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Visual engagement

Cos'è il digital signage e come aiuta a conquistare i clienti

Nelle vetrine dei negozi, per strada, nei punti vendita: si moltiplicano gli schermi, declinati nelle forme più disparate, per comunicare e intrattenere i clienti. Il digital signage è uno strumento di Marketing potente, oggi accessibile anche a piccoli retailer

23 Feb 2018

Redazione

Cos’è il digital signage, oggi? La risposta è sotto i nostri occhi: basta guardare le nostre città, costellate di display di ogni forma e dimensione che arredano piazze e negozi, stazioni e uffici pubblici, alberghi e aeroporti. Il digital signage, o segnaletica digitale, è un potete strumento di Marketing e comunicazione, in grado di attirare l’attenzione, comunicare messaggi chiave, intrattenere, stupire il cliente.

Le smart city sono città intelligenti grazie all’uso di una migliore informazione che passa anche da una migliore comunicazione. Il digital signage, in questo senso, in quella Internet of Things che rende il mondo connesso e comunicante, è la finestra attraverso la quale le informazioni vengono rappresentate e scambiate per raccontare e condividere servizi. Ecco perché il digital signage sta diventando un asset importante in ambito pubblico e privato.

Gli analisti di Markets and Markets hanno pronosticato come da qui al 2020 il mercato globale del digital signage crescerà dell’8.18% l’anno, arrivando a movimentare 23.76 miliardi di dollari. Gli esperti hanno condotto le loro indagini a livello world wide, raccogliendo dati e informazioni che confermano come a chiedere soluzioni di digital signage siano soprattutto il retail e l’hospitality in senso lato: Hotellerie, Ristorazione, SPA, ma anche il mondo dell’Infotainement e dei trasporti.

L’innovazione tecnologica ha fatto sì che i display professionali per applicazioni di digital signage siano oggi alla portata anche di piccoli esercizi. In ambito retail, in particolare, l’aspetto estetico è fondamentale: si prediligono monitor sottili, con cornici di piccole dimensioni intorno all’area di visualizzazione. Questi monitor vengono affiancati, da un minimo di 2 fino a crescere a piacere, per creare videowall di grandi dimensioni.

Dal cartellone in vetrina all’engagement digitale

Gli schermi digitali stanno mandando in pensione in un sol colpo cartelloni, materiale cartotecnico e un modo di allestire gli spazi tradizionale, che richiede tempo per montare il materiale ricevuto, senza contare il via-vai degli operai e dei magazzinieri che si occupavano dell’allestimento e quello dell’impresa di pulizie. Le immagini senza dubbio oggi catturano l’occhio dei passanti con maggiore efficacia.

Una finestra sulle smart city

Il digital signage oggi è estremamente evoluto. La possibilità di gestire i palinsesti della programmazione trasmessa sugli schermi, consente di tenere conto di diverse variabili e di tarare la comunicazione in base ai diversi piani di comunicazione, agli orari e ai flussi dei potenziali visitatori, alla stagionalità o alle eccezioni. La ricerca di MaketsandMarkets, infatti, conferma come l’aspetto del Content Management System, elemento chiave di una buona strategia di comunicazione digitale, è molto apprezzato dalle aziende e la domanda in questo senso si stima possa crescere del 9.30% da qui ai prossimi tre anni.

Per il marketing è importante capire che digital signage non significa solo l’opportunità di avere a disposizione una superficie a supporto delle iniziative di advertising. La finestra digitale, infatti, è un touch point dinamico a supporto dell’informazione. Che si tratti di immagini a scorrimento o filmati, di cambiamenti cromatici nella grafica e nei testi o di animazioni, lo smart signage si presta a una creatività inedita che garantisce sempre e comunque il valore della call to action.

Dal digital signage allo smart signage, infatti, quello che cambia non sono solo le modalità con cui le informazioni vengono rappresentate e trasmesse, ma anche in che modo i display possono essere disegnati per adattarsi a qualsiasi spazio di comunicazione possibile, armonizzando informazione, interazione e semplicità di utilizzo per proporre al mercato un vero e proprio mezzo di comunicazione completo.

Che cos’è il digital signage per i designer

Il moltiplicarsi di schermi a cristalli liquidi, declinati nelle forme più disparate, non è mai banale maquillage tecnologico, ma una strategia di comunicazione che potenzia il coinvolgimento, incastonando le informazioni all’interno di un concetto estetico che risolve l’equazione tra spazio a disposizione e servizio.

Così il digital signage è un cartello segnaletico in una stazione ferroviaria che indica orari di arrivo e partenze o un display che persino nel corner più contenuto di un supermercato offre un’immediata e puntuale informazione a corredo della merce esposta. Insomma lo smart signage si ritaglia il proprio spazio di attenzione, portando più efficacia e più valore grazie a una risoluzione cromatica che sfrutta luminosità e risoluzione per potenziare l’ingaggio.

I designer si ingegnano e oggi ragionano attraverso format mutuati dall’editing: così i display, ispirandosi ai banner, diventano lunghi e stretti, e possono essere orientati in orizzontale o in verticale in base alle necessità di spazio.

Come scegliere i display

La prima caratteristica di un display è la risoluzione dello schermo, espressa in numero di pixel. Full HD è pari a 1.920 x 1.080, mentre il formato UHD (Ultra-HD), più leggibile e ideale per il digital signage, è pari a 3840 x 2160, una risoluzione oggi disponibile non solo sulle grandi dimensioni (superiori ai 60 pollici), ma anche su display di dimensioni più piccole ed economici.

Un’altra importante caratteristica è la luminosità (da 350 cd/m2 fino a 700 e oltre), ovvero la luce emessa dallo schermo: se lo spazio è ricco di luce naturale, ad esempio una vetrina , è necessaria una forte luminosità, altrimenti non sarà possibile visualizzare correttamente. Un altro parametro fondamentale per rendere intellegibile un messaggio visualizzato su un display è il grado di riflessione, ovvero l’Haze level: più è elevato, migliore è la prestazione del monitor in presenza di riflessi, causati, in particolare, dalle luci artificiali notturne.

A contribuire alla buona visualizzazione c’è anche il contrasto (da 1000:1 a 3000:1), parametro che indica il rapporto tra la luminosità nella zona di maggiore emissione e quella di minore emissione.

Un altro aspetto da valutare con grande attenzione è il consumo energetico e i relativi costi energetici derivanti. Un punto vendita di ampia superficie in cui sono installati molti monitor genererà infatti un consumo elevato e una scelta oculata può avere dunque un impatto di alcune migliaia di euro l’anno sul conto economico.

Altro aspetto riguarda la robustezza, che garantisce che il monitor all’aperto e in presenza di agenti atmosferici, sia sufficientemente solido da mantenere nel tempo le stesse forme che possiede all’inizio della sua vita, appena installato,

Fondamentale, soprattutto quando il monitor va installato a soffitto, è che non si deformi. I display stanno diventando sempre più sottili, e questo, se dal punto di vista del design è un vantaggio, aumenta il rischio che dopo un po’ si possano flettere.

Digital signage è hardware e software 

Al di là delle evoluzioni tecnologiche che hanno portato la Ricerca e sviluppo a mettere a punto schermi LCD dalle caratteristiche sempre più performanti in termini di resa cromatica e nitidezza, a fare la differenza dello smart signage oggi è tutta l’intelligenza software .

Il software per la distribuzione e la programmazione di contenuti  supportare le attività essenziali del digital signage. Le aziende hanno necessità di creare contenuti ma anche di distribuirli e di pianificare la loro programmazione di contenuti digitali.

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