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Reportage

Microsoft, Satya Nadella: «La strategia digitale delle imprese riparta dalla Tech Intensity»

All’evento Ignite 2018 in corso a Orlando, il CEO di Microsoft spiega il nuovo paradigma che fonde ‘tech adoption’ e ‘tech capability’, citando nove casi eccellenti, tra cui BMW, Coca-Cola, Eli Lilly, E.ON, H&M e Shell. E annuncia la Open Data Initiative, insieme ai CEO di Adobe e di SAP, «per abbattere i silos e sbloccare il pieno potenziale dei dati»

25 Set 2018

Paola Capoferro

Per innovare e crescere nell’era dell’economia digitale il nuovo paradigma si chiama Tech Intensity, l’intensità tecnologica. Satya Nadella, CEO di Microsoft, apre così il Microsoft Ignite 2018, l’evento annuale in corso (24-28 settembre) a Orlando in Florida, che coinvolge oltre 30mila persone tra business leader, professionisti IT e sviluppatori.

Nadella ha descritto la Tech Intensity come la fusione di mentalità culturale e processi aziendali che premia lo sviluppo e la diffusione del digitale. «Si tratta di un concetto davvero semplice: è dato dalla combinazione di ‘tech adoption’ e ‘tech capability’ – ha spiegato durante il keynote -. Un business si può davvero definire digitale se al contempo adotta la tecnologia e contribuisce all’evoluzione della tecnologia stessa. Le aziende di tutti i settori devono far proprio questo concetto, perché tutte indistintamente stanno vivendo la trasformazione trainata dalle tecnologie digitali. Ci sono poi altri due elementi di attenzione: focalizzarsi solo su quello che rende unica una realtà, e scegliere con attenzione i partner».

In questa era Tech Intensity, continua Nadella, «per Microsoft la mission è sempre la stessa, che il nostro interlocutore sia una piccola impresa, una grossa multinazionale o una pubblica amministrazione: diffondere la tecnologia digitale su larga scala perché solo così si può ottenere successo. Il nostro successo dipende dal successo dei nostri clienti».

Nove aziende, nove modi in cui la tecnologia può fare la differenza

E proprio a proposito dei clienti, Nadella ha fatto una carrellata su nove realtà che hanno come comune denominatore il vantaggio competitivo ottenuto grazie alla tecnologia, che ha reso digitali processi e business.

BMW aveva l’obiettivo di creare esperienze di brand personalizzate e digitali. Per farlo hanno puntato su un “intelligent agent”, un sistema in grado di supportare nella guida, ma anche un robot che tenga compagnia. Le funzionalità dell’Intelligent Personal Assistant (IPA) di BMW si sviluppano continuamente, grazie all’Open Mobility Cloud e all’uso dell’intelligenza artificiale, e sfruttano le tecnologie conversazionali di Azure, nonchè Cortana e Azure AI.

Buhler, l’azienda svizzera che analizza la granulosità di quasi i due terzi del grano e del granoturco del mondo, per ridurre gli sprechi alimentari e aumentare la sicurezza ha scelto Azure AI: la selezione digitale abilitata all’AI collegata a una piattaforma IoT identifica le tossine nocive sui cereali e le rimuove. Con Azure Blockchain Workbench è possibile risalire lungo la catena alimentare per garantire che i cereali distribuiti sul mercato siano sicuri, “dal campo alla tavola”.

CBRE, la più grande società di servizi immobiliari nel mondo, aveva l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica degli edifici adibiti a uffici. Per questo ha scelto Azure IoT e Azure Digital Twins, che simula le interazioni tra persone e cose nello spazio.

Il caso di Coca-Cola riguarda l’area sicurezza e protezione dalle minacce. L’attenzione sul tema è cresciuta con il passaggio della quasi totalità di sistemi IT in cloud e il periodo di intensa trasformazione digitale che sta vivendo la multinazionale. A garantire una protezione avanzata sono Microsoft 365 e Azure, con i sistemi di autenticazione che partono dall’identità per arrivare al piano di controllo ATP.

Eli Lilly, la multinazionale farmaceutica, ha scelto Microsoft 365 Enterprise per intensificare la collaborazione tra le persone, l’innovazione a livello globale e migliorare il time-to-market delle nuove soluzioni. Si tratta di una vera e propria trasformazione culturale: lo sviluppo di nuovi prodotti farmaceutici si avvale dell’interazione di medici, ricercatori medici e organizzazioni sanitarie.

Con Azure Sphere e Azure IoT edge E.ON, uno dei maggiori fornitori di energia elettrica al mondo, offre una gestione personalizzata dell’energia domestica, grazie a un’ampia gamma di dispositivi connessi, dai frigoriferi intelligenti ai pannelli solari e termostati. Il tutto garantendo la sicurezza end-to-end rispetto ad attacchi esterni.

Il marchio svedese di abbigliamento H&M sta rivoluzionando le sue operation, online e offline con Azure AI e Dynamics 365. L’obiettivo è re-immaginare l’esperienza di acquisto. Il secondo più grande retailer al mondo (con quasi 5000 negozi) utilizza una gamma di tecnologie intelligenti tra cui un “Magic Mirror”, che grazie all’AI è in grado di identificare le persone che guardano allo specchio e offrire loro consigli e sconti all’interno del flagship store di New York. La volontà dell’azienda è trasferire tutto in Cloud per rispondere prontamente alla velocità con cui si stanno trasformando le operazioni di vendita al dettaglio.

Royal Dutch Shell, comunemente conosciuto come Shell, ha costruito una strategia AI ben definita. Il settore del petrolio e gas richiede agilità e reattività, sia in termini di efficienza operativa sia nel trovare nuove fonti di energia. Tutte le operazioni critiche adesso si avvalgono del supporto di Azure AI: per esempio nella fase di trivellazione la raccolta puntuale dei dati permette di seguire delle procedure guidate. Con l’IoT, connettendo tutte le apparecchiature e raccogliendo i dati trasmessi, è inoltre possibile fare manutenzione preventiva.

Il produttore tedesco di componenti per l’industria dei trasporti, ZF, è stato uno dei primi ad adottare strumenti a ‘realtà mista’ per supportare i dipendenti durante lo svolgimento delle operazioni di assemblaggio, con benefici in termini di produttività e maggiore sicurezza. Grazie ai più recenti moduli di Dynamics 365 i dipendenti possono utilizzare le HoloLens (gli Smart Glasses di Microsoft) per la formazione e usufruire costantemente dell’assistenza da remoto.

Tech Intensity vuol dire anche sicurezza

«Stiamo espandendo i confini di AI, edge computing e IoT, offrendo al contempo sicurezza end-to-end», ha ricordato Nadella. «È importante intensificare l’attenzione sulla sicurezza informatica: ogni giorno le organizzazioni sottraggono tempo e risorse preziose al core business per difendersi e rimediare agli attacchi informatici. Il risultato è che spesso si affidano a diversi strumenti complessi, non connessi tra loro, che non riducono il rischio di attacchi».

Per questo Microsoft ha rilasciato una serie di programmi e servizi per la cybersecurity, tra cui figurano Microsoft Secure Score, uno strumento per la valutazione dinamica degli ambienti dei clienti Microsoft 365, che fornisce raccomandazioni in grado di ridurre fino a 30 volte il rischio di violazioni, e Microsoft Authenticator, che facilita l’autenticazione sicura dei lavoratori mediante funzionalità quali il login senza password.

«Gli elementi su cui puntiamo in questo campo sono tre: attività di sicurezza su scala globale efficaci non solo per le imprese ma anche per i rispettivi clienti, una tecnologia dedicata al settore enterprise, e ampie partnership in ambito di sicurezza informatica».

Nasce l’Open Data Initiative: «Pensare i dati come una risorsa rinnovabile»

«Quando si pensa alla customer experience e a mettere il cliente al centro, ciò che più di tutto salta agli occhi è l’enorme mole di dati comportamentali che provengono da web, advertising, social, IoT, ERP, CRM. Tutto questo è un’opportunità, il problema è che i dati sono raccolti in silos, interni ed esterni. La vera sfida è mettere insieme tutti questi dati e averne il controllo: per sbloccare il pieno potenziale dei dati, bisogna avere dati aperti, bisogna pensare ai dati come a una continua risorsa rinnovabile». Nadella ha presentato così l’Open Data Initiative, chiamando al suo fianco il CEO di SAP, Bill McDermott (a destra nella foto), e il CEO di Adobe, Shantanu Narayen (a sinistra).

L’obiettivo dei tre partner di lunga data è reinventare il customer experience management consentendo alle aziende di ricavare più valore dai loro dati e fornire customer experience di alto livello in tempo reale. In altre parole l’Open Data Initiative punta a facilitare una visione unica dei dati dei clienti, e l’applicazione di AI e analisi avanzate per approfondimenti in tempo reale.

«È un momento epocale nel mercato dell’IT, stiamo dicendo ai clienti che i dati sono loro – ha sottolineato McDermott –. Per rompere i silos le piattaforme devono lavorare insieme. Penso che oggi abbiamo inaugurato un movimento: ci stiamo allontanando dalla vecchia scuola CRM verso una reale customer experience».

Secondo Narayen, «il supporto dei clienti è fondamentale per re-immaginare la customer experience. Oggi i consumatori chiedono che tutte le interazioni siano digitali, personalizzate e pertinenti. È qui che noi tre possiamo fare qualcosa di magico per sbloccare tutti i dati racchiusi nei silos. Il momento è oggi perché il consumatore sta comprando prodotti, non esperienze, anche se noi la chiamiamo customer experience management. Dobbiamo mettere insieme le nostre capacità per prendere tutti i dati, sfruttare l’AI, e fornire quell’esperienza convincente, personalizzata e pertinente su tutti i canali: solo così andremo incontro ai bisogni dei clienti».

Tech Intensity, una rivoluzione che deve creare uguaglianza

Il paradigma Tech Intensity non riguarda solo il customer engagement, la digital transformation o la sicurezza: «Il lavoro per far evolvere la tecnologia digitale non deve fermarsi alle organizzazioni o al business: i benefici devono essere equamente distribuiti su tutta l’economia e la società. Occorre uno sforzo reale concertato perché la rivoluzione guidata dalla tecnologia crei eguaglianza per le persone nel mondo», ha sottolineato Nadella.

E a conferma di queste idee, il CEO di Microsoft ha lanciato dal palco del Microsoft Ignite 2018 “AI for Humanitarian Action”, un programma quinquennale da 40 milioni di dollari per mettere le tecnologie AI al servizio di interventi di gestione delle emergenze, in difesa di bambini, rifugiati e sfollati, promozione del rispetto dei diritti umani. Il programma, che sarà sviluppato insieme a organizzazioni umanitarie e non governative selezionate, prevede il ricorso a sovvenzioni, investimenti tecnologici e competenze condivise, ed è la terza proposta nell’ambito dell’iniziativa “AI for Good” lanciata da Microsoft a luglio 2017, con l’obiettivo di affrontare alcune delle più attuali sfide sociali.

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