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Analisi

Le PMI di successo? Operano all’estero e in mercati di nicchia

Le eccellenze italiane fatturano per oltre il 50% fuori confine e scommettono sulla qualità del prodotto e l’innovazione. Puntano ad aprire filiali in nuovi Paesi ma temono la scarsa conoscenza dei potenziali clienti e la logistica. L’analisi di Global Strategy.

26 Lug 2012

Aziende attive da oltre trent’anni che esportano oltre il 50% del fatturato ma operano in mercati di nicchia. Questo l’identikit delle PMI italiane di successi nel mondo tracciato dal quarto report di Global Strategy presentato recentemente a Milano.

L’indagine ha analizzato circa 7.000 aziende manifatturiere e di servizi che nel corso del 2010 hanno fatturato tra i 20 e i 250 milioni di euro. Altri criteri di analisi sono stati i tassi di crescita, di redditività e di solidità finanziaria che hanno permesso un’ulteriore selezione per arrivare a 198 imprese che hanno soddisfatto i requisiti di eccellenza.


L’identikit delle 198 aziende di successo
Queste aziende si confrontano ogni giorno con competitor internazionali di maggiori dimensioni, il che le porta a puntare sulla qualità e sull’innovatività dei prodotti. Le aziende selezionate sono cresciute in termini produttivi con un tasso medio annuo del 17% negli ultimi 5 anni e hanno la caratteristica comune di non appartenere a nessun grande gruppo.

La maggior parte produce macchine e utensili, ma non mancano le aziende attive nell’alimentare e nella meccanica.

Il 53 % compete con aziende estere, americane o europee, più grandi per dimensioni. Questo non spaventa le PMI: l’anno scorso la quota di fatturato all’estero media è stata del 53% e in tre anni le stime prevedono una crescita fino al 60%.

Il dato incoraggia l’espansione delle aziende: tre quarti delle PMI intervistate hanno dichiarato che apriranno nuove filiali all’estero nei prossimi tre anni.


I fattori per il successo
Le PMI conoscono molto bene i fattori per avere successo sui mercati esteri. Al primo posto mettono la qualità del prodotto, seguita a breve distanza dall’innovazione e dalla reputazione del marchio.


Le difficoltà
Anche le difficoltà sono ben note alle aziende intervistate. Al primo posto c’è la preoccupazione per la difficoltà nel trovare figure professionali valide all’estero. Altri problemi sono la scarsa conoscenza di potenziali clienti per problemi culturali e linguistici e le difficoltà logistiche.

Le PMI stanno cominciando a cooperare tra loro per risolvere questi problemi formando alleanze e aggregazioni anche con i centri di ricerca nei Paesi in cui esportano o producono.

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