Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Smart city

Cos’è il digital signage nell’era della Internet of Things e delle smart city

Le città diventano intelligenti grazie a servizi di comunicazione che, tra l’altro, “parlano” con le persone attraverso display integrati in ogni cosa. I designer si ingegnano nella creazione di nuovi format, come gli stretch display

23 Feb 2017

Redazione

Cos’è il digital signage, oggi? La risposta è sotto i nostri occhi: basta guardare le nostre città, costellate di display di ogni forma e dimensione che arredano piazze e negozi, stazioni e uffici pubblici, alberghi e aeroporti.

Le smart city sono città intelligenti grazie all’uso di una migliore informazione che passa anche da una migliore comunicazione. Il digital signage, in questo senso, in quella Internet of Things che rende il mondo connesso e comunicante è la finestra attraverso la quale le informazioni vengono rappresentate e scambiate per raccontare e condividere servizi. Ecco perché il digital signage sta diventando un asset importante in ambito pubblico e privato.

Gli analisti di Markets and Markets hanno pronosticato come da qui al 2020 il mercato globale del digital signage crescerà dell’8.18% l’anno, arrivando a movimentare 23.76 miliardi di dollari. Gli esperti hanno condotto le loro indagini a livello world wide, raccogliendo dati e informazioni che confermano come a chiedere soluzioni di digital signage siano soprattutto il retail e l’hospitality in senso lato: Hotellerie, Ristorazione, SPA, ma anche il mondo dell’Infotaiment e dei trasporti.

Una finestra sulle smart city

Il digital signage oggi è estremamente evoluto. La possibilità di gestire i palinsesti della programmazione trasmessa sugli schermi, consente di tenere conto di diverse variabili e di tarare la comunicazione in base ai diversi piani di comunicazione, agli orari e ai flussi dei potenziali visitatori, alla stagionalità o alle eccezioni. La ricerca di MaketsandMarkets, infatti, conferma come l’aspetto del Content Management System, elemento chiave di una buona strategia di comunicazione digitale, è molto apprezzato dalle aziende e la domanda in questo senso si stima possa crescere del 9.30% da qui ai prossimi tre anni.

Per il marketing è importante capire che digital signage non significa solo l’opportunità di avere a disposizione una superficie a supporto delle iniziative di advertising. La finestra digitale, infatti, è un touch point dinamico a supporto dell’informazione. Che si tratti di immagini a scorrimento o filmati, di cambiamenti cromatici nella grafica e nei testi o di animazioni, lo smart signage si presta a una creatività inedita che garantisce sempre e comunque il valore della call to action.

Dal digital signage allo smart signage, infatti, quello che cambia non sono solo le modalità con cui le informazioni vengono rappresentate e trasmesse, ma anche in che modo i display possono essere disegnati per adattarsi a qualsiasi spazio di comunicazione possibile, armonizzando informazione, interazione e semplicità di utilizzo per proporre al mercato un vero e proprio mezzo di comunicazione completo.

Che cos’è il digital signage per i designer

Il moltiplicarsi di schermi a cristalli liquidi, declinati nelle forme più disparate, non è mai banale maquillage tecnologico, ma una strategia di comunicazione che potenzia il coinvolgimento, incastonando le informazioni all’interno di un concetto estetico che risolve l’equazione tra spazio a disposizione e servizio.

Così il digital signage è un cartello segnaletico in una stazione ferroviaria che indica orari di arrivo e partenze o un display che persino nel corner più contenuto di un supermercato offre un’immediata e puntuale informazione a corredo della merce esposta. Insomma lo smart signage si ritaglia il proprio spazio di attenzione, portando più efficacia e più valore grazie a una risoluzione cromatica che sfrutta luminosità e risoluzione per potenziare l’ingaggio.

I designer si ingegnano e oggi ragionano attraverso format mutuati dall’editing: così i display, ispirandosi ai banner, diventano lunghi e stretti. Un’idea di Samsung, che ha realizzato gli stretch display che possono essere orientati in orizzontale o in verticale in base alle necessità di spazio.

Digital signage è hardware e software in bundle

Al di là delle evoluzioni tecnologiche che hanno portato la Ricerca e sviluppo a mettere a punto schermi LCD dalle caratteristiche sempre più performanti in termini di resa cromatica e nitidezza, a fare la differenza dello smart signage oggi è tutta l’intelligenza software in bundle.

“La domanda di software per la distribuzione e la programmazione di contenuti è aumentata in modo considerevole negli ultimi anni grazie soprattutto alla loro capacità di supportare le attività essenziali al digital signage – ha spiegato Martino Mombrini, Marketing Director della divisione IT di Samsung Italia -. Le aziende hanno necessità di creare contenuti ma anche di distribuirli e di pianificare la loro programmazione utilizzando display LCD, LED e QLED installati praticamente ovunque a supporto di settori diversificati: attività commerciali, infrastrutture, istituzioni e impianti industriali. Anche per questo Samsung ha investito moltissimo per risolvere la componente gestionale associata ai contenuti digitali, rendendo i propri schermi indipendenti dalla necessità di usare ulteriori dispositivi, puntando a soluzioni all-in-one, facilitando la gestione di contenuti con il software integrato Magic Info”.

Cos’è il digital signage nell’era della Internet of Things e delle smart city

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    LinkedIn

    Twitter

    Whatsapp

    Facebook

    Google+

    Link

    Articolo 1 di 5