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SMART WORKING

Talent e tablet management per Coca-Cola. Lo smartworking inizia dalla formazione

Oltre 2000 dipendenti di cui 1400 nella forza vendita: usano iPad e sono supportati da un sistema di e-learning in cloud. Il successo del brand non si deve solo alla nota bevanda ma a un innovativo modello di business, incentrato sui market developer che escono dalla Sales Academy e programmi di training continui

22 Mag 2015

Laura Zanotti

La bevanda più famosa del mondo nel nostro Paese è prodotta e distribuita da Coca Cola HBC Italia, società che insieme ad altre 27 country del gruppo Coca-Cola Hellenic Group, serve oltre 581milioni di clienti nell’area euroasiatica.

In dettaglio, Coca-Cola HBC Italia produce, vende e distribuisce un portafoglio di prodotti che oltre a Coca-Cola, Coca-Cola Zero e Coca-Cola light comprende Fanta, Sprite, Powerade e Burn, marchi locali come i succhi Amita, le acque Lilia e Sveva, i marchi licenziati da altre società come Nestea e Illy issimo.

L’head quarter si trova a Milano mentre gli impianti di produzione e imbottigliamento sono 5, a Nogara (Verona), Oricola (L’Aquila) e Marcianise (Caserta) a cui si aggiungono gli impianti associati alle due fonti d’acqua a Rionero e Monticchio, nei pressi di Potenza. Il magazzino è a Buccinasco, centro logistico affiancato da una rete di outsourcer nazionali che supportano l’attività distributiva, garantendo così la massima capillarità del servizio su tutto il territorio.

La sales force diventa sempre più smart

Coca-Cola HBC Italia conta al suo attivo più di 2000 addetti, di cui oltre 1.400 operanti nella forza vendita. La struttura commerciale rappresenta un modello di eccellenza in Italia, con un’evoluzione del venditore a Market Developer.

Per raggiungere gli obiettivi di vendita e profittabilità, infatti, la relazione commerciale e massimamente customer centrica, supportata da uno smart working di nuova generazione. Uno dei passaggi chiave di questa trasformazione è un Enterprise Mobility Management evoluto, dove smartphone e iPad contribuiscono a rendere ancora più efficienti le attività di front end.

Grazie all’utilizzo dei tablet, integrati all’ERP aziendale SAP centralizzato in Austria, infatti, la sales force non gestisce solo gli ordini ma risolve il visual merchandising, curando l’attivazione dei punti vendita, l’esposizione dei prodotti, le promozioni e le negoziazioni, garantendo così che il prodotto sia sempre disponibile al consumatore e conforme ai più elevati standard qualitativi.

«La forza vendita prima gestiva prevalentemente la raccolta ordini sul territorio – racconta Alfonso Venturelli, Country Service Desk Manager Coca-Cola HBC Italia -. Il passaggio dai laptop agli iPad ha inaugurato nuovi orizzonti di servizio. La possibilità di fotografare le testate e le penisole, ad esempio, e l’integrazione al gestionale, consentono di supportare tutte le attività di visual merchandising e di confrontare e coordinare le informazioni sul punto vendita rispetto alla gestione degli sconti e delle promozioni, comunicando in tempo reale queste ed altre informazioni con la sede centrale».

In un’ottica di Unified Communicatione Collaboration la smart mobility non è stata solo una scelta legata all’ergonomia dei tablet e all’evoluzione digitale della gestione ordini ma anche e soprattutto una risorsa preziosa a supporto di nuove strategie di business all’insegna del time to market. La mission? Evitare l’out of stock e garantire ai consumatori la massima varietà di scelta.

L’attenzione all’innovazione e agli strumenti di supporto alla produttività individuale da parte della direzione, infatti, è molto alta.

La formazione al centro della relazione e del business

«La formazione è un punto cardine per lo sviluppo del business – sottolinea Venturelli -. Abbiamo costituito a questo proposito una Sales Academy dedicata dove investiamo nel talent management e in attività di training mirate. La formazione per noi è un asset fondamentale dello sviluppo professionale ma anche una risorsa preziosa a supporto del change management».

Utilizzare l’e-learning per gestire il cambiamento è stata infatti la scelta che ha spinto alla fine dell’anno scorso la direzione italiana a impostare la conversione di tutto il personale nel passaggio da Lotus a Office 365. La migrazione, infatti, è stata decisa a livello Corporate e portata avanti nella maggior parte delle country tramite un sistema tradizionale di formazione in aula.

Come passare da Lotus a Office 365 in poco più di due mesi

«L’Italia ha una logistica molto particolare – spiega Venturelli – e organizzare un modello formativo richiamando centinaia di operatori distribuiti su tutto il territorio in sede oppure organizzare eventi formativi sul territorio tramite slide di presentazione non era un modello efficiente in termini di costi ma anche e soprattutto di razionalizzazione del tempo.

Cercavamo una soluzione innovativa per formare tutto il personale. Con il nostro parter tecnologico, NPO Sistemi, abbiamo deciso di optare per un programma di formazione a distanza erogata in cloud. Attraverso la piattaforma Training Forge del partner, siamo riusciti in soli due mesi e mezzo a completare il programma di formazione, consentendo massima libertà nelle tempistiche di fruizione dei contenuti agli utenti, riducendo al minimo l’impatto sulla loro attività professionale».

NPO Sistemi, già referente per le attività di help desk di primo livello e per il rool out di nuovi progetti e il supporto on site ha sviluppato 14 video per un totale di 114 minuti formativi, erogati a 250 utenti alla settimana. La reportistica di dettaglio in merito alle statistiche di permanenza e di interazione sono state condivise settimanalmente con il management, in modo da monitorare lo stato di avanzamento del training.

«Capitalizzando questi contenuti abbiamo deciso di sposare una formula di hybrid cloud – prosegue Venturelli – in modo da rendere disponibile anche ai dipendenti neoassunti il patrimonio formativo che andremo progressivamente a integrare con lo sviluppo di nuovi programmi di training».

Un’evoluzione aziendale a favore del coworking e del teleworking

Con il 60% dei dipendenti Coca-Cola HBC Italia distribuiti sul territorio e un cambiamento profondo delle abitudini dei lavoratori la direzione italiana sta compiendo un passo importante rispetto al concetto di spazio-ufficio.

«Le persone che lavorano in mobilità crescono a livello incrementale – conclude Venturelli – molto spesso avevamo scrivanie vuote e persone attive a distanza. Per questo motivo abbiamo allestito la nuova sede secondo un modello di smartworking all’insegna di una maggior efficienza, eliminando il concetto di scrivania personale e di postazione fissa, favorendo il teleworking e la Unified Communication and Collaboration ad alta integrazione. La digitalizzazione ha cambiato profondamente la cultura del personale aziendale e l’organizzazione del lavoro sta cambiando profondamente, a vantaggio della qualità».

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