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ESG, così l'Information Management rende il business sempre più sostenibile

Il ruolo delle tecnologie abilitate dal cloud nella dematerializzazione dei processi è essenziale per abbattere l’impatto del business sull’ambiente e migliorare la vita dei collaboratori, ma è il Change Management finalizzato all’adozione delle soluzioni a fare la differenza. Michela Meanti, Senior Account Executive di OpenText Italia, spiega gli obiettivi della Zero-In Initiative

27 Ott 2022

Domenico Aliperto

«La tecnologia ha un ruolo fondamentale nell’affrontare e vincere le sfide globali. Il futuro della crescita non può che essere sostenibile e inclusivo, proprio come la trasformazione digitale abilitata dal Cloud». Ne è convinta Michela Meanti, Team Leader Enterprise Sales di OpenText Italia.

Michela Meanti

Team Leader Enterprise Sales di OpenText Italia

La multinazionale canadese specializzata nella progettazione di soluzioni enterprise per l’Information Management ha preso di petto i temi ESG e ha varato un piano pluriennale per sostenere, internamente e tramite le attività svolte con i propri clienti, la transizione ecologica nel mondo del business. Del resto, con un fatturato globale da 3,5 miliardi di dollari, quasi 15 mila collaboratori e oltre 46mila clienti in più di cento mercati, il gruppo è pienamente consapevole del ruolo che può ricoprire nel ridurre drasticamente l’impatto ambientale di una comunità tanto vasta. «Sono proprio le competenze sviluppate nell’Information Management e la profonda comprensione dei processi aziendali maturata lavorando al fianco delle imprese i fattori che ci rendono il player giusto per promuovere questo cambiamento – spiega Meanti –. Non si tratta solo di implementare tecnologie innovative. Siamo convinti che digitalizzare i processi e renderli sostenibili nel tempo voglia dire prima di ogni altra cosa ascoltare i clienti, coglierne le esigenze e disegnare insieme a loro una roadmap di trasformazione digitale garantendo, infine, che venga intrapreso il corretto percorso di adozione. Un processo, d’altronde, non può dirsi realmente digitalizzato se contempla anche solo un passaggio in cui si richiede la stampa di un documento e la firma autografa sul supporto cartaceo».

La digitalizzazione al servizio degli obiettivi ESG: OpenText Zero-In Initiative

La drastica riduzione dell’uso di carta negli uffici è uno degli elementi basilari dell’Information Management al servizio della sostenibilità ambientale. Ed è per questo che OpenText ha lanciato la campagna globale Be a Climate Innovator. «Insieme ai clienti, ci siamo posti a livello globale l’obiettivo di salvare l’1% degli alberi in dieci anni, facendo leva proprio sulla trasformazione digitale – sottolinea la manager –. Il tema della dematerializzazione è essenziale non solo nell’ottimizzazione dei processi e nel potenziamento della produttività, ma anche nell’ottica di abbattere la spesa energetica ed eliminare i costi di trasporto e conservazione della carta, oltre a quelli per il suo smaltimento».

Il programma Be a Climate Innovator è solo un esempio, tra i più semplici ma forse tra i più pervasivi, di come il gruppo abbia deciso di indirizzare la questione. A livello strategico, OpenText ha infatti dato vita alla Zero-In Initiative, un programma articolato per il raggiungimento di una serie di obiettivi specifici rispetto all’impatto globale del business e ai temi ESG.

«L’iniziativa OpenText Zero-In si sviluppa su tre pilastri – racconta Meanti –. Attraverso il primo, Zero Footprint, ci impegniamo a ridurre le emissioni del 50% entro il 2030 e arrivare a eliminarle del tutto entro il 2040. Al suo interno, inoltre, il gruppo si è posto l’obiettivo Zero Waste to Landfill come risultato delle proprie operation entro il 2030 e sta già dando la priorità al supporto dei clienti nel passaggio al Cloud. Il capitolo Zero Barriers punta, invece, sulla promozione dell’equità, della diversità e dell’inclusione, con l’ambizione di avere una forza lavoro a maggioranza etnicamente diversificata entro il 2030, parità di genere al 50% nei ruoli chiave entro il 2030 e il 40% dei ruoli di leadership ricoperti da donne entro il 2030. Ultimo, ma non per importanza, il pillar Zero Compromise orienta l’intera iniziativa, imponendo un approccio basato su valori che fanno capo a scienza, trasparenza e integrità, supportando la responsabilità sociale e promuovendo la cultura Tech for Good».

Il valore del Change Management nel processo di adozione delle nuove tecnologie

Minimo comune denominatore del progetto è il tema dell’adoption, innestato su strumenti e metodologie di Change Management che per OpenText sono fondamentali perché il processo di digitalizzazione sia realmente compiuto, sprigionando il massimo valore per l’impresa e le comunità che la circondano.

«Oggi le tecnologie digitali hanno raggiunto la giusta maturità, quindi il problema non è tanto svilupparle o calarle all’interno delle organizzazioni quanto aiutare le persone a utilizzarle nel modo giusto – dice Meanti –. I progetti su cui siamo coinvolti vertono tutti sulle attività che aiutano a supportare i clienti affinché le tecnologie di trasformazione risultino di semplice adozione dalla popolazione interna ed esterna. Lo strato digitale dovrebbe infatti rappresentare un add-on naturale rispetto agli strumenti che le persone utilizzano nel loro quotidiano e non una barriera tecnologica. L’operatività non va stravolta, bensì semplificata attraverso la creazione di un’interfaccia integrata e realizzata su misura, in funzione delle esigenze espresse dall’organizzazione e dai singoli utenti».

La transizione è ancora lunga, ma siamo sulla buona strada

Anche con le migliori intenzioni, si tratta comunque di una transizione che richiederà molti anni e molti sforzi. «Non siamo nemmeno a metà del percorso – ammette, parlando dello scenario con cui si confronta quotidianamente –. Posso dire che alcuni mercati specifici, come quello delle Tlc, dell’energia e più in generale delle utility, si stanno rivelando estremamente attivi e ricettivi, ma c’è ancora tanto da fare, soprattutto sul fronte dei flussi che non riguardano la clientela. Ciò che noto, e che mi rende ottimista, è un graduale cambio di approccio all’ottimizzazione dei processi: se fino a qualche anno fa i clienti disegnavano Business Plan che scommetteva essenzialmente sulla riduzione delle risorse, oggi si punta sulla riduzione dell’impegno di chi svolge le attività, inserendo elementi qualitativi nell’esperienza lavorativa che non costituiscono un beneficio solo per il singolo collaboratore, ma per l’intera organizzazione. Come ho detto, c’è ancora parecchio da fare, ma c’è anche molto fermento, e gli incentivi che le imprese avranno a disposizione per digitalizzare i processi daranno ulteriore spinta a questa nuova sensibilità». È una fase delicata, senza dubbio. «E il nostro compito come OpenText – chiosa Meanti – è garantire ai clienti tutto il supporto e l’ascolto necessari per identificare e raggiungere gli obiettivi legati a un business sempre più sostenibile».

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Domenico Aliperto

Nato ad Aversa, studia a Milano, dove si laurea in Relazioni Pubbliche all’università IULM e comincia il percorso che lo porterà a diventare giornalista. Per i portali del gruppo Digital360 segue i temi dell’economia digitale e dell’innovazione tecnologica, viaggia, scrive e all'occorrenza fotografa. In passato ha collaborato con diversi quotidiani e magazine. Da sempre appassionato di narrativa e poesia, nel 2016 apre il blog Librimprobabili.com e nel 2017 pubblica con l'editore Biancaevolta il romanzo storico Non Conquistammo Che Sabbia.

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