Investimenti

Startup italiane, l’ecosistema è in pieno fermento

La prima metà di luglio ha visto una vera e propria pioggia di operazioni. Gli americani si fanno conquistare da VisLab e VivaBioCell, nascono accordi tra venture capital per sostenere progetti ad alto potenziale, l’italiana Sounday compra l’americana Soundtracker. Senza dimenticare la vendita di Bluewago e gli investimenti su Kuldat e Whoosnap

16 Lug 2015

Redazione

Investimenti, acquisizioni, exit, partnership. La prima metà di luglio ha visto una vera e propria pioggia di operazioni nel mercato delle startup italiane, e il trend sembrerebbe ancora in pieno corso. Prendendo spunto da un articolo recentemente pubblicato sul sito di Economy Up, ecco di seguito una carrellata dei fatti accaduti fino a ora.

A fare da apripista è stata la piattaforma di big data per vendite e marketing Kuldat, fondata nel 2012 da Marco Visibelli, che ha ricevuto da United Ventures 1,5 milioni di euro. L’obiettivo dell’operazione è accelerare la crescita sul mercato europeo e l’espansione sul mercato americano.

Segue la “exit” di VisLab, lo spinoff dell’Università di Parma, che è stato rilevato di recente per 30 milioni di dollari dalla statunitense Ambarella – società quotata al Nasdaq e attiva nel settore della compressione video -, a cui ha ceduto la propria quota della società che ha messo a punto un’auto a guida automatizzata. Da questa operazione è nata anche una vera e propria collaborazione: 27 ricercatori della società parmense, fondata dal professor Alberto Broggi, si uniranno infatti all’équipe di sviluppo dell’azienda americana.

E, a conferma del forte interesse delle aziende d’oltreoceano per gli spinoff delle università del Bel Paese, è arrivata anche l’acquisizione di VivaBioCell, nata all’Università di Udine e attiva nel campo delle cellule staminali adulte, da parte del gigante statunitense del settore NantCell, grazie al disinvestimento di Aladinn Ventures, fondo di venture capital di Friulia Veneto Sviluppo sgr.

Qualche giorno dopo l’attenzione si è spostata sull’Italia quando Sounday, la startup fondata da Giuseppe Ravello che offre servizi di marketing digitale ai musicisti, ha annunciato l’acquisizione della statunitense Soundtracker, ideatrice della prima radio sociale per creare stazioni personali, e si è assicurata così gli asset tecnologici necessari all’espansione sul mercato internazionale.

Ma non è tutto. 400mila euro è quanto è costata l’operazione che è stata effettuata da LVenture Group, il Club degli Investitori di Torino e alcuni business angel, che ha comprato la start up Whoosnap, che ha sviluppato la piattaforma, basata su un’App mobile, che permette di richiedere foto in tempo reale di uno specifico luogo o evento, sfruttando le dinamiche di crowdsourcing.

WHITEPAPER
Quali sono i diversi approcci al Design Thinking e quali benefici producono?
CIO
Open Innovation

Ma per LVenture Group non è finita qui. Infatti il venture capital ha siglato un accordo con Italian Brand Factory per co-investire sul made in Italy innovativo, e in particolare sulle startup attive nei settori food, fashion e design. In passato queste due società avevano già co-investito 500 mila euro complessivi in Re-Bello, l’azienda altoatesina che sviluppa, produce e commercializza abbigliamento sostenibile.

Altro accordo estivo nato per sostenere progetti ad alto potenziale è quello tra Italian Angels for Growth (IAG), Angel Group italiano attivo dal 2007 nello sviluppo di nuove realtà imprenditoriali, e PoliHub, l’incubatore del Politecnico di Milano gestito dalla Fondazione Politecnico di Milano. L’obiettivo, secondo quanto ha dichiarato l’Amministratore Delegato del Polihub, Stefano Mainetti, è dare alle nostre startup una possibilità in più per reperire le risorse finanziarie necessarie al proprio progetto di impresa.

Interessante poi il caso di una startup che ha comprato una startup. Si tratta della tedesca Helpling, attiva anche in Italia, che ha acquisito Hassle.com, la società inglese pioniera nel settore. Da questo matrimonio nasce il più grande marketplace del mondo, fuori dagli Stati Uniti, per la prenotazione online di addetti alle pulizie. L’importo dell’operazione sarebbe di 32 milioni di euro.

Infine anche il settore delle vacanze non è stato risparmiato, forse complice la stagione. La piattaforma web dedicata alla prenotazione di vacanze in barca e al mare, Bluewago, è stata acquisita da Ventura, la divisione turistica della rete Venetwork. Il network di imprenditori veneti presieduto da Alberto Baban, presidente di Piccola Industria di Confindustria, acquisisce così per un milione di euro la maggioranza della startup, realizzata da un gruppo di ricerca di Innovation Factory, l’incubatore certificato di primo miglio del parco scientico e tecnologico Area Science Park di Trieste.

L’ecosistema italiano delle startup, insomma, è in pieno fermento, e si conferma che le nostre realtà non si distinguono in termini di innovazione soltanto a livello nazionale, ma sono anche molto apprezzate all’estero.

Startup italiane, l’ecosistema è in pieno fermento

    LinkedIn

    Twitter

    Whatsapp

    Facebook

    Link

    Articolo 1 di 2