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Nuove normative vigenti

ISO 45001: come garantire la salute e la sicurezza sul lavoro

Per proteggere dipendenti e visitatori da incidenti e malattie legate al lavoro, l’International Organization for Standardization ha introdotto l’ISO 45001, il primo standard internazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro. Andrea Berni, Manager Practice QHSE – P4I – Partners4Innovation, racconta le novità e fornisce alcuni spunti su cui riflettere

01 Lug 2019

Il 12 marzo del 2018 è uscita la norma ISO 45001, che sostituirà progressivamente il sistema di gestione OHSAS 18001 (data definitiva: 11 marzo 2021, ndr.), che tutti conoscono come condizione esimente per la responsabilità amministrativa dei modelli 231. L’obiettivo della norma inotrodotta dall’International Organization for Standardization (ISO) è proteggere dipendenti e visitatori da incidenti e malattie legate al lavoro: si tratta del primo standard internazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro (SSL).

In questo video Andrea Berni, Manager Practice QHSE di P4I – Partners4Innovation racconta quali sono le novità della norma ISO 45001 e fornisce alcuni spunti di riflessione per l’implementazione, in attesa della scadenza del 2021.

Andrea Berni

Manager Practice QHSE, P4I - Partners4Innovation

Il primo aspetto da cui partire è l’analisi del contesto. «Bisogna ragionare sui rischi aziendali, non più e non solo in una logica di sicurezza sul lavoro tradizionale, con focus solo sui documenti di valutazione dei rischi. Bisogna ragionare all’interno di un ecosistema, in cui l’aspetto di rischio viene analizzato sulla filiera del trasporto, in una visione di cluster aziendale, considerando l’impatto degli outsourcer rispetto ai fattori di rischio in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro».

Il secondo aspetto è legato alla competenza e consapevolezza dei lavoratori. «Il tema della consapevolezza è molto battuto e dibattuto. Se la formazione è un tema ricorrente, vista la sua obbligatorietà in materia di sicurezza, la consapevolezza è qualcosa di più: si tratta di verificare il livello di impatto sull’organizzazione, le regole organizzative alla prevenzione del rischio». Affrontare questo tema vuol dire verificare, intervistare il personale che lavora per comprendere se siano adottate in modo corretto le procedure aziendali.

Il terzo aspetto, importante da rilevare e approfondire, è la valutazione dei rischi. «Tutti hanno in testa la valutazione dei rischi tradizionale, che fa riferimento alla compliance e all’obbligo previsto dall’articolo 28 dell’81/08. «La norma ISO 45001 ci invita a fare una riflessione diversa, considerare la sicurezza fuori dal perimetro tradizionale, e verificare anche in fase di progettazioni l’impatto che possono avere sul lavoro o sull’health and safety ad esempio le attività svolte fuori dal luogo di lavoro presidiato dal datore di lavoro, dai dirigenti e dei preposti».

«E poi c’è il tema del cambiamento», ribadisce Andrea Berni. «Cambiano i processi aziendali, cambiano i flussi di lavoro, cambiano i processi produttivi e quindi gli impianti: è necessario pensare in anticipo all’impatto che si avrà a livello di health and safety. E, infine, non si deve trascurare il fattore umano. Fidarsi solo delle macchine è il modo peggiore per affrontare il tema della sicurezza. Il punto centrale della sicurezza sul lavoro è e sarà sempre il fattore umano».

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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