E-Health

Sanità digitale: le quattro direttrici del Piano di Colao e Speranza con i fondi PNRR

La digitalizzazione del sistema sanitario italiano non è più rinviabile. Tra gli interventi per il 2022, illustrati dai due ministri Speranza e Colao, rientrano la creazione del Fascicolo sanitario elettronico e della Piattaforma di Telemedicina Nazionale, che sfrutteranno database interconnessi e applicazioni di Intelligenza Artificiale

11 Gen 2022

Patrizia Licata

Per l’Italia è il momento di passare all’azione sull’e-Health con i fondi del PNRR. I ministri della Transizione digitale e della Salute illustrano gli interventi per il 2022, dal Fascicolo sanitario elettronico alla Piattaforma di Telemedicina Nazionale ai servizi. Alla base ci sono i dati, gli standard e l’orchestrazione. Perché la sanità digitale sia eccellenza in tutto il Paese.

La variante Omicron del Covid-19 ha messo di nuovo in evidenza come senza una sanità pubblica efficiente non si possano gestire le emergenze. È nella speranza di tutti che le pandemie rappresentino una drammatica eccezione, ma se l’Italia vuole davvero diventare un Paese “migliore”, non solo in termini di prosperità economica ma di pari opportunità e benessere del cittadino, allora la digitalizzazione del sistema sanitario non è più rinviabile. Anche perché i fondi ci sono – grazie al piano di ripresa europeo Next Generation EU – e il progetto di attuazione italiano è stato messo nero su bianco nel PNRR, dove il nostro governo ha stanziato oltre 2 miliardi per la sanità digitale. Nel 2022 il Piano per l’e-Health prevede quattro iniziative, come hanno illustrato Vittorio Colao, ministro della Transizione digitale, e Roberto Speranza, ministro della Salute, in un articolo sul Corriere della Sera.

Database interconnessi e Intelligenza Artificiale al cuore della sanità 4.0

Al centro della strategia del PNRR per il sistema sanitario c’è il dato digitale e la sua condivisione al fine di rendere omogenei sul territorio gli standard di cura. «Vogliamo non veder più pazienti che si muovono tra strutture sanitarie con faldoni di referti o referti scomparsi al cambio di residenza da una Regione all’altra – scrivono Colao e Speranza -. E soprattutto possiamo costruire una sanità digitale che migliori il processo di cura e assistenza, monitori in tempo reale dei parametri vitali, arrivi in territori non urbani con la televisita, permetta il consulto di specialisti ovunque essi siano, riduca le ospedalizzazioni o lunghe attese e ricordi ai pazienti direttamente sul loro cellulare le terapie da seguire o gli screening raccomandati».

INFOGRAFICA
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Big Data
Digital Transformation

Roberto Speranza

Ministro della Salute

«Con basi dati interconnesse e applicazioni di Intelligenza Artificiale potremo migliorare la vita dei pazienti e il lavoro di medici e ricercatori –  proseguono i due ministri -. Per tutto ciò, occorre meglio raccogliere, strutturare, analizzare e condividere – in sicurezza e nel rispetto della privacy – le nostre informazioni cliniche e abilitare prestazioni avanzate anche da remoto».

Vittorio Colao

Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale

Le norme sulla Sanità Digitale verranno presentate con il prossimo DL PNRR. Ecco le quattro iniziative per il 2022 illustrate da Colao e Speranza.

Il Fascicolo Sanitario Elettronico

Per prevenire e curare serve conoscere come sta una persona e quindi averne i dati clinici raccolti in un’unica cartella digitale: il Fascicolo Sanitario Elettronico. Nel 2021 il governo ha approvato un programma che prevede di omogeneizzare le modalità con cui vengono raccolti i dati sul territorio nazionale (unificando i Data models) e di creare un’architettura sicura a livello sia Regionale sia Nazionale. I contributi PNRR verranno utilizzati per arricchire e armonizzare i Fascicoli Sanitari Regionali, collegare le infrastrutture tra loro e per realizzare le componenti centrali per la ricerca e le politiche sanitarie. Le gare per le infrastrutture partiranno in primavera. Da giugno ogni Regione conoscerà le linee guida stabilite e come intervenire per disporre dei fondi PNRR.

La Piattaforma di Telemedicina Nazionale

La disponibilità di Fascicoli individuali interamente digitalizzati permetterà di gestire la domanda e l’offerta di servizi sanitari da remoto. Con il PNRR il governo finanzierà la Piattaforma di Telemedicina Nazionale con cui tutte le strutture sanitarie d’Italia potranno offrire le soluzioni di televisita, telemonitoraggio etc, secondo regole e interfacce aperte. La creazione di questa infrastruttura partirà tra poche settimane con la creazione di un partenariato pubblico privato. La piattaforma garantirà omogeneità di identificazione, sicurezza, pagamenti, analisi statistiche e gestione dei flussi di dati.

I servizi e le Regioni apripista

Il PNRR finanzierà l’adozione dei servizi di telemedicina “da identificarsi tra le migliori soluzioni disponibili”. Alcune Regioni che si sono portate avanti nella sperimentazione della telemedicina qualificheranno diversi fornitori, attraverso bandi di gara, che rispondano alle caratteristiche necessarie per connettersi alla Piattaforma Nazionale. In questa maniera soluzioni di successo adottate in una regione potranno scalare su base nazionale, se altre regioni la selezioneranno. I contributi PNRR andranno alle Regioni che utilizzeranno le soluzioni selezionate. Queste gare partiranno entro l’estate.

Standard e competenze per la sanità digitale

Molti paesi europei hanno istituito Agenzie specifiche per far sì che tutti i sistemi adottino standard predefiniti, per governare le architetture informatiche e per gestire in sicurezza i dati sanitari. L’Italia sta avviando un’iniziativa simile, affidando ad AGENAS il presidio e l’orchestrazione della digitalizzazione della sanità. Gli esperti impiegati sono alcune decine di persone a livello centrale, ma risorse con competenze per l’e-Health dovranno essere replicate a livello Regionale.

Il primo ostacolo alla Sanità Digitale in Italia non è tecnologico

Gli ostacoli da superare sono sostanzialmente due: la complessità realizzativa attraverso 21 Regioni e province autonome e la legacy informatica e di processo a livello di aziende sanitarie. «Il PNRR fornisce i fondi necessari per affrontare la seconda, ma la vera sfida che vogliamo vincere è la prima – concludono Colao e Speranza -. Collaborando con obiettivi temporali condivisi e cogenti con le Regioni, eliminando duplicazioni e disomogeneità anacronistiche, replicando e condividendo il più possibile modelli operativi Regionali di successo». L’obiettivo è che l’e-Health sia non solo un’eccellenza ma un’eccellenza di scala nazionale.

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