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PMI innovative

È “made in Italy” il software che invia dati push in tempo reale per Nasa, RAI, Morgan Stanley e UBS

L’impresa milanese Lightstreamer fornisce soluzioni di real-time messaging e data streaming a piattaforme di trading online, sistemi di controllo di missione aerospaziali, e ambienti social di commenti alle trasmissioni TV. «Ci stiamo attrezzando per la crescita della domanda legata all’Internet of Things»

04 Mar 2016

redazione

Che cosa accomuna realtà come Intesa Sanpaolo, NASA, la RAI e Sony Music, tutti colossi aziendali ma di settori profondamente diversi? Per esempio la necessità di flussi di dati che si aggiornano continuamente in tempo reale. E questo spiega perché questi quattro nomi – insieme ad altri come Banca Mediolanum, Delta Airlines, Deutsche Borse, Honeywell, JP Morgan, Sky e UBS – sono tutti clienti di Lightstreamer, italiana specialista di software appunto per l’invio di dati e messaggi in real time.

Intesa SanPaolo per esempio utilizza Lightstreamer per aggiornare i dati di borsa della sua piattaforma di trading online, la NASA per alimentare con dati di telemetria della ISS (la Stazione Spaziale Internazionale) i sistemi di controllo di missione e i portali web e mobile rivolti al grande pubblico e a scuole e università, e la RAI per gestire sui suoi social i commenti del pubblico durante trasmissioni in diretta come il Festival di Sanremo o Ballarò.

Lightstreamer quindi si può definire una valida dimostrazione di software Made in Italy “esportato” letteramente in tutto il mondo, visto che anche un Paese remoto come il Bhutan l’ha richiesto per la propria Borsa finanziaria, e la società di ricerche Gartner nel 2012 ha definito Lightstreamer “Cool vendor” nel mercato Application and Integration Platforms.

La specialità della società – che è nata nel 2004 come Weswit, e ha assunto il nome del suo prodotto da pochi mesi – è come accennato l’invio di dati che cambiano nel tempo. «È una tecnologia ‘push’: non sono i client dell’utente finale a interrogare il server che manda i dati, ma è il server stesso a inviarli quando vengono aggiornati», spiega Alessandro Alinone, co-CEO e co-fondatore di Lightstreamer (insieme a Mauro Fantechi e Giampaolo Vianello) in un’intervista su EconomyUp. «Se si interroga, per esempio, il server ogni 5 secondi, ma il dato cambia ogni 20 secondi, si spreca banda anche se non cambia niente: si pagano costi inutili perché la qualità del servizio non migliora».

Un’applicazione molto richiesta di questo tipo di soluzione è nel Betting e Gaming per ricevere informazioni sulle scommesse e per interagire con i casino online, oltre che – come già visto sopra – nell’Aerospazio e nei Media, e nel Finance, che è il settore target originario fin dal 2004.

«Nei primi anni del 2000 lavoravo nel system integrator Par-Tec, e progettavo piattaforme di trading online per banche italiane: l’esigenza dei clienti era ricevere dati in tempo reale – racconta Alinone -. Allora il sistema utilizzato per questo genere di cose era Java Applet, che però aveva molte controindicazioni». E da questo alla creazione di una startup ad hoc il passo è stato breve: «Abbiamo lavorato a una soluzione basata sulla tecnologia push e abbiamo gestito lo ‘spinoff’ da Par-Tec fondando una società apposita e mettendo il software sul mercato», dice Mauro Fantechi, che può essere considerato l’imprenditore seriale in casa Lightstreamer, avendo partecipato in carriera alla fondazione di sei società.

Nei primi anni di vita, fino al 2012, la PMI Lightstreamer (che ha un team di circa 10 persone) è cresciuta anno su anno, poi dal 2013 a oggi si è via via stabilizzata e ora viaggia intorno a 1,6 milioni di euro di ricavi, che è all’incirca il fatturato con cui la società conta di aver chiuso il 2015.

«Operiamo in una nicchia di mercato autofinanziandoci l’attività di ricerca e sviluppo senza ricorrere a investimenti esterni – spiega Fantechi -. Paradossalmente, nonostante la tecnologia del push di dati abbia 15 anni di vita, deve ancora esplodere in termini numerici: il potenziale cioè non è ancora stato espresso a pieno, è in perenne startup concettuale».

In prospettiva, sarà l’Internet of Things a richiedere sempre più scambi di dati in tempo reale. «È possibile che la domanda aumenti, e noi ci stiamo attrezzando – dicono i CEO -. Ma prima il mercato dovrà essere invaso di sensori IoT, e non è ancora così». Nel frattempo, i fondatori di Lightstreamer lavorano a differenziare il prodotto sviluppando verticalizzazioni specifiche in funzione del campo di applicazione, e a “portare” il prodotto su diverse piattaforme di messaggistica. Il tutto restando in Italia. «Anche se il 95% dei nostri clienti è all’estero, rimaniamo qui (la sede è a Milano, ndr) per ragioni affettive».

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