Business Intelligence

Fiat Auto porta la Business Intelligence ai top manager

Una nuova soluzione ha permesso di estendere il campo d’azione della BI tradizionale portando le informazioni direttamente ai C-Level, che richiedono tempi di risposta rapidi e accesso con i nuovi device, e ai partner della rete vendita

Pubblicato il 05 Dic 2012

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La business intelligence c’era già. Ma aveva qualche lacuna, a un certo punto si fermava. Non a caso Roberto Catto, Ict process manager business intelligence di Fiat Auto, per spiegare come e perché è stata introdotta in azienda una nuova soluzione, QlikView, parla di “ultimo miglio”.

Perché il problema era raggiungere i C-level che non riuscivano ad avere a portata di mano le informazioni, nonostante l’utilizzo, sin dal 2004, di prodotti di business intelligence che coprono tutti i processi core aziendali.

Spiega Catto: «Ci siamo avvicinati a questa soluzione perché non riuscivamo a dare informazioni direttamente ai C-level dell’azienda che dovevano sempre essere serviti dai business user interni. Questo non perché le soluzioni di BI non fossero efficaci nella presentazione dei dati, ma perché dovevamo indirizzare la usability sui nuovi device: quando si porta la BI ai livelli decisionali la questione tempo diventa fondamentale. Se prima cinque secondi ci sembravano un tempo accettabile, arrivati ai livelli più alti quei cinque secondi diventano troppi. Per questo avevamo bisogno di soluzioni di high performance che facessero leva sugli investimenti fatti negli anni passati, con una modalità sostenibile per il contesto economico che stiamo vivendo».

Secondo il manager di Fiat Auto, esiste una domanda di soluzioni che vadano oltre la versione classica della business intelligence e che l’offerta, almeno fino a un po’ di tempo fa, non era in grado di soddisfare. La società torinese ci è riuscita con QlikView che gli ha permesso di superare l’approccio classico per entrare in nuove tematiche di business. «Nel nostro caso – spiega – si è trattato di entrare nella Marketing intelligence focalizzando l’analisi non tanto sui processi interni dei quali si occupa la BI tradizionale, come le vendite e i risultati economici, ma guardando verso l’esterno, per capire dove e come la concorrenza riesce a ottenere risultati migliori dei nostri e comprenderne i motivi».

Questo è stato il primo step che ha visto coinvolte in maniera significativa le soluzioni QlikView e che ha comportato un approccio diverso rispetto alle proposte tradizionali. «Un altro step è stato riuscire a raggiungere con soluzioni di business intelligence anche i nostri partner di vendita, la nostra rete», aggiunge Catto.

L’obiettivo era di dare servizi che non fossero soltanto la fornitura di una serie di facility come l’integrazione con i sistemi gestionali o indirizzare verso la rete di concessionari i lead che arrivano dai call center, «ma dare evidenza ai partner, che sono degli imprenditori, del ritorno dell’attività che viene fatta e di quanto questa impatta sui risultati di vendita e gli indicatori economici. Questo stiamo iniziando a farlo sfruttando le capability che la piattaforma mette a disposizione».

Tra i vantaggi sottolineati da Roberto Catto c’è anche una piattaforma user friendly che offre la possibilità di realizzare progetti in tempi brevi. «Le iniziative dell’ultimo anno hanno comportato due-tre mesi di sviluppo. Ci siamo focalizzati su riuso di una serie di kpi già di dominio dell’azienda ma non pienamente espressi, mentre adesso stiamo lavorando per passare all’esplorazione di altre aree». In questo modo l’azienda torinese riesce ad avere una maggiore visibilità sugli elementi di criticità di una rete distribuita.

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