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incentivi statali

Reti per l’artigianato digitale, il Mise rimborsa fino a 1,4 milioni di euro

Dall’1 luglio al 25 settembre il Ministero dello Sviluppo Economico accetterà le domande per le sovvenzioni relative a progetti di fabbricazione digitale portati avanti da gruppi di almeno 15 imprese. Gli ammessi riceveranno fino al 70% delle spese, con importo minimo di 100mila euro

21 Mag 2015

Redazione

Sostenere la diffusione e l’utilizzo delle tecnologie di fabbricazione digitale nelle reti d’imprese artigianali in tutta Italia. Questo l’obiettivo delle agevolazioni promosse dal Ministero dello Sviluppo Economico in un decreto dello scorso febbraio, e per le quali proprio in questi giorni sono stati fissati i termini di presentazione delle domande: dall’1 luglio al 25 settembre 2015. Le risorse stanziate sono di 9,06 milioni di euro.

L’agevolazione consiste in una sovvenzione che rimborsa fino al 70% delle spese (fra 100mila euro e 1,4 milioni) sostenute da reti d’impresa artigianali per la creazione di centri di sviluppo software e hardware, d’incubazione di startup, e di servizi, inerenti le fabbricazioni digitali. Per fabbricazione digitale si intende per esempio la modellizzazione e stampa 3D, la prototipazione elettronica avanzata, le lavorazioni digitali quali il taglio laser e la fresatura a controllo numerico.

Delle agevolazioni possono beneficiare reti di imprese o Associazioni temporanee (ATI), contratti di rete che riuniscano almeno 15 imprese, metà delle quali devono essere microimprese o appartenere al settore artigianato. Tra i vari requisiti, il decreto richiede che nella domanda sia specificata la suddivisione delle competenze delle imprese partecipanti con specifico riferimento al programma digitale proposto.

Programma che per essere ammissibile deve prevedere la creazione di centri per lo sviluppo di software e hardware a codice sorgente aperto per la crescita e il trasferimento di conoscenze alle scuole, alla cittadinanza, agli artigiani e alle microimprese; o per l’incubazione di startup di artigianato digitale; o per fornire servizi di fabbricazione digitale rivolti ad artigiani e microimprese. Oppure deve prevedere la messa a disposizione di tecnologie di fabbricazione digitale; o la creazione di nuove realtà artigianali o reti manifatturiere incentrate su tali tecnologie.

I progetti candidati devono inoltre prevedere durata tra i due e i tre anni dal ricevimento del decreto di concessione, e forme di collaborazione con Istituti di ricerca pubblici, Università, Scuole, Imprese ed Enti autonomi con funzioni di rappresentanza del tessuto produttivo. Tra le spese ammissibili beni strumentali nuovi di fabbrica; componenti hardware e software strettamente funzionali al programma; attività di ricerca e sviluppo; consulenze tecnico-specialistiche e servizi equivalenti, limitatamente al 30% dell’importo complessivo del programma; canoni di locazione degli immobili necessari a realizzare il programma; oneri finanziari sui finanziamenti bancari ottenuti (nel limite massimo del 10% dell’importo del programma); realizzazione di prodotti editoriali; e opere murarie, anche queste nel limite del 10% dell’importo del programma.

La domanda va presentata nel periodo già precisato (1 luglio-25 settembre) via PEC (posta elettronica certificata), all’indirizzo dgiai.artigianatodigitale@pec.mise.gov.it. Il ministero pubblicherà le graduatorie entro 30 giorni dalla scadenza di presentazione delle domande, e quindi entro il 25 ottobre 2015.

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