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2014. 10 cose da sapere sul mercato della pubblicità digitale

Il mondo della pubblicità guarda con ottimismo al 2014. Secondo un report di Zenith Optimedia i segnali positivi riguarderebbero tutte le Regioni mondiali

19 Dic 2013

Luigi Ferro

Si parte con il global spending che dovrebbe crescere a livello mondiale del 5,3% nel 2014 e del 5,8% nel 2015 e 2016. In pratica si torna ai tassi di crescita pre crisi del 2007. Nel 2013 (dove la crescita è stata del 3,6%) per la prima volta sono stati superati i cinquecento miliardi di dollari. La crescita per l’Europa occidentale sarà però più contenuta. Per il 2014 è previsto l’1,9% e il 2,3% nei due anni successivi.

Prosegue la crescita di Internet che nel 2013 Internet è diventato il secondo ad medium raccogliendo un dollaro sui cinque spesi in advertising. Nel 2013 la Rete ha catturato il 20,6% della spesa globale (21.7% negli Usa) e secondo le previsioni nel 2016 dovrebbe salire fino al 26.6% (30.7% negli Stati Uniti).

La Cina rimarrà uno dei punti caldi del pianeta con una crescita stimata del 10% fino al 2016. I brand maggiormente Cina-centrici sono il colosso del fast food Kfc, l’energy drink Red Bull e il produttore di orologi Swatch.

La Russia nel 2015 diventerà uno dei dieci mercati più importanti con Cina e Brasile, mentre l’India enterà nella top ten nel 2016.

Gli Stati Uniti sono il Paese di 41fra i primi cento investitori globali, contro i 36 dell’Europa e i 23 dell’Asia, mentre fra le categorie di prodotto consumer electronics e tecnologia in generale sono i due settori che vantano la maggiore crescita degli investimentiu con il 9,6% nel 2012. La società leader è Samsung.

In questo quadro qual è la situazione italiana? Nei primi dieci mesi dell’anno secondo Nielsen il calo è stato del 13,7%. La tv diminuisce dell’11,8%, la stampa del 13,9%, del 25,7% i periodici. In rosso anche Internet con -2,4% nel periodo gennaio-ottobre.

Sempre secondo Nielsen nel 2014 gli investimenti sul web (19%) supereranno quelli della stampa (18%), la tv sarà al 51%, la radio al 4% e gli altri mezzi all’8%. Alla fine il dato totale sarà un pareggio o al massimo una crescita dello 0,5%.

Le Pmi generano oltre un quinto degli investimenti totali con 12.231 imprese (trentamila in Germania e Uk e ventimila in Francia) che spendono circa centomila euro ognuna.

L’investimento medio delle prime 20 piccole e medie imprese rappresenta il 20% del totale della torta pubblicitaria. Nel 48% dei casi scegono la Tv, 7% per il web, 14% per la stampa quotidiana e 16% per i periodici.

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