel 2050 le emissioni derivanti dal trasporto ammonteranno al 60% del totale. Ma gli obiettivi dell’Unione per i prossimi decenni sono orientati a un decisivo cambio di rotta, come dimostrano iniziative quali il Fit for 55 Package o l’EU ETS (European Union Emission Trading System). La prima intende fornire una base legislativa europea per contemplare negli obiettivi del Green Deal UE le emissioni del trasporto marittimo e, entro il 2026, anche quello aereo. La seconda, invece, punta a istituzionalizzare un sistema per lo scambio (compravendita) delle quote di emissione all’interno dei paesi dell’Unione e rappresenta il principale strumento per contrastare il cambiamento climatico e ridurre in modo economicamente efficiente le emissioni di gas serra nel Vecchio Continente.

La soluzione più adottata per ridurre le emissioni di carbonio è l’eliminazione della percorrenza a vuoto, che impatta in modo significativo sul costo chilometrico e sulle emissioni di gas. La seconda soluzione, invece, riguarda la scelta di modalità alternative di trasporto, quale quello ferroviario o marittimo, sostituendolo a quello su strada. Infine, anche se ancora poco adottate, ritroviamo la scelta di mezzi a base emissioni, come quelli elettrici, bio-metano o ad idrogeno.

Supply Chain e organizzazione

Riguarda la valutazione e la scelta di tutte le soluzioni di natura organizzativa e procedurale, che coinvolgono la filiera logistica.

In quest’area, rientrano tutte le soluzioni organizzative e procedurali basate sulla collaborazione tra clienti e fornitori.

Aumento dei lotti e diminuzione delle frequenze di consegna:

Questo metodo consente alle aziende di ridurre il numero di trasporti, riducendo allo stesso tempo i costi e le emissioni di CO2;

Collaborazione tra le parti interessate

Visibilità, trasparenza, accesso ai dati in tempo reale, consentendo alle aziende di prevenire gli errori, pianificare le consegne ed evitare di interrompere le catene di fornitura, migliorando l’efficienza lungo tutta la Supply Chain;

Nearshoring

L’interruzione delle catene di approvvigionamento, dovute agli effetti della pandemia e delle crisi geopolitiche, ha mostrato la vulnerabilità delle reti globali. Il nearshoring è una possibile strategia per ridurre le criticità della Supply Chain, adattarsi a eventuali imprevisti, ridurre i rischi e avere un impatto positivo sull’ambiente.

Inflazione economica, mancanza di scorte e recessione economica, secondo uno studio del gruppo di ricerca R4voltn guidato dal professore del Politecnico di Milano Stefano Elia, hanno portato il 16,5% delle aziende, lo scorso anno, a riportare la produzione in Italia. Un trend interessante e un cambiamento di strategia rispetto al passato, che mette in luce come la preoccupazione per la sicurezza degli approvvigionamenti sia maggiore rispetto alla volontà di avere dei vantaggi competitivi.

Un’ottima organizzazione della Supply Chain risulta fondamentale per migliorare la soddisfazione del cliente in quanto, oggi, si cerca di fidelizzare i consumatori attraverso esperienze d’acquisto uniche e originali.

In questo modo, mentre il marketing stimola la domanda, la Supply Chain si occupa di soddisfare la distribuzione dei prodotti verso il consumatore, assicurandosi che il cliente riceva la merce nei tempi e nei modi stabiliti in fase di acquisto.

I vantaggi di una logistica sostenibile

I rischi che hanno colpito le Supply Chain globali con scarsi legami a livello territoriale hanno fatto da promotori alla logistica sostenibile. Oggi ci si sta spostando verso catene di fornitura più corte, vicine, sicure e responsabili verso i territori e le persone dove operano.

Le imprese in grado di stabilire un rapporto duraturo e solido con gli enti del territorio in cui operano e con un approccio trasparente rispetto alle tematiche ambientali, migliorano la propria reputazione, immagine e comunicazione.

I vantaggi di una logistica sostenibile sono diversi:

  • Ridurre le probabilità di contenziosi
  • Abbassare il rischio di subire danni
  • Scongiurare rallentamenti nelle attività produttive
  • Migliorare il rapporto con fornitori e partner
  • Realizzare Supply Chain più corte, sicure e remunerative
  • Migliorare la reputazione del brand

Green Logistics, quali sono le aspettative per il futuro?

Ad oggi, il mercato globale della Green Logistics ha raggiunto un valore di 1,3 trilioni di dollari e si prevede che raggiungerà i 2,9 trilioni entro il 2032, con una crescita annuale composta (CAGR) dell’8,3%. Lo sviluppo di questo mercato è influenzato da fattori quali l’aumento della responsabilità sociale d’impresa (CSR), la crescente adozione di veicoli elettrici (EV), la pressione delle normative e delle legislazioni ambientali e l’aumento dell’adozione dell’Intelligenza Artificiale nel settore.

Questi driver di sviluppo sono tuttavia frenati dalla dipendenza da combustibili fossili, dal costo elevato nell’implementazione di pratiche di approvvigionamento sostenibili e dalla mancanza di infrastrutture. Ma questo non deve scoraggiare le imprese.

Puntare su uno sviluppo sostenibile, oltre a essere un’opportunità, è anche una responsabilità delle aziende, che devono adottare un approccio globale su tutte le fasi del processo produttivo.

Le conseguenze derivanti dall’industrializzazione di massa e dal consumismo degli ultimi decenni hanno accelerato gli effetti negativi, aumentando le preoccupazioni sull’impatto ambientale dei processi aziendali.

Le pressioni esterne, il peso dei nuovi regolamenti con scadenze 2030 o 2050, le richieste dei consumatori, che sono sempre più in grado di valutare le caratteristiche dei prodotti, la scarsità di materie prime e l’aumento dei costi di quest’ultime, sono alcune delle principali sfide che le aziende dovranno affrontare nei prossimi anni per ottimizzare le catene di approvvigionamento.

Diventerà, dunque, fondamentale investire in nuove tecnologie, automatizzare i sistemi interni del magazzino per ridurre le inefficienze, ottimizzare i trasporti, riorganizzare la catena di approvvigionamento, rivedere i metodi di produzione e razionalizzare i costi, al fine di contribuire a uno sviluppo sostenibile.

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