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Audit360

Gli audit in materia di sicurezza sul lavoro: perché sono importanti per le organizzazioni?

Gli audit consentono di verificare costantemente l’applicazione delle misure di prevenzione adottate e la loro adeguatezza rispetto ai rischi presenti. Intercettare tempestivamente criticità generate dalla violazione delle norme in materia di salute e sicurezza dei lavoratori è fondamentale, perchè potrebbero essere fonte di responsabilità delle organizzazioni

10 Mag 2019

Andrea Reghelin*

Responsabile Practice “Audit & Control” di P4I – Partners4Innovation

Andrea Berni*

Manager Practice QHSE P4I - Partners4Innovation

Tutte le organizzazioni sono interessate dall’applicazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro, seppur l’impatto della medesima dipenda, per ovvie ragioni, dalla dimensione, dall’attività svolta e dai rischi esistenti.

Nelle realtà maggiormente impattate, la gestione della compliance normativa in questo ambito richiede l’implementazione di un efficace sistema di controllo che sia in grado di intercettare tempestivamente eventuali criticità e prevenire il verificarsi di infortuni sul lavoro, che, se generati dalla violazione delle norme in materia di salute e sicurezza dei lavoratori, potrebbero essere fonte di responsabilità delle organizzazioni anche ai sensi del d.lgs. 231/2001 (responsabilità amministrativa degli enti dipendente da reato) con potenziali sanzioni di carattere pecuniario e interdittivo. È proprio il d.lgs. 231/2001, dal 2007 applicabile anche ai reati di omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime commessi in violazione delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ad aver previsto, per le organizzazioni che vogliono evitare la responsabilità amministrativa, la possibilità di dotarsi di un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo che si ponga l’obiettivo di prevenire la commissione di reati nel proprio interesse o vantaggio. La normativa in esame impone dunque un’ottica gestionale nella gestione dell’attività preventiva: l’organizzazione, la regolamentazione interna e i controlli devono garantire un sistema efficace nella prevenzione degli illeciti.

Come si traduce questo concetto nell’ambito della sicurezza sul lavoro?

Il testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (d.lgs. 81/2008), oltre a prevedere che i modelli di organizzazione, gestione e controllo per avere efficacia esimente della suddetta responsabilità amministrativa ex d.lgs. 231/2001 debbano assicurare un sistema aziendale per l’adempimento di tutti gli obblighi giuridici rilevanti in materia (es. rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici, attività di valutazione dei rischi, sorveglianza sanitaria, ecc.), prescrive che tale modello debba altresì prevedere un idoneo sistema di controllo sulla sua attuazione e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate (art. 30).

L’obiettivo di tale controllo è l’aggiornamento del Modello in una prospettiva di miglioramento continuo: si dovranno per esempio apportare modifiche quando siano scoperte violazioni significative delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all’igiene sul lavoro, o in occasione di mutamenti nell’organizzazione e nell’attività in relazione al progresso scientifico e tecnologico.

L’Ottemperanza alle suddette norme si traduce spesso nell’adozione di un sistema di gestione della salute e sicurezza dei lavoratori conforme agli standard internazionali (OHSAS 18001:2007, ISO45001:2018) che, se opportunamente integrati con il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo, risultano pienamente conformi anche ai requisiti delineati dal d.lgs. 231/2001 ai fini dell’esimente dalla responsabilità amministrativa.

In tale contesto quali sono i requisiti di un efficace sistema di controllo/auditing?

La parola audit, che viene comunemente usata per identificare una verifica ispettiva, deriva dal termine latino “audire”, cioè udire, effettuare nel nostro caso delle verifiche su specifiche norme, standard, regolamenti, pratiche, procedure di lavoro, regolamenti.

Per avere un’utile guida per l’implementazione di un modello di audit, un punto di riferimento può rinvenirsi in standard internazionali che regolamentano la conduzione degli audit sui Sistemi di Gestione quali la norma EN ISO/IEC 17021-1:2015 “Requisiti per gli Organismi che forniscono Audit e certificazione di Sistemi di Gestione” e la norma UNI EN ISO 19011:2018 “Linee guida per audit di sistemi di gestione”.

Quest’ultima norma, già nella sua sezione introduttiva, richiama gli obiettivi della conduzione di un audit:” I risultati dell’audit possono fornire input ad aspetti inerenti l’analisi della pianificazione delle attività (business planning) e possono contribuire all’identificazione di esigenze e attività di miglioramento”.

Viene introdotto, tra i Principi dell’audit, il Risk-based approach: si tratta di un approccio all’audit che si basa su rischi e opportunità. Il risk-based approach dovrebbe sostanzialmente influenzare la pianificazione, la conduzione e il reporting dell’audit allo scopo di assicurare che sia focalizzato su ciò che è significativo per l’organizzazione e che raggiunga gli obiettivi.

Il contesto dell’Organizzazione viene ad assumere, rispetto a questa premessa, un ruolo fondamentale. La priorità dell’audit dovrebbe essere assegnata ad allocare risorse e metodi agli ambiti del sistema di gestione con più alti rischi intrinseci e più basso livello di performance, che siano coerenti con gli indirizzi strategici aziendali e di supporto alla politica e agli obiettivi dell’organizzazione.

Questi obiettivi possono essere basati sui seguenti elementi:

  1. le esigenze e aspettative delle parti Interessate rilevanti, sia esterne che interne;
  2. le risultanze della valutazione dei rischi aziendali rispetto sia ai fattori di rischio specifici, sia all’esposizione del rischio per Mansione o Gruppo Omogeneo di Lavoro (G.O.L.);
  3. i requisiti del Sistema di Gestione e dei Modelli Organizzativi per l’esimente della Responsabilità Amministrativa ex D.lgs- 231 del 2001, con particolare riferimento agli obblighi dell’art. 30 del D.lgs. 81/08 ;
  4. la valutazione degli appaltatori rispetto alla verifica degli standard di Salute e Sicurezza aziendali ;
  5. il livello di prestazioni dell’organizzazione rispetto agli indici di gravità (IG) e frequenza (IF) infortunistica;
  6. l’incidenza dei near miss infortunistici;
  7. l’evenienza di non- conformità, incidenti, infortuni occorsi sul luogo di lavoro;
  8. i risultati di precedenti audit.

Alla luce delle precedenti considerazioni, emerge chiaramente il ruolo fondamentale degli audit in materia di sicurezza sul lavoro, che consentono alle organizzazioni di verificare costantemente l’applicazione delle misure di prevenzione adottate, nonché la loro adeguatezza rispetto ai rischi presenti. E’ evidente, infatti, che per quanto completo possa essere un sistema di gestione, la sua efficacia ed applicazione va misurata sul campo, anche per non vanificare gli sforzi posti in essere.

Andrea Reghelin

Responsabile Practice “Audit & Control” di P4I – Partners4Innovation

Andrea Berni

Manager Practice QHSE, P4I - Partners4Innovation

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