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case study

Semplificare i processi di acquisto per collaborare con le startup: il progetto di Intesa Sanpaolo

Il gruppo bancario italiano ha avviato il progetto SMARTrack, con l’obiettivo di adottare metodologie snelle per le fasi di qualificazione, selezione e valutazione, negoziazione, fatturazione e pagamento. «Per collaborare con agilità con le startup fintech è necessario un approccio dedicato che attuiamo principalmente con Proof of Concept», ha sottolineato Giuseppe Argirò della Direzione Innovazione e Crescita Imprese

08 Mar 2016

Redazione

Dalla collaborazione tra l’area Chief Innovation Officer e la Direzione Acquisti in Intesa Sanpaolo è nato il progetto SMARTrack, con l’obiettivo di sviluppare un canale efficiente per interagire commercialmente con le startup. Alla base dell’iniziativa c’è l’adozione di metodologie snelle che supportano le fasi cruciali del processo di acquisto, tra cui la qualificazione, la selezione e valutazione, la negoziazione, la fatturazione e il pagamento.

«Per collaborare con agilità con le startup fintech – ha sottolineato Giuseppe Argirò, della Direzione Innovazione e Crescita Imprese, Area Chief Innovation Officer di Intesa Sanpaolo – è stato necessario mettere da parte i processi di acquisto complessi e i controlli rigorosi. Solitamente le startup, infatti, non hanno una struttura commerciale vera e propria e trovano difficoltoso rapportarsi con l’ufficio acquisti strutturato di un grande gruppo. Inoltre, non hanno storia bancaria e spesso neppure bilanci, parametri che vengono valutati dalla banca per la mitigazione del rischio. Per questo è necessario un approccio dedicato, che attuiamo principalmente con Proof of Concept (POC), che ci consentono di collaborare con agilità con le startup fintech». Al momento il gruppo sta interagendo con 50 startup, e 12 di queste stanno sviluppando POC in ambiti quali big data, transaction banking, digitalizzazione dei processi.

Il primo gruppo bancario italiano per capitalizzazione, che negli ultimi anni ha fatto dell’innovazione uno dei suoi capisaldi, ha quindi definitivamente adottato il paradigma dell’Open Innovation, identificando nelle startup un partner indispensabile per mantenere il proprio business competitivo in un mercato sempre più rapido e imprevedibile.

E dalla volontà di intercettare e selezionare le opportunità innovative, gestire i progetti più rilevanti e diffondere la cultura digitale a livello di Gruppo nell’ottobre del 2014 è stata istituita un’area di governo ad hoc, l’Innovation Center, con il Chief Innovation Officer a diretto riporto del Consigliere Delegato. Si tratta di un organismo costituito da un organico di 90 persone che può contare sulla capacità di realizzazione degli oltre 2.000 specialisti IT della Direzione Sistemi Informativi, con i quali possono essere raggiunti tutti i dipendenti della banca. Gli Innovation Specialist distribuiti sul territorio italiano hanno il ruolo di “sensori” e attuatori delle iniziative di innovazione; ci sono inoltre referenti che operano nei mercati in cui l’innovazione è particolarmente sviluppata, come la Silicon Valley, Londra, Singapore e Tel Aviv.

«Innovazione per Intesa Sanpaolo vuol dire concreto supporto alle startup, non solo attraverso accordi commerciali e programmi di mentoring, ma anche con strumenti finanziari, che spaziano dal finanziamento dell’innovazione, fino al venture capital», ha ribadito Argirò. È proprio In quest’ottica che l’azienda ha anche realizzato TechMarketPlace, una piattaforma di match-making che a oggi permette di mettere in relazione le esigenze di oltre 5.000 imprese clienti con 500 startup che producono innovazione, con 80 match acquisiti. È stata inoltre creata un programma internazionale, la Startup Initiative, che consente di seguire e valorizzare startup in settori anche distanti dal fintech, ma funzionali al business dei clienti.

Il case history è stato illustrato in occasione del Workshop del progetto Startup Intelligence degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, a tema “Startup e acquisti”, tenutosi lo scorso 26 gennaio. Startup Intelligence è un progetto di Ricerca innovativo che intende favorire la contaminazione tra il mondo delle startup digitali e quelle imprese italiane aperte e curiose, che puntano sull’innovazione come un fattore critico di successo e vogliono comprendere meglio gli spunti creativi ed innovativi che arrivano da questo comparto economico.

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