Il diritto all’oblio è uno strumento utile e necessario perché personaggi pubblici e aziende hanno, in questo modo, la facoltà di tutelarsi da danni d’immagine dovuti a risultati web negativi.
Si parla spesso diBrand Reputation Management, in senso preventivo e protettivo, ma cosa fare quando ormai una reputazione è già stata compromessa? Al netto della gestione delle crisi del momento, se abbiamo risultati fortemente negativi che si attestano ai primi posti nella SERP (Search Engine Results Page) di Google, su testate autorevoli o che invadono senza tregua i canali social, come rimuoverli?
Guide e How-to
Diritto all’oblio: cos’è, quando e come esercitarlo, la normativa italiana
In un momento storico in cui la privacy è essenziale ma la memoria del web è potenzialmente eterna, occorre prestare attenzione a cosa i motori di ricerca restituiscono in merito al nostro brand o alla nostra persona. In casi estremi, esiste uno strumento di Google che permette una richiesta di rimozione dei risultati negativi: come funziona

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