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ARCA, quando il digitale è la base per studiare da multinazionale

La specialista di sistemi di cash processing, nata dalla fusione tra una società USA e una italiana, ha omogeneizzato i sistemi ERP e CRM in quattro Paesi, aprendo la strada a nuove acquisizioni strategiche. Cesare Varzi, responsabile IT: «Ora puntiamo all’automazione dei workflow»

Pubblicato il 22 Mar 2017

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Digitalizzazione e PMI: cosa vuol dire per le piccole e medie imprese sfruttare le tecnologie digitali per ottenere risultati di business? Il caso ARCA è un esempio illuminante, perché dimostra in che modo il digitale non solo può semplificare i processi operativi dell’organizzazione, ma può anche, attraverso la standardizzazione di piattaforme e attività, aprire la strada dell’internazionalizzazione e delle acquisizioni strategiche. Tutto questo a patto che il cambiamento sia guidato da una precisa filosofia aziendale.

L’identità internazionale è per esempio una premessa imprescindibile per comprendere le scelte di ARCA. Con 130 milioni di fatturato e circa 600 dipendenti in quattro Paesi, il gruppo è il frutto del merger dell’azienda della North Carolina fondata da Mort O’Sullivan con CTS Electronics, una società ex-Olivetti (la sede italiana è infatti a Ivrea) specializzata nella realizzazione e distribuzione di sistemi back office per il conteggio del denaro (cash processing).

Il target di riferimento è composto da operatori Retail, banche e attori intermedi a cui ARCA fornisce componentistica. Gli stabilimenti e la divisione R&S sono in Piemonte, mentre management e quartier generale commerciale sono negli Stati Uniti. Con un’ulteriore sede in UK, una controllata da poco acquisita in Francia, e ambizioni di espansione globale, ARCA aveva bisogno di omogeneizzare le attività tra i due continenti, rendendo trasparenti produzione e amministrazione per qualsiasi utente, e soprattutto per chi agisce sulle leve strategiche del business.

«Non si trattava solo di passare dall’uso di tre piattaforme ERP diverse a un’unica soluzione condivisa, ma anche di assecondare la filosofia organizzativa del CEO, sostenitore dei sistemi open e della “olocrazia”», ha spiegato Cesare Varzi, responsabile Information Technology di ARCA, parlando all’Infor Manufacturing Day, tenutosi a febbraio a Cassano d’Adda (MI).

«La sede americana aveva in dotazione SAP in Cloud, a Ivrea si utilizzava Infor Baan on premise e per integrare le altre realtà erano state costruite applicazioni in house. Nella primavera del 2015 è partita la fase di ricerca della soluzione adatta, tenendo presente che volevamo portare tutto in Cloud per semplificare la gestione visto che ARCA non dispone di una vera e propria divisione IT». La scelta è ricaduta a giugno su Infor LN come industrial suite, e a settembre c’è stato il kick off del progetto di migrazione, che per otto mesi ha riguardato la definizione dei requirement, il dettaglio dei processi e il training degli utenti, con in più la creazione di casi di test. «Per il go live di ottobre 2016 eravamo molto combattuti tra un approccio “big bang” e un “frazionamento” del rilascio delle soluzioni» ha precisato Varzi, «anche perché nel frattempo abbiamo deciso di implementare pure il CRM».

Al momento il team di Varzi ha ancora tre tappe da raggiungere: ad aprile avverrà il roll out di LN su una società italiana del gruppo che si occupa di vendite domestiche e assistenza, mentre a luglio sarà la volta della controllata francese. Entrambe devono poi essere collegate con la piattaforma CRM. Ma nel frattempo tutti gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti: «Abbiamo eliminato, grazie all’automazione dei sistemi, moltissime transazioni intercompany che prima venivano fatte a mano», ha spiegato Varzi. «Ora possiamo elaborare un pianificazione accurata delle attività, le scorte sono visibili a tutti, e tutti i dataset sono integrati su un’unica base. Anche il reporting è comune, e non c’è più bisogno di dover attingere a sistemi diversi. Ma il beneficio più grande è che adesso possiamo crescere con un sistema gestibile da remoto e semplice da rilasciare, il che agevola la strategia di espansione in nuovi mercati tramite acquisizioni».

Il passo successivo consisterà nello sfruttare le funzionalità addizionali della piattaforma per attivare workflow automatizzati, permettendo a tutte le persone negli stabilimenti di comunicare col sistema attraverso tablet e applicazioni specifiche. «La prossima sfida – ha concluso Varzi – è potenziare l’interfaccia uomo-macchina».

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