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Reportage

Microsoft: Industria 4.0 e AI sono alla portata delle PMI italiane

Presentati 4 casi eccellenti di medie imprese del Nord-Est che hanno digitalizzato i processi di produzione con il partner beanTech. Cominelli (Microsoft): «Per l’80% delle imprese italiane l’AI è una priorità strategica, ma va accelerata l’adozione». Benedetti (beanTech): «Senza il Piano Industria 4.0 molte aziende non avrebbero neanche provato a investire»

04 Gen 2019

Daniele Lazzarin

Per Microsoft le tecnologie Industria 4.0 e in particolare l’intelligenza artificiale (AI) possono dare una spinta decisiva alla competitività del manifatturiero italiano. Non solo di quelle grandi, ma anche delle PMI (piccole e medie imprese). Una dimostrazione è il recente incontro al Microsoft Technology Center di Milano con quattro casi d’eccellenza: Breton, Brovedani, Friul Intagli e LimaCorporate. Quattro PMI del Nord-Est impegnate in progetti Industria 4.0 finanziati con gli incentivi del Piano Calenda, e supportati da beanTech, partner di Udine con cui Microsoft ha tra l’altro condotto un programma di formazione sull’AI (Academy Knowhow) che verrà replicato anche nel 2019.

«Lo spaccato italiano di una indagine di Microsoft con EY rivela che per l’80% dei CEO italiani l’AI è una priorità strategica top. Ma solo 15 progetti su 100 superano la fase pilota, contro una media del 32%», ha spiegato Barbara Cominelli, Direttore Marketing & Operations di Microsoft Italia. «Quindi c’è consapevolezza sulle grandi opportunità dell’AI ma occorre accelerarne l’adozione. Per questo Microsoft ha varato il programma Ambizione Italia, che tra le altre cose prevede proprio la promozione di progetti Industria 4.0 – di cui l’AI è uno dei pilastri – nelle PMI, che sono l’ossatura del manifatturiero italiano».

«L’intelligenza artificiale non deve fare paura»

L’Intelligenza artificiale infatti, ha aggiunto Fabio Santini, Direttore Partner e PMI di Microsoft Italia, non deve fare paura, perché si può declinare in molti tipi di soluzioni, alla portata delle medie e delle piccole aziende.

«Le tecnologie Intelligent Cloud e Intelligent Edge di Microsoft per esempio consentono anche a organizzazioni poco strutturate di avviare progetti d’innovazione “iniettando” AI in ogni fase del ciclo produttivo. La piattaforma cloud Microsoft Azure integra strumenti di analisi, machine learning e servizi cognitivi alla portata di tutti, e soluzioni IoT ed Edge che permettono di diffondere intelligenza anche in aree con connettività poco affidabile».

Santini ha citato come esempi Azure IoT Central, piattaforma SaaS per sviluppare soluzioni IoT in pochi minuti, customizzarle in qualche ora, e andare in produzione il giorno stesso. E gli Azure Cognitive Services Container, servizi di AI integrati per analizzare i dati ove risiedono – sull’Intelligent Edge, in ambienti remoti oppure on premise – senza doverli necessariamente spostare sul Cloud. E quindi particolarmente indicati per il settore manifatturiero, in cui i dati sono spesso frammentati lungo le diverse fasi del processo produttivo.

«Le PMI del Nord-Est hanno capito l’importanza di digitalizzare»

Su queste tecnologie poi i partner Microsoft costruiscono le soluzioni in funzione della specializzazione. E beanTech si è specializzata sulle imprese manufatturiere del Nord-Est: un’area di tre regioni (Friuli, Veneto, Emilia-Romagna) e due province (Trento e Bolzano) dove si concentra il 23% del PIL nazionale e il 30% della produzione di macchinari.

«È una terra di PMI manifatturiere che hanno capito l’importanza di investire in tecnologie digitali ma spesso anche di condividere questi investimenti facendo sistema», ha detto Fabiano Benedetti, CEO & President di beanTech. «Con due delle quattro aziende presenti oggi, Breton e Brovedani, abbiamo costruito un vero e proprio percorso di partnership, sviluppando soluzioni che oggi vengono commercializzate in tutto il mondo».

Il Piano nazionale Industria 4.0 ha creato consapevolezza nelle aziende, ha aggiunto Benedetti, permettendo un salto di qualità della digitalizzazione del settore manifatturiero. «Se non ci fossero stati questi incentivi molte aziende non ci avrebbero neanche provato. Invece l’hanno fatto, hanno constatato i benefici, e sono disposte a continuare a investire». Ai casi Breton, Brovedani, Friul Intagli e LimaCorporate è dedicato un articolo a parte.

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