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Nuovi strumenti di supporto

Dal governo una task force per le Pmi

Al via la missione ‘Finanza per la crescita’. Il ministro dell’economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, e quello per lo sviluppo economico, Federica Guidi, hanno concordato una strategia per potenziare gli strumenti di finanziamento delle imprese, soprattutto piccole e medie, e superare così le difficoltà che ostacolano il rilancio degli investimenti

24 Apr 2014

Luigi Ferro

La missione è stata affidata alle segreterie tecniche dei due dicasteri e riveste un’importanza particolare in vista del semestre italiano di presidenza della Ue che intende caratterizzarsi per la presentazione di proposte concrete sul tema.

La task force per il credito alle piccole e medie imprese si attiverà da subito per valutare le misure finora introdotte, la loro concreta attuazione, e per studiare l’introduzione di nuovi strumenti di accesso al finanziamento. Negli ultimi due anni, da gennaio 2012 a dicembre 2013, secondo i dati della Bce si è verificata una contrazione del credito bancario alle imprese pari a circa 88 miliardi.


Gli ambiti di intervento nel breve-medio periodo vanno dal potenziamento dello strumento della garanzia pubblica – valutando anche iniziative comuni con la Banca Europea degli Investimenti (Bei) – allo sviluppo di fondi di credito sulla scia di altre esperienze internazionali di successo, ad una maggiore partecipazione degli investitori istituzionali che veicolano risparmio di lungo periodo (fondi pensione, casse previdenziali, compagnie di assicurazione). Altri interventi allo studio riguardano misure per favorire l’apporto di capitale proprio nel tessuto imprenditoriale (ad esempio potenziando lo strumento dell’Ace), per incoraggiare la quotazione in borsa attraverso norme di semplificazione e attivando incentivi fiscali mirati, per rendere più conveniente il reinvestimento degli utili, per estendere la disciplina del crowdfunding, oggi circoscritta alle start up innovative. Particolare attenzione sarà riservata allo strumento dei ‘mini-bond’.

L’iniziativa prevede anche il coinvolgimento di stakeholder come Cassa Depositi e Prestiti, Abi, Confindustria, Fondo Italiano d’Investimento e investitori di lungo periodo, con l’obiettivo di individuare in tempi brevi soluzioni concrete.

I singoli interventi potrebbero essere attuati con modalità diverse anche se non si può escludere che il lavoro conduca a un provvedimento complessivo.

Tra i temi più urgenti ci sarebbe una riedizione della Tremonti ter, con opportune correzioni, orientandola verso gli utili incrementali e consentendo un beneficio a valere sull’Irap oltre che sull’Ires.

Padoan punta a interventi a sostegno delle imprese, “che ne rafforzino la capacità di investimento, da leggere come complementari all’alleggerimento della pressione fiscale per le famiglie a reddito medio-basso e per le stesse aziende attraverso la riduzione permanente dell’Irap”. Compito del ministro Guidi sarà invece di “monitorare gli effetti e l’implementazione di norme per migliorare l’offerta dei canali di credito alle Pmi già varate, con il decreto sviluppo del 2012, la legge di stabilità del 2013 e il decreto Destinazione Italia”.

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