Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

tracciabilità RFID

Contro la contraffazione del Made in Italy una legge per la tracciabilità digitale

Approvata alla Camera, associa i prodotti a un codice contenuto in un chip RFID o un barcode e rilasciato da certificatori autorizzati dal Ministero dello Sviluppo. L’AgID definirà le modalità tecniche e creerà un database dei codici. Frodi e “italian sounding” sottraggono 130mila posti di lavoro e oltre 5 miliardi di introiti per lo Stato, spiegano i firmatari

04 Apr 2016

redazione

“Il Made in Italy rappresenta non solo un marchio conosciuto nel mondo, ma anche un tessuto produttivo di altissima qualità, a vari livelli e nei settori più differenti, caratterizzato da ingegno, lavoro e capacità di produrre ricchezza. La contraffazione del Made in Italy si sta diffondendo sempre più, creando danni gravissimi alla nostra economia in un momento di crisi profonda e perdurante, nonché rischi diretti per la salute e la sicurezza dei consumatori. I settori più colpiti dalla contraffazione sono abbigliamento e accessori (con danni per 2,5 miliardi di euro), cd, dvd e software (1,8 miliardi), e prodotti alimentari (1,1 miliardi)”.

Così 23 Deputati motivano una proposta di Legge “per assicurare la tracciabilità digitale dei prodotti italiani”, proposta nel luglio 2014, che nei giorni scorsi è stata approvata alla Camera a vasta maggioranza, e ora sarà sottoposta al Senato. L’iter parlamentare non è quindi concluso, ma è importante che l’annosa guerra del Made in Italy contro imitazioni e contraffazioni fraudolente sia all’attenzione del Parlamento e possa avere molto presto un supporto legislativo basato sulle tecnologie digitali.

Più in dettaglio la Legge, composta da un solo articolo, introduce una certificazione digitale del prodotto, che permette di tracciare l’intera filiera della sua produzione e distribuzione, e garantisce così la sua identità e l’autenticità della sua origine “made in Italy”, per tutelare sia i produttori, sia i consumatori di tutto il mondo che scelgono di investire in un prodotto italiano al 100%.

La tracciabilità digitale sarà assicurata associando i prodotti a un codice verificabile online che sarà scritto in un chip RFID (Radio Frequency Identification), o in un barcode, che conterrà le informazioni relative al produttore, al prodotto e agli indirizzi internet di questi ultimi. Il codice sarà rilasciato al produttore da soggetti certificatori autorizzati dal Ministero dello Sviluppo Economico, che definirà in un Decreto i requisiti per tali certificatori, le loro modalità di azione, e le sanzioni a fronte di loro comportamenti fraudolenti.

Secondo la proposta di legge, anche l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) avrà un ruolo per la tutela digitale del Made in Italy, che sarà quello di definire le modalità tecniche di emissione di codici, chip RFID e codici a barre, di vigilare sull’operato dei soggetti certificatori, e di creare un database dei codici emessi da tali soggetti.

I danni dell’Italian Sounding: il “Parmesan” è prodotto in Wisconsin

I 23 Deputati sottolineano che l’impatto dannoso delle contraffazioni parte dal cosiddetto “italian sounding”, cioè l’uso di denominazioni geografiche, immagini e marchi che evocano l’Italia per promuovere e commercializzare prodotti non riconducibili al nostro Paese. “Esso rappresenta la forma più eclatante di concorrenza sleale e frode nei confronti dei consumatori, soprattutto nei settori agroalimentare e dell’abbigliamento”.

A proposito dell’agroalimentare, secondo Coldiretti l’italian sounding colpisce praticamente tutte le tipologie di prodotti Made in Italy, dai salumi alle conserve, dal vino ai formaggi, fino a olio, sughi o pasta: «In testa alla classifica dei prodotti più contraffatti ci sono i formaggi, a partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano che negli Stati Uniti in quasi 9 casi su 10 sono sostituiti dal Parmesan prodotto in Wisconsin o in California. Ma anche il Provolone, il Gorgonzola, il Pecorino Romano, l’Asiago o la Fontina. Poi ci sono i nostri salumi più prestigiosi, dal Parma al San Daniele, ma anche gli extravergine di oliva e le conserve come il pomodoro San Marzano che viene prodotto in California e venduto in tutti gli USA».

La contraffazione dei prodotti made in Italy e l’Italian Sounding – sottolineano i deputati nella proposta di Legge – rappresentano gravi ostacoli all’espansione delle nostre imprese nel mercato italiano e mondiale, e sottraggono al PIL italiano milioni di euro all’anno. “Secondo le analisi più recenti, il commercio del falso solo in Italia (senza considerare la quota di merci contraffatte che partono dall’Italia verso l’estero), garantisce un fatturato annuo di oltre 7 miliardi di euro. Le perdite per il bilancio dello Stato in termini di mancate entrate fiscali sono state calcolate in 5 miliardi e 281 milioni di euro, mentre sono oltre 130mila i posti di lavoro sottratti all’economia reale. A tali effetti negativi si aggiungono i pericoli che l’uso di prodotti contraffatti può comportare per la salute dei cittadini”.

«Il metodo di tracciamento tramite RFID non è nuovissimo – ha spiegato a EconomyUp una delle firmatarie della proposta di Legge, l’onorevole Vincenza Bruno Bossio -: c’è già nelle spedizioni postali, ma noi vogliamo renderlo in qualche misura obbligatorio in modo che non si perda mai traccia, dalla nascita fino al prodotto pronto per essere commercializzato».

Quanto agli eventuali costi a carico delle imprese o intoppi burocratici per adempiere alla futura legge, «nella prossima legge di stabilità vorremmo introdurre incentivi per le imprese che fanno investimenti innovativi – precisa Bruno Bossio -: a oggi sussistono gli stessi incentivi per la fabbrica che acquista una stampante e per quella che compra una stampante 3D. Riteniamo invece che vada premiata la volontà di innovazione. Ma in ogni caso un eventuale maggior costo per le aziende sarà ripagato da una maggior capacità d’offerta del prodotto, dalla conquista di nuove quote di mercato e dal rafforzamento del posizionamento nell’eCommerce».

Articolo 1 di 5