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Focus

E’ il collaboratore giusto per la mia azienda? Il confronto su Twitter e LinkedIn

I social network fanno sempre più parte del business. Secondo un’indagine di Bullhorn, azienda americana di software e applicazioni Web per il…

05 Apr 2012

I social network fanno sempre più parte del business. Secondo
un’indagine di Bullhorn, azienda americana di software e
applicazioni Web per il recruiting, i cinguettii di
Twitter sono sempre più utilizzati nella divisione risorse umane
per la scelta dei candidati
. Il 19% degli intervistati
utilizza nello stesso modo anche LinkedIn che rappresenta
comunque la piattaforma preferita per il 48% degli addetti alle
risorse umane.

Meno utilizzato Facebook che vale solo il 10% delle risposte.
Twitter sembra il social network che possiede le maggiori
potenzialità di crescita in questo ambito
. Secondo le
previsioni infatti il potrebbe crescere in maniera esponenziale
fino a quadruplicare il numero di profili esistenti.
Crescerà anche LinkedIn, con particolare attenzione alla
selezione professionale
.

In conclusione l’indagine sottolinea l’importanza del
recruiting tramite social network (il 96% degli intervistati ha
affermato di usare con regolarità i sociale network per la
ricerca del personale)

La password di Facebook, prego

C’è però un altro aspetto che fa comprendere come
Facebook e compagnia siano sempre più tenuti sotto osservazione
per valutare i possibili candidati. L’Associated Press ha
infatti rivelato la tendenza degli addetti alle risorse umane a
chiedere la password dei social network ai candidati per poterne
valutare il profilo.

La questione ha fatto molto rumore negli Stati Uniti
tanto che Facebook, tramite il proprio responsabile della
privacy, ha pubblicato una nota ufficiale per affermare
l’illegalità di una simile pratica
. Il senato
della California sta analizzando una proposta di legge che
vieterebbe alle aziende locali di chiedere le password di
Facebook e altre proposte simili sarebbero state avanzate in
Illinois e Maryland.

Però esiste anche una funzione positiva dei social network.
E’ quella che sta cercando di creare il bocconiano Matteo
Achilli, 20 anni che ha creato Egomnia per far entrare in
comunicazione i laureati con le aziende tramite un algoritmo che
classifica i CV degli iscritti. A poche settimane dal lancio il
sito conta oltre tremila utenti e 25 società iscritte.

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