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opinioni

Marketing locale e ROI dimostrabile, le richieste delle PMI italiane

L’interesse c’è, ma le piccole imprese sono disposte a investire prevalentemente su attività di comunicazione digitale che insistono sul territorio in cui operano e che portano un chiaro ritorno sull’investimento. «Il mobile, rispetto al desktop, permette una geolocalizzazione molto più puntuale e vicina alle esigenze», afferma Paolo Portioli, Direttore Marketing di Seat Pagine Gialle

24 Feb 2016

Manuela Gianni

Paolo Portioli, Direttore Marketing, Seat Pagine GialleA che punto sono le PMI italiane nell’uso di strumenti di Marketing e Comunicazione digitali? «I livelli di competenza e consapevolezza delle strategie di comunicazione sono molto diversi, ma più della metà delle piccole medie imprese oggi ha un sito. E ormai i siti si vendono quasi al 100% responsive, quindi la presenza sul Mobile è ben percepita», ha affermato di recente Paolo Portioli, Direttore Marketing, Seat Pagine Gialle, intervenendo a un convegno organizzato dall’Osservatorio Mobile B2C Strategy del Politecnico di Milano e focalizzato sull’utilizzo del canale Mobile nei processi aziendali. Come è naturale, sono le aziende medio- grandi a muoversi prima: dalla ricerca emerge infatti che in due organizzazioni su tre il percorso verso la Mobile Transformation è avviato. Per le PMI, invece, la strada è più complessa.

«Circa il 90% delle PMI ha meno di dieci addetti e opera su un mercato principalmente locale – ha puntualizzato Portioli -. I top management è sostanzialmente rappresentato dall’imprenditore e da qualche suo familiare e il loro obiettivo principale è quello di far funzionare il business: per questo la loro competenza in termini di digitalizzazione è parziale, guidata dalla propria esperienza e quella dei propri familiari che molto spesso sono più giovani e quindi spingono a esplorare strade digitali più innovative. Ma non sempre gli strumenti sono conosciuti».

Gli strumenti locali sono vincenti

I canali di comunicazione tradizionali restano dunque in cima ai pensieri dei piccoli imprenditori, che prediligono attività che insistono sul territorio in cui operano. «Il volantino mantiene un ruolo forte perchè è molto locale: le piccole medie imprese, come un ristorante, una tintoria o un centro estetico, hanno la necessità di contattare dei clienti nel loro circondario e con il digitale non sempre ci sono gli strumenti adatti».

Opportunità in questo senso arrivano dallo smartphone perché risponde a un’esigenza specifica di comunicare a livello molto localizzato. «Il mobile, rispetto al desktop permette una geolocalizzazione molto più puntuale e vicina alle esigenze del piccolo imprenditore: permette a un albergatore i cui clienti vengono principalmente dall’area di Milano, di fare delle campagne nella città, o a un centro estetico di contattare le persone a 2 km di distanza e non di più. Stiamo vedendo un grande interesse». Analogamente, secondo Portioli il proximity marketing è uno dei grandi filoni collegato all’utilizzo corretto dei dati che deve essere esplorato sempre più e affinato.

«La domanda c’è – ha concluso il manager -. Le piccole medie imprese sono disposte a spendere dal momento in cui si trovano le soluzioni corrette, che portano un ritorno sull’investimento. Questa esigenza di tracciare il ritorno della spesa è aumentata e di questo ne dobbiamo sempre tenere conto: dobbiamo portare un ritorno e dimostralo».

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