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Analisi

Social e interazione con i clienti, le Pmi superano le grandi imprese

Una ricerca Ipsos su un campione di quasi 10.000 utenti appartenenti a Pmi e grandi aziende in 32 Paesi diversi, rivela che, oltre a utilizzare soluzioni come intranet e messaggistica istantanea, rispetto alle grandi imprese, le PMI sono più propense ad utilizzare molteplici strumenti social esterni per scopi professionali

10 Lug 2013

Comunicano tra loro, con i clienti… anche con i concorrenti e cercano nuove opportunità… A sorpresa, ma fino ad un certo punto, sono proprio le Piccole e medie imprese, tacciate spesso di scarsa propensione e freddezza nei confronti dei più moderni strumenti di comunicazione e dell’innovazione in generale, a dimostrare una grande propensione all’utilizzo dei social networks anche in ambito professionale.

Una propensione che supera, nettamente, quella delle grandi aziende. Il risultato scaturisce da una interessante ricerca condotta da Ipsos, in collaborazione con Microsoft, su un campione di quasi 10.000 utenti appartenenti a PMI e grandi aziende in 32 Paesi diversi. «La consumerizzazione dell’IT ha cambiato le fondamenta della comunicazione aziendale e gli strumenti enterprise social sul posto di lavoro seguono ora un modello “bring your own device” – commenta Rebecca Sizelove, Associate Vice President, Ipsos Public Affairs -. Tuttavia, esistono differenze sostanziali nel modo in cui le PMI e le grandi aziende utilizzano questi strumenti, e gli IT decision maker necessitano ancora di formazione per comprendere appieno i potenziali vantaggi di questi strumenti social. Ciò determina un’opportunità per i fornitori IT che possono diffondere consapevolezza su questi strumenti e venderli ad aziende di qualsiasi dimensione».

Nuove interazioni

Nello specifico dallo studio comunque emerge che nonostante, sia nelle grandi aziende che nelle Pmi, gli strumenti social siano principalmente utilizzati per la comunicazione tra colleghi (7 su 10 utenti finali del campione totale), nelle aziende più piccole tali strumenti vengono utilizzati per svolgere una più ampia varietà di attività, tra cui la comunicazione con consumatori, clienti o fornitori e la ricerca di consumatori, clienti e concorrenti.

Al contrario, è più probabile che gli utenti finali delle grandi aziende utilizzino gli strumenti social per trovare un esperto o un’informazione all’interno della loro azienda. Per quanto riguarda poi i rischi e soprattutto gli ostacoli all’adozione di questi nuovi strumenti di comunicazione in ambito aziendale, sia nelle grandi aziende che nelle Pmi il campione degli intervistati non ha esitato nell’identificare il tema della sicurezza (71% degli utenti finali delle grandi aziende e il 60% di quelli delle Pmi), piuttosto gettonato poi anche il calo della produttività (58% nelle grandi aziende e 59% nelle PMI).

Tornano marcate le differenze se si parla però di rapporto con i reparti IT e timori legati all’immagine aziendale. Gli utenti finali delle grandi aziende sono infatti più inclini ad affermare che i loro reparti IT possono rappresentare una barriera all’utilizzo degli strumenti social (41% nelle grandi aziende vs. il 36% nelle PMI). Non a caso poi, nelle grandi aziende è più probabile che l’utilizzo degli strumenti social sul posto di lavoro sia regolamentato per preoccupazioni legate all’immagine aziendale (27% vs. 21% nelle PMI) o alla perdita di dati (25% nelle grandi aziende vs. 22% nelle PMI).

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