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Interviste

Tecnologia italiana per i Giochi Olimpici di Londra 2012

Per l’organizzazione dell’evento sono stati assegnati appalti per oltre 10 miliardi di euro, interamente gestiti attraverso la piattaforma di eSourcing erogata in modalità SaaS (Cloud) dalla multinazionale italiana BravoSolution. Una scelta che ha permesso di accelerare i tempi, ridurre i costi, garantire trasparenza, azzerare i contenziosi e rendere il processo d’acquisto chiaro e semplice. Ne parliamo con Nader Sabbaghian, Amministratore Delegato della società

12 Mag 2011

Il 27 luglio 2012 le telecamere di tutte le televisioni mondiali si accenderanno per riprendere la cerimonia d’inaugurazione dei Giochi Olimpici di Londra, che si concluderanno il 12 agosto.

L’organizzazione dell’evento, avviata cinque anni fa, prevede appalti per una cifra superiore a 10 miliardi di euro, tutti assegnati attraverso la soluzione tecnologica dell’italiana BravoSolution, che con oltre 400 clienti in tutto il mondo è al secondo posto nel ranking mondiale del settore. Per la costruzione dei nuovi impianti sportivi, delle strade e di tutto quanto necessario, compreso l’acquisto di materiali e servizi che verranno utilizzati nei giorni dei Giochi, il comitato organizzatore ha deciso infatti di affidarsi a processi gestiti via Web, una scelta che, come ha dichiarato, David Higgins, Chief Executive dall’Olympic Delivery Authority fino al 2010, ha permesso a “tutti i fornitori di avere l’opportunità di partecipare alle gare, garantendo un processo chiaro, semplice e sempre coerente”.

Di questo successo hi-tech italiano e dei vantaggi delle soluzioni di acquisto online nella Pubblica Amministrazione abbiamo parlato con l’Amministratore Delegato di BravoSolution, Nader Sabbaghian, manager iraniano di nascita, italiano d’adozione e laureato negli Usa al MI T di Boston.

Per un progetto così ampio e complesso il Regno Unito ha scelto di gestire unicamente online i bandi di gara. Quali solo le motivazioni alla base di questa decisione?

L’utilizzo di tecnologie all’avanguardia era funzionale alla rilevanza strategica che ha avuto il processo di acquisto e ha consentito di rispondere a molteplici esigenze: velocità, riduzione dei costi, tracciabilità, trasparenza delle decisioni e condivisione delle informazioni. La principale value proposition della gestione online delle gare è stata l’accelerazione decisionale: il comitato organizzatore era alla ricerca di una soluzione che permettesse di rispettare le tempistiche previste, dal momento che la “macchina” delle Olimpiadi non consente alcun margine di ritardo. Per raggiungere questo obiettivo, il primo passo è la contrattualizzazione del rapporto con i fornitori: ecco perché il processo di approvvigionamento è stato prioritario rispetto agli altri. Procedure che con il cartaceo richiedono settimane o addirittura mesi, online possono essere effettuate in pochissimi giorni. Inoltre, questo meccanismo ha permesso di ottenere un risparmio stimato in 1,2 miliardi di euro, che non è poco se si considera che il budget complessivo è di 10,3 miliardi. A questo si deve aggiungere il beneficio associato alla possibilità di comunicare just in time, tramite il portale dei Giochi, con i fornitori, tracciando anche l’avvenuta lettura delle comunicazioni a loro inviate. Oltre agli obiettivi di efficienza e controllo dei tempi è, infatti, entrata in gioco in maniera preponderante anche la volontà di ridurre il rischio di contestazione da parte dei fornitori, che rappresenta una problematica tipica dei grandi bandi pubblici.

Cosa implica il rischio di contenzioso nella gestione degli appalti pubblici e in che modo l’eProcurement consente di ridurlo?

La contestazione da parte del fornitore può arrivare a causare la sospensione dell’aggiudicazione del contratto fino alla risoluzione delle irregolarità per vie legali, con effetti fatali e ritardi incompatibili con le scadenze prefissate. In cinque anni di gare per le Olimpiadi 2012 abbiamo avuto zero contenziosi, perché la documentazione prodotta online e la tracciabilità sono stati tali da bloccare sul nascere le contestazioni, talvolta anche strumentali. Quello dell’enorme mole del contenzioso, che finisce per bloccare appalti e per provocare il ritiro di finanziamenti già erogati, è un problema grave per l’Italia: ne ha parlato di recente anche il ministro alle infrastrutture Matteoli.

Il meccanismo di gestione online dei bandi di gara è stato utilizzato proprio per tutti gli acquisti?

Non c’è stata una singola trattativa gestita in modo tradizionale. Inizialmente sono stati assegnati gli appalti delle grandi infrastrutture e ora si è partiti con gli acquisti più operativi come le divise, le apparecchiature sportive, i servizi di manutenzione e di pulizia, la logistica in previsione degli ospiti, il catering. Su alcuni dei più grandi progetti, come ad esempio l’Aquatic Center e lo stadio Olimpico, anche ai General Contractor aggiudicatari è stato imposto l’obbligo di un processo trasparente e garante delle pari opportunità per la scelta dei rispettivi sub appaltatori. Ovvero, i General Contractor hanno dovuto indire i bandi per l’assegnazione dei lavori alle imprese attraverso le medesime procedure online.

Dal punto di vista dei fornitori, ci sono vantaggi nell’eProcurement?

I fornitori sono stati contenti di questa modalità. A loro è stata offerta da subito la possibilità di candidarsi alle gare e quindi di profilarsi senza aspettare di essere chiamati, semplicemente inserendo sul sito i propri ambiti di competenza e i prodotti e i servizi offerti, con grande trasparenza. Il sistema ha poi provveduto in automatico ad avvisarli quando sono stati indetti dei bandi compatibili col loro profilo. Era importante che i soldi venissero investiti a vantaggio dell’economia nazionale, evitando che finissero nelle mani di poche multinazionali. La volontà politica di rendere il business delle olimpiadi maggiormente accessibile ai fornitori, in particolare alle PMI , ha dato uno sprint alla scelta della nostra tecnologia.

Quali sono i punti di forza che hanno portato il governo UK a scegliere BravoSolution come partner tecnologico?

Il governo Regno Unito utilizzava già le nostre soluzioni, dato che nel 2004 ci siamo aggiudicati il bando di gara indetto dall’allora Cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown per modernizzare la Pubblica Amministrazione, in cui la gestione elettronica degli approvvigionamenti era una un aspetto chiave. Questa esperienza ha contato molto nel processo di selezione del provider che avrebbe fornito la tecnologia per l’assegnazione degli appalti per London 2012. Poche settimane dopo l’assegnazione della gara la nostra soluzione – che si basa su una logica Cloud – era già online, configurata e personalizzata, anche in termini di “brand” per le esigenze del cliente. La rapidità di implementazione è sicuramente uno dei fattori che ha fatto propendere per la nostra soluzione.

BravoSolution è fornitore di diverse Amministrazioni Pubbliche nel mondo. Ci può fare un altro esempio di Paese all’avanguardia in questo ambito?

Stiamo lavorando bene con il governo centrale del Messico, dove l’anno scorso siamo stati selezionati come provider. Già il 20% degli acquisti pubblici era gestito per via elettronica, e l’obiettivo a seguito dell’adozione della nostra piattaforma è di arrivare al 70%, della spesa pubblica nel giro di 2 anni. Il tema è così tanto sentito dal Paese che il presidente Calderòn ha presenziato all’evento del lancio della piattaforma, dando obiettivi precisi ai suoi ministri e al governo.

In Italia solo il 4% della spesa pubblica passa dal Web. Perché così poco?

Questo è un quesito importante che dovrebbe essere al centro della attenzione degli Amministratori Pubblici e dei politici del nostro Paese. Non si capisce come mai, nonostante i progetti di razionalizzazione della spesa nazionale siano partiti nel 1998/1999, quindi quasi 5 anni prima dell’esperienza nel Regno Unito, ci si trovi oggi con una differenza di risultati ingiustificabile: in UK ad oggi quasi il 50% della spesa transita da soluzioni trasparenti ed efficienti ed in Italia nemmeno la decima parte.

Forse la risposta si trova nella scarsa efficacia, nonostante gli abbondanti stanziamenti ed investimenti, di quei soggetti che sono stati incaricati dal Ministero dell’Economia di guidare il cambiamento e l’innovazione all’interno dei processi di acquisto degli Enti pubblici. Sono convinto che i benefici che diamo al governo inglese sarebbero altrettanto interessanti per il governo italiano, sia per i fornitori che per i contribuenti. Faccio presente che nella relazione con il Governo UK una parte significativa del nostro compenso era legato al successo e alla diffusione dell’uso delle tecnologie online. Ciò significa che l’Amministrazione Pubblica del Regno Unito ha investito risorse solo a condizioni di ridurre il rischio di insuccesso del progetto, evitando così lo spreco di risorse pubbliche. Siamo riusciti a lavorare al meglio delle nostre potenzialità laddove la spinta all’innovazione è partita dai vertici del governo nazionale, dove abbiamo trovato delle persone che spontaneamente hanno recepito i benefici di queste soluzioni e si sono dimostrati determinati ed interessati ad investirci. È solo una questione di volontà.

La situazione è migliore nel settore delle aziende private?

Sì, nel comparto privato l’Italia ha una posizione significativa in quest’area di innovazione, e in parte, questo è legato anche al forte ruolo di driver dell’innovazione che BravoSolution ha svolto negli ultimi 10 anni e alla nostra capacità di creare il mercato e di fare cultura: il cambiamento richiede un lavoro quotidiano di adattamento e rimozione degli ostacoli al nuovo. Alcuni settori si sono mostrati particolarmente ricettivi in questo senso, ad esempio l’edilizia, dove le aziende italiane sono molto più avanti rispetto a quelle inglesi e anche americane.

Siamo riusciti a diventare un punto di riferimento perché le aziende verificano i benefici ottenuti, in termini efficienza del processo e di razionalizzazione della spesa, riducendo sprechi e inefficienze, aspetto che negli ultimi anni è diventato pregnante.

DA SAPERE

Acquisti telematici per oltre 10 miliardi di euro

I Giochi Olimpici del 2012 prevedono una spesa per la Pubblica Amministrazione stimata in oltre 10,3 miliardi di euro, interamente veicolata per via telematica attraverso appalti online. Sono oltre 20.000 i fornitori abilitati all’utilizzo della piattaforma tecnologica fornita dalla società italiana BravoSolution e accessibile da un portale dedicato. Per lo svolgimento delle gare, a Londra è stato realizzato un nuovo Villaggio Olimpico con alloggi per 23.000 atleti, completo di ristoranti, negozi, centro sanitario, che dopo i Giochi verrà riconvertito in 2.800 unità abitative. Tra gli altri impianti, sono stati realizzati anche un nuovo stadio da 55.000 posti, l’Acquatic Center e uno Stadio per il basket con capacità di 12.000 persone. Le gare d’appalto online sono state utilizzate anche per le infrastrutture, ad esempio per la costruzione di rampe autostradali, e per acquisti di tutto il materiale e i servizi necessari per l’evento, come l’abbigliamento degli atleti, le pulizie e i servizi di traduzione. La spesa per l’evento viene gestita essenzialmente dall’Olympic Delivery Authority (ODA), ente responsabile della progettazione e costruzione, di edifici e infrastrutture e che, dopo i Giochi, si occuperà di gestire la riconversione, dal London Organising Committee for the Olympic Games (LOCOG), struttura responsabile di tutti gli aspetti di accoglienza relative ai giochi (e quindi di tutti relative approvvigionamenti quali servizi di trasporto, cibo, assicurazioni…) e dai principali General Contractor incaricati della realizzazione dei progetti strategici, quale l’Acquatic Center. Il portale consente ai potenziali fornitori di vedere le gare pianificate, di registrarsi per segnalare il proprio interesse, e di gestire l’intero processo di gara, dalla condivisione di tutta la documentazione fino alla raccolta delle offerte, all’assegnazione e alla pubblicazione dell’esito delle gare. Una volta conclusi i Giochi, anche le gare per riconversione verranno gestite tramite il portale.

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