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Trend

Podcast: che cosa sono e come ascoltarli

In Italia sono 2,7 milioni gli ascoltatori abituali di podcast, negli Stati Uniti si aggirano intorno a 76,4 milioni: numeri importanti, non straordinari, ma in netta crescita. Ecco cosa c’è da sapere per ascoltarli e scoprirne di nuovi

11 Set 2019

Gianluigi Bonanomi*

Formatore esperto di comunicazione digitale

I podcast, sulla bocca di tutti, non sono nati oggi: già nel 2005 “podcasting” fu eletta parola dell’anno dal dizionario statunitense New Oxford. Ma possiamo affermare che solo ultimamente sia esplosa la podcast-mania. In Italia sono 2,7 milioni gli ascoltatori abituali di podcast (fonte: Engage), 76,4 milioni negli Stati Uniti (fonte: eMarketer): numeri importanti, non straordinari, ma in netta crescita.
Quando scrivo podcast, va messo in chiaro, non parlo solo di chi ascolta La Zanzara o lo Zoo di 105 il giorno dopo: per i puristi quello non è podcasting, ma distribuzione online e on demand di una trasmissione radio.
In questo articolo vedrai che cos’è un podcast, perché il fenomeno sta facendo il botto ora e come ascoltarli e scoprirne di nuovi.

Il ritorno della voce

Il futuro, dietro l’angolo, urla a gran… voce. Questa facile previsione è conseguenza di un paio di dati. Primo: home o voice assistant, come Alexa e Google Home, sono già nelle case del 13% degli italiani (fonte: Sole24Ore). Secondo: entro il 2020 il 50% delle ricerche online sarà vocale (fonte: Repubblica). Insomma, non solo parliamo sempre più con la tecnologia, ma la ascoltiamo invece di guardarla.

Facciamo un passo indietro. A un certo punto, nel secolo scorso, molti erano convinti che la televisione avrebbe ucciso la radio (e non solo i The Buggles, autori della mitica “Video killed the radio stars”) ma evidentemente non è andata così: in Italia, nel 2018, ci sono stati oltre 34 milioni di ascoltatori radio. Del resto ascoltare la radio è più comodo, versatile, piacevole: possiamo farlo mentre guidiamo, stiriamo, corriamo al parco e così via.

La stessa cosa sta succedendo online: belli i video su YouTube o le trasmissioni in streaming, ma vuoi mettere poter scaricare e ascoltare la puntata di un podcast quando siamo sotto WiFi per goderne ovunque, anche in galleria quando la radio non prende? Si parla di fruizione asincrona.
Senza considerare, inoltre, che ricerche scientifiche hanno evidenziato come le storie raccontate, rispetto a quelle viste, provocano “risposte fisiologiche più forti, tra cui frequenze cardiache più elevate, maggiore attività elettrodermica e temperature corporee più elevate”. Ascoltare è più coinvolgente che guardare: motivo per il quale spesso un libro ci piace di più della sua trasposizione cinematografica.

Che cos’è un podcast?

Il podcast è una trasmissione “radio” diffusa via Internet, scaricabile e archiviabile in un lettore MP3 o sullo smartphone. Ma che cosa vuol dire, letteralmente, la parola podcast? L’origine della parola si deve a Ben Hammersley, giornalista BBC, che nel 2004 scrisse un articolo per the Guardian intitolato “Audble revolution” sul nuovo fenomeno dei file audio in formato MP3, coniando, appunto, il termine podcast.
Letteralmente podcast sta per “Personal Option Digital Castinge deriva dall’unione “iPod” (il leggendario lettore multimediale di Apple) con “Broadcast”, vale a dire la trasmissione di informazioni a un insieme di riceventi non prestabilito. Qual è, quindi, la differenza tra podcasting e streaming? Nel primo caso la fruizione è libera, asincrona, nel secondo la trasmissione è “live”, in tempo reale.
Detto in parole povere, i podcast sono episodi audio caricati online che possono essere ascoltati grazie un client. Il software riceve automaticamente le nuove puntate. Come? Il vettore su cui queste viaggiano e vengono distribuiti i contenuti audio è un feed RSS, come per i siti Web. L’utente si “abbona” a un podcast e riceve automaticamente le nuove puntate, che può decidere di scaricare automaticamente, per esempio quando è sotto WiFi.

Come ascoltare un podcast

I client per ascoltare si chiamano “podcatcher”. Eccone alcuni:

Banshee

Overcast

Podbean

Podwalk

Stitcher

Questi sono tutti app e servizi gratuiti. Ne esistono anche a pagamento, come Audible di Amazon.

Sei modi +1 per trovare podcast da ascoltare

Concetti, infrastrutture e strumenti sono importanti, ma quel che conta davvero sono i contenuti: dove e come scoprire quali seguire? Le vie sono principalmente sei.

1. Audiocast

Audiocast, da 10 anni, è uno dei punti di riferimento in Italia.

2. Spreaker

Spreaker, la piattaforma numero uno in Italia per la produzione di podcast, permette anche la discovery dei contenuti, grazie alla sezione Explore.

3. Spotify

Sebbene Spotify sia la app numero uno per ascoltare la musica in streaming, è anche un miniera di podcast.

4. Le piattaforme mobile di Google e Apple

I podcast sono raccolti nelle piattaforme ufficiali, con relativa app per smartphone, di Google e Apple:
– Per utenti Android: Google Podcast su Google Play Musica;
– Per utenti Apple: iTunes Podcast.

5. Listen Notes

Listen Notes si presenta come il miglior motore di ricerca di podcast. Ordina i risultati per data o rilevanza e permette di filtrarli anche per categoria, lingua, regione, durata e altro ancora.

6. Le classifiche

Chartable fornisce le classifiche dei podcast più ascoltati in tutto il mondo anglosassone.

In realtà ci sarebbe anche un settimo modo, più analogico, per scoprirne di nuovi e magari entrare in questo mondo da producer: partecipare al festival del podcasting che si terrà a Milano il prossimo 12 ottobre 2019.

Il mio podcast

Oltre un anno fa decisi di lanciare il mio podcast: il tema, a me molto caro e tutt’ora scoperto, era quello dell’uso consapevole della tecnologia in famiglia. Ci sentiamo su “Genitorialità e tecnologia”?

Risultati immagini per genitorialità e tecnologia

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Gianluigi Bonanomi*
Formatore esperto di comunicazione digitale

Dopo la laurea con tesi sulle relazioni on-line nel 2001, Gianluigi Bonanomi ha lavorato per una dozzina d'anni nel settore dell’editoria informatica (Computer Idea, Il Mio Computer e altri). Ha scritto alcuni saggi e manuali su Internet, PC, smartphone e social (per esempio “Guida calcistica di LinkedIn”) ed è direttore della collana "Fai da tech" di Ledizioni. Attualmente si occupa di formazione aziendale sui temi del digitale, in particolare su content marketing, brand journalism, Web writing e soprattutto social media marketing. Sito Web: www.gianluigibonanomi.com

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