PNRR e appalti pubblici: la riforma Recovery Procurement Platform

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PNRR e appalti pubblici: il ruolo del digitale e la riforma Recovery Procurement Platform

Snellire le normative e digitalizzare le procedure della PA sono due obiettivi contenuti all’interno del PNRR. Tre le dimensioni su cui si lavorerà con la Recovery Procurement Platform: attività di formazione e supporto, definizione degli strumenti di acquisto avanzati e azioni mirate all’evoluzione del sistema nazionale di eProcurement

21 Giu 2021

Simona Politini

Come spiegato nel PNRR, la riforma che prende il nome di Recovery Procurement Platform si pone l’obiettivo di modernizzare il sistema nazionale degli appalti pubblici per il sostegno delle politiche di sviluppo, attraverso la digitalizzazione e il rafforzamento della capacità amministrativa delle amministrazioni aggiudicatrici.

Le tre azioni previste nel Recovery Procurement Platform

Tre sono le tipologie di azioni previste dalla riforma: attività di formazione e supporto; definizione degli strumenti di acquisto avanzati; azioni mirate all’evoluzione del sistema nazionale di eProcurement. Vediamole più nel dettaglio.

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Formazione

Il Recovery Procurement Platform prevede un intenso programma di informazione, formazione e tutoraggio svolto da personale specializzato nella gestione delle procedure di acquisto in modalità digitale e nell’utilizzo di strumenti avanzati di acquisto e negoziazione. In particolare, le attività previste sono, fra le altre: sessioni di formazione a diversi livelli; tutoraggio specializzato per accompagnare le PA nell’acquisizione delle competenze tecnico/funzionali necessarie all’utilizzo della piattaforma di e-Procurement e alla digitalizzazione delle procedure di acquisto; produzione di guide operative, video dimostrativi e altri materiali di supporto sulle principali attività da svolgere sulla piattaforma.

Definizione degli strumenti di acquisto

Per quanto riguarda la definizione degli strumenti di acquisto avanzati Consip avrà un ruolo centrale: utilizzerà infatti le sue competenze tecniche per svolgere tutte le attività necessarie alla realizzazione, gestione e supporto nell’utilizzo dei contratti, tra cui la valutazione dei bisogni, la pianificazione delle procedure, la preparazione della documentazione di gara, la gestione dei contratti.

Evoluzione del sistema nazionale di eProcurement

Infine, si lavorerà sull’evoluzione del sistema nazionale di eProcurement, attraverso la digitalizzazione end-to-end dei processi di approvvigionamento pubblico. Diversi sono i progetti messi in campo in questo ambito: Smart Procurement – digitalizzazione completa delle procedure di acquisto, dalla valutazione delle esigenze fino all’esecuzione del contratto; interoperabilità del Sistema eProc con i sistemi gestionali delle PA, degli Operatori Economici (OE) e degli altri soggetti coinvolti nei processi di approvvigionamento pubblico; CRM evoluto con funzioni di chatbot, digital engagement, knowledge management, e-learning e social collaboration per i servizi di informazione, formazione e supporto agli utenti; Intelligenza Artificiale/Machine learning per l’osservazione e l’analisi delle tendenze nell’uso degli strumenti di acquisto, delle dinamiche di mercato e di spesa e dei comportamenti di PA e OE; sessioni d’asta digitali; “status chain” per le attività di verifica e audit dei processi di e-Procurement attraverso l’uso della tecnologia blockchain.

Procurement più veloce per acquistare i servizi ICT

Va da sé che per attuare la digitalizzazione della PA occorre naturalmente acquistare servizi ICT sui quali costruire tutta l’impalcatura tecnologica da gestire. Attualmente, l’acquisto di servizi ICT comporta dispendio di tempo e risorse per gli attori soggetti al “codice degli appalti”. Per semplificare e velocizzare questo processo saranno effettuate tre azioni. Innanzitutto, sarà creata una “white list” di fornitori certificati. In seconda battuta, sarà creato un percorso di “fast track” per gli acquisiti ICT, adottando un approccio semplificato per gli acquisti in ambito PNRR. In ultimo, queste azioni normative saranno accompagnate dalla creazione di un servizio che includa la lista dei fornitori certificati e consenta una selezione/comparazione veloce e intuitiva.

PNRR e appalti pubblici: è tempo di rilanciare l’attività edilizia

Secondo quanto previsto dal PNRR, oltre alla digitalizzazione c’è poi anche un’altra dimensione da portare avanti: la semplificazione delle norme in materia di appalti pubblici, che è alla base del rilancio dell’attività edilizia e della realizzazione efficiente delle infrastrutture. Semplificare pianificazione, programmazione, progettazione e affidamento degli appalti pubblici secondo quanto prevede il Piano vuol dire andare ad agire sul numero di norme, che devono essere ridotte, così come deve essere rivisto il numero delle stazioni appaltanti, puntando sul rinnovo del sistema di qualificazione delle amministrazioni aggiudicatrici.

Nella ripartenza dell’Italia un ruolo prioritario è dato, infatti, alle grandi opere pubbliche, 57 per l’esattezza, da tempo bloccate a causa di ritardi legati alle fasi progettuali ed esecutive e alla complessità delle procedure amministrative, per un valore complessivo di 82,7 miliardi di euro. Sono sufficienti questi numeri per comprendere il livello di impegno richiesto alla Pubblica Amministrazione per gestire al meglio il processo di procurement negli appalti pubblici, che ovviamente non riguardano unicamente l’attività edilizia e di messa in opera delle infrastrutture, ma l’approvvigionamento di tutti i beni e servizi necessari per portare avanti il Paese. A tal fine, semplificazione delle norme e digitalizzazione rappresentano le azioni da intraprendere per una PA sempre più efficiente e in grado di rispondere velocemente alle nuove esigenze.

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