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Focus

Downpricing delle tariffe professionali ICT, un fenomeno allarmante

L’occupazione nel settore ICT ha rallentato molto la caduta, ma ha ancora saldo negativo, il dato si attesta intorno al -0,2 % . La ricerca Assintel,…

08 Feb 2012

L'occupazione nel settore ICT ha rallentato molto la caduta,
ma ha ancora saldo negativo, il dato si attesta intorno al -0,2 %
. La ricerca Assintel, l’associazione delle imprese
italiane dell’ICT, sul mercato del settore ha analizzato un
campione di oltre 600.000 addetti nel primo semestre del 2011.

L’analisi più significativa riguarda le tariffe
professionali e il loro continuo ribasso da un decennio a questa
parte
. Le tariffe medie nel 2011 scendono del 2,6 %. Un
programmatore ad esempio percepisce 236 euro al giorno, un
analista programmatore 355, un analista senior 552. E questi sono
solo alcuni esempi. Spesso queste retribuzioni al limite della
sostenibilità sono accompagnate da ritardi nei pagamenti.

Le retribuzioni sono ferme dal 2010 e sono sotto ai tassi
di inflazione
. I dati del primo semestre del 2011
mostrano uno scenario impietoso se visto nell'ottica del
potere d'acquisto. Infatti un impiegato medio del settore IT
ha uno stipendio annuo lordo inferiore ai 27.000 euro che cresce
dell'1 % rispetto allo stesso periodo del 2010 a fronte di un
tasso di inflazione cresciuto del 2,8 %. Questo divario si
accentua se si prendono in esame gli stipendi dei Quadri, il cui
stipendio è cresciuto dello 0,3 % e dei Dirigenti, il cui
stipendio è addirittura diminuito dello 0,3 %.

Secondo il rapporto il calo occupazionale del lavoro dipendente
innescato dalla crisi è compensato dalla crescita del numero di
professionisti che aprono una partita IVA e
lavorano come consulenti invece che come dipendenti presso le
aziende ICT. Queste ultime non assumono quindi con contratti
strutturati ma utilizzano consulenze da parte di privati. Proprio
in questa chiave si è registrato un aumento del 3 % di
lavoratori "atipici" e nel settore IT il 25 %
dei lavoratori svolge la propria attività con una partita
IVA
.

“Il taglio dei costi come strategia di sopravvivenza è la
tentazione più pericolosa per le aziende tecnologiche, perchè
sviluppo, formazione e innovazione dei talenti sono la garanzia
del loro stesso esistere sul mercato”, commenta Giorgio
Rapari, Presidente di Assintel.

In effetti le aziende ICT dovrebbero investire maggiormente
proprio nella formazione, perché le poche note positive
del rapporto riguardano proprio l'interesse dei giovani che
entrano nel mondo del lavoro verso il settore ICT
.
L'Information Technology è vista molto positivamente da chi
è in cerca di lavoro e la percentuale di under 35 che desiderano
un'occupazione nel settore ICT è al 4 %. I neo-ingegneri si
orientano su aree di Ricerca e Sviluppo e su aree gestionali e la
laurea paga anche in termini retributivi.

Il rapporto si conclude con un'analisi sulle figure
professionali più ricercate dalle aziende: se si trovano con
facilità i profili di System Integration e gli Sviluppatori di
Software, risulta invece più complesso assumere Business
Analyst, Security Engineer e Service Manager.

Downpricing delle tariffe professionali ICT, un fenomeno allarmante

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