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Interviste

SAP, a Cernobbio le “istruzioni per l’uso” della trasformazione digitale

Oltre 130 top manager e imprenditori dei principali clienti all’Executive Summit 2016 del fornitore. Premiate Acea, Ferrero e Ferrovie dello Stato. «Retail, Fashion e Utility i settori più attivi», ci spiega l’Amministratore Delegato Luisa Arienti. «Ora è decisivo far dialogare CIO e C-Level»

16 Mar 2016

Daniele Lazzarin

Luisa Arienti, AD di SAP, con Andrea Bignami di SkyTG24 al SAP Executive Summit 2016Oltre 130 top manager e imprenditori delle più importanti imprese italiane sono intervenuti nei giorni scorsi all’undicesima edizione del SAP Executive Summit, l’evento esclusivo riservato dal fornitore ai suoi principali clienti e tenutosi alla Villa d’Este di Cernobbio. La due-giorni – a cui hanno partecipato tra l’altro il numero uno mondiale di SAP, Bill McDermott, e il Governatore della Lombardia Roberto Maroni – si è aperta con cinque working session parallele sui temi Digital Core (come abilitare la trasformazione digitale in azienda), Digital Finance, Customer Experience, Business Networks (come digitalizzare i processi), e Workforce Engagement.

Tra gli altri appuntamenti poi c’è stata una tavola rotonda tra CEO, con Aldo Bisio di Vodafone Italia, Pietro Cassani di Gruppo Sacmi, Alessandro Foti di Fineco Bank, Barbara Morgante di Trenitalia, e Andrea Dell’Orto dell’Autodromo di Monza (nonché vicepresidente di Assolombarda). E anche una sessione plenaria che ha visto protagonisti il genetista Massimo Delledonne, che ha parlato degli impatti della mappatura del DNA sulla vita quotidiana, l’architetto Stefano Boeri, progettista del Bosco Verticale a Milano, e l’esperto di cybersecurity Michel van Eeten della Delft University of Technology.

La Trasformazione digitale è stata il tema portante dell’intero evento, come ci ha spiegato Luisa Arienti, Amministratore Delegato di SAP Italia. «L’anno scorso qui a Cernobbio abbiamo parlato dello scenario che crea la necessità di una digital transformation, quest’anno abbiamo già potuto parlare di “come” farla, cioè di best practice e primi esempi concreti».

«In Italia progetti unici a livello europeo». I casi Trenitalia e Acea

L’Italia è spesso in fondo alle classifiche di competitività: pochi giorni fa per esempio il Desi (digital economy and society index) anche per il 2015 ha confermato per il nostro Paese il 25° posto nella UE, davanti solo a Grecia, Bulgaria e Romania. Ma dal punto di vista di SAP la situazione è ben diversa, continua Arienti: «Abbiamo progetti che rappresentano unicità a livello europeo, per esempio quello di Trenitalia per la manutenzione preventiva dei treni, che si aspetta riduzioni di costi dell’8% ma è fondamentale anche in termini di livello di servizio al cittadino: vengono da tutta Europa per approfondire questo progetto, sia in termini di tecnologie – che di fatto sono Internet of Things e analisi dei Big Data – che di impatti sui processi».

In generale nel 2015 dal punto di vista di SAP i settori più attivi sul fronte della digital transformation in Italia sono stati Retail, Fashion e Utility. «In campo utility Acea è un altro caso esemplare», spiega Arienti. In effetti il Gruppo Acea è stato premiato al Summit di Cernobbio con il SAP Innovation Award – riconoscimento per il progetto più innovativo dell’anno su soluzioni SAP – e anche con uno dei SAP Quality Award, che premiano la qualità di conduzione del progetto (gli altri sono andati a Ferrero, per un sistema di Social CRM, e a Ferrovie dello Stato per il ridisegno del portale di logistica).

L’obiettivo di Acea è diventare la prima multi-utility interamente digitale, ha spiegato a Cernobbio Alberto Irace, Amministratore Delegato del gruppo: «Stiamo vivendo una profonda trasformazione, con l’aspirazione di superare culture tipiche dei monopolisti, di solito poco inclini all’innovazione e a trasferire ai clienti i benefici della tecnologia». Il progetto coinvolge tutte le attività del Gruppo, e prevede la conversione sulla piattaforma SAP Hana di tutte le aree funzionali grazie a 12 moduli tra cui ERP, sistema di fatturazione, CRM, gestione HR e acquisti, e Work Force Management.

«È un progetto che in soli due anni sta trasformando radicalmente non solo i sistemi, ma anche i processi e l’approccio delle persone alle attività in tutta l’azienda – ha sottolineato Arienti -. La leadership e vision del vertice aziendale, associata a pragmatismo e determinazione, è stata un ingrediente decisivo. Credo che in Italia abbiamo tanti leader di questo tipo, imprenditori o manager: ci sono queste capacità e occorre metterle in condizione di esprimersi».

Un centro di eccellenza europeo per il Fashion

Passando al Fashion, «con realtà come Calzedonia, Valentino, Armani, stiamo facendo cose importanti, ma anche con altri di dimensioni medie, come Allegri, tanto che la corporation ci ha chiesto di creare un centro di eccellenza specializzato su questo settore, che in SAP farà da riferimento per il Fashion in tutta Europa».

Si tratta, continua Arienti, di un settore in grande movimento, soprattutto su aspetti estremamente critici in chiave di trasformazione digitale, come l’interazione con il cliente o l’organizzazione della catena logistica: aree in cui SAP ha recentemente reinvestito con FMS, Fashion Management Solution, un progetto internazionale di co-innovazione con Adidas e altri clienti tra cui un italiano, Armani.

«Stiamo lavorando anche nella fascia delle PMI, le piccole e medie imprese, soprattutto con le cosiddette “multinazionali tascabili”, medie industrie che hanno una decisa strategia di internazionalizzazione. Un paio di casi sono Rainbow (cartoni animati, ne abbiamo parlato in dettaglio in un’intervista con il CFO) e Comestero Sistemi (impiantistica), che ha adottato Business One su Hana soprattutto per un’esigenza logistica di gestione dei picchi di spedizioni marittime, e dei relativi imprevisti, come guasti e ostacoli naturali, con definizione immediata delle rotte alternative».

«Il digitale non è dare un tablet o uno smartphone a tutti»

Nella trasformazione digitale, sottolinea Arienti, il rapporto tra il CIO e i loro colleghi a capo delle business line, i cosiddetti C-Level (Chief Marketing, Chief Finance, Chief Production, eccetera) è un altro nodo decisivo.

«I CIO rimangono i nostri interlocutori storici, ma il digitale ha cambiato completamente la prospettiva e per loro è diventato vitale migliorare la comunicazione con le altre funzioni aziendali e il CEO». Quel che chiedono i CEO o i C-level, spiega l’amministratore delegato di SAP Italia, è capire come realizzare con il digitale gli obiettivi di business che hanno in mente, ed essere informati in tempo reale su ciò che succede in azienda, nel settore e nel mondo. «Ma molti di loro in un primo tempo erano convinti che la trasformazione digitale fosse dare tablet o smartphone a tutti, e che chiunque potesse mettere in piedi sistemi informativi di business, magari in Cloud, tagliando fuori la funzione IT».

«Poi è venuto fuori drammaticamente che non si può far nulla di buono con un sistema non integrato con il resto dell’azienda, anche se il sistema preso da solo è eccezionale. Non serve per esempio generare domanda se poi questa non è incanalata come flusso di ordini in un ciclo strutturato e integrato con il resto delle attività. Per cui abbiamo investito molto in un lavoro di “mediazione”, per intensificare e rendere sistematico il dialogo tra CIO e C-Level». Un lavoro che si è tradotto anche nello sviluppo di soluzioni che producano esattamente le informazioni di cui i C-Level hanno bisogno, conclude Arienti: «SAP è ormai oltre l’ERP, molti CEO restano stupiti quando dico che il 60% del fatturato di SAP in Italia, e l’80% in USA e molti paesi europei, non è riconducibile all’ERP, ma alla piattaforma in-memory Hana, e a soluzioni Mobile, analitycs e Cloud».

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