Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Osservatori

Blockchain nelle supply chain: il Polimi conta 131 progetti nel mondo, 3 in Italia

In grandissima parte sono alla fase di annuncio o di sperimentazione, solo 8 sono operativi, spiega l’Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b del Politecnico di Milano. Finanza e Logistica i settori più attivi, seguono largo consumo e utility. Gli utilizzi più diffusi: condivisione di documenti e informazioni, tracciabilità delle merci, gestione del credito di filiera, trading di energia

23 Ago 2018

La tecnologia Blockchain, ideata per supportare transazioni finanziarie, è sempre più utilizzata anche nelle Supply Chain, e per questo l’Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b del Politecnico di Milano nel suo più recente report ha deciso di censirne gli utilizzi in questo ambito, contando 131 progetti in tutto il mondo.

I ricercatori hanno selezionato le applicazioni della tecnologia in processi B2B e rapporti di filiera con almeno uno scambio informativo o documentale tra un’azienda cliente e una fornitrice. La prima conclusione è la conferma che siamo ancora agli inizi: il 48% di questi 131 progetti di blockchain nelle supply chain è in fase di sperimentazione, il 47% è fermo all’annuncio, e solo otto casi sono già in fase operativa. Si tratta essenzialmente di banche, distributori di energia, produttori agroalimentari, con fini di gestione del credito di filiera, tracciabilità, e condivisione di documenti e informazioni.

A livello geografico, la proverbiale predominanza tecnologica americana stavolta è smentita: circa il 40% dei progetti di blockchain nelle supply chain censiti sono in Asia (d’altra parte il concetto di bitcoin è stato ideato da un giapponese), il 30% in Europa, e “solo” il 24% in America.

I tre progetti italiani: Cantina Volpone, Intesa Sanpaolo, Torrefazione San Domenico

Gli USA però si rifanno come singola nazione, con 23 progetti, seguiti da Cina (13), Regno Unito (10) e Giappone (9). In Italia i ricercatori del Politecnico hanno rilevato tre progetti, di cui uno operativo – Cantina Volpone, per l’autocertificazione di qualità dell’intero processo produttivo del vino “dalla vigna alla tavola” – e due in sperimentazione: Intesa Sanpaolo (integrità delle informazioni nelle transazioni finanziarie) e Torrefazione Caffè San Domenico, in collaborazione con la startup Foodchain, anch’esse al lavoro su un’applicazione blockchain di tracciabilità di filiera agroalimentare, in questo caso del caffè.

Per quanto riguarda i settori, il più attivo risulta quello finanziario (25% dei progetti censiti), seguito dalla logistica (18%), in cui la blockchain è tipicamente utilizzata per tracciare merci e spedizioni, e poi da largo consumo (15%) e utility (14%), in cui i progetti sono principalmente volti alla tracciabilità delle merci e al trading di energia. Altri settori al lavoro sulla blockchain sono pubblica amministrazione, lusso, elettronica di consumo, assicurazioni e automobilistico.

Le applicazioni: condivisioni di documenti e controllo di attori della filiera

Per quanto riguarda i processi supportati, il 43% dei progetti è nell’eSupply Chain Execution (fasi logistiche, commerciali, amministrative e contabili), per la condivisione sicura di documenti e informazioni e la gestione del credito di filiera. L’Osservatorio cita il caso della società di spedizioni navali giapponese Mitsui OSK Lines che, tramite un’applicazione blockchain, scambia e archivia documenti commerciali, logistici e assicurativi relativi a transazioni commerciali internazionali.

Il 31% dei progetti è in area eSupply Chain Control, con obiettivi di efficientamento di procedure esistenti in ambito di controllo della supply chain già esistenti. I più numerosi sono di tracciabilità della merce dal punto di origine al punto di consegna (abbiamo citato due casi italiani). Ma la blockchain è usata anche per verificare il comportamento degli attori nella filiera, come nel caso della canadese TMX Group, che sta sperimentando una soluzione per identificare in modo certo e tempestivo l’operatore della filiera responsabile nei casi di fuga di gase o interruzione dell’erogazione.

Le applicazioni: garanzia di autenticità ed eProcurement

L’Osservatorio ha censito anche un 11% di casi di eSupply Chain Collaboration (pianificazione, sviluppo nuovi prodotti, gestione della qualità). Singapore Diamond Investment Exchange (SDiX), per esempio, sta testando una soluzione per garantire ai compratori di diamanti la loro autenticità grazie alla registrazione dei cambi di proprietà in un database distribuito. L’utilizzo della tecnologia in questo caso permette di includere nella catena anche il compratore, aumentando la trasparenza del mercato.

Un altro 9% di progetti blockchain nelle supply chain è poi di eProcurement (revisione dei processi d’acquisto, dalla ricerca di nuovi fornitori alla negoziazione vera e propria), come quello del Ministero degli Affari Interni giapponese e del suo sistema per raccogliere in un unico database condiviso le informazioni delle aziende che partecipano alle gare d’appalto pubbliche. Infine un 5% è di supporto ai processi interni, per migliorare i processi di conservazione, archiviazione e gestione dei workflow approvativi, grazie all’attestazione di autenticità e immodificabilità di documenti e informazioni.

I tre “cluster” più significativi di progetti

Incrociando settori di applicazione e processi, i ricercatori del Politecnico di Milano rilevano 3 “cluster” significativi di progetti: eSupply Chain Execution nei settori finanziario e logistica (37 progetti che utilizzano la tecnologia per la condivisione di documenti e informazioni e per applicazioni di Supply Chain Finance); eSupply Chain Control nei settori largo consumo e logistica (23 progetti in cui la blockchain è impiegata per garantire la tracciabilità della merce); ed eProcurement in ambito utility (9 progetti a supporto del trading di energia).

Quanto ai benefici, vista la fase ancora embrionale delle applicazioni di blockchain nelle supply chain, si parla solo di percezioni qualitative, soprattutto di aumento della trasparenza e della sicurezza, e riduzione dei costi e dei tempi di svolgimento delle operazioni.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Blockchain nelle supply chain: il Polimi conta 131 progetti nel mondo, 3 in Italia

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    LinkedIn

    Twitter

    Whatsapp

    Facebook

    Google+

    Link

    Articolo 1 di 4