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gestione documentale

OnBase alla conquista dell’Europa

Il software di Content Management dell’americana Hyland raccoglie consensi crescenti al di fuori degli Stati Uniti, in particolare nel Vecchio Continente: «Ora le vendite all’estero sono il 13%, ma l’obiettivo è di arrivare al 30% in 3-4 anni», rivela il Vice President, Ed McQuiston, in viaggio in Italia per incontrare i partner

06 Giu 2014

Manuela Gianni

E’ del 30% all’anno il ritmo di crescita al di fuori degli Stati Uniti di Hyland, la software house che sviluppa e distribuisce in tutto il mondo la soluzione di Content Management OnBase e che per il mercato Europeo, in particolare, ha messo in campo ambiziosi piani di espansione. Una crescita che va di pari passo con le esigenze di dematerializzazione dei documenti e dei processi, oggi una priorità per tutte le aziende. OnBase consente infatti di ricercare, aggiornare e approvare documenti, compilare moduli o caricare immagini, in modo flessibile e personalizzabile, per piccoli processi o per tutte le informazioni dell’organizzazione.

Quella di Hyland, nata nel 91 in Ohio, è una storia imprenditoriale di successo, come abbiamo avuto modo di ascoltare da Ed McQuiston, Vice President, Gobal Sales, in occasione di una sua recente visita a Milano nell’ambito di un tour europeo mirato proprio a incontrare e riorganizzare la rete dei partner, considerati un punto nevralgico della strategia.

Oggi la società è una piccola multinazionale da 1600 dipendenti, presente nel quadrante leader nell’ECM di Gartner (insieme a IBM, Microsoft, EMC, OpenText) e considerata da Fortune una delle 100 migliori aziende dove lavorare, con 12mila clienti in 61 Paesi. E’ tra le società americane private con la più rapida crescita: +77% nel periodo 2009-2012, con 600 nuove assunzioni, e 200 nuovi clienti ogni anno. Propone una soluzione fra le più ampie e flessibili sul mercato, sia on premise sia – già da 10 anni – in Cloud: allo scopo, dispone di diversi data center in tutto il mondo, fra cui Amsterdam e Londra in Europa.

La sfida ora è estendere fuori dagli USA questo successo.

«Al momento le vendite fuori dagli Usa sono il 13%, ma l’obiettivo è di arrivare al 30% in 3-4 anni – rivela McQuiston -. La domanda è fortissima: per molti anni il punto di partenza è stato lo scanning della carta, con un focus sull’archiviazione di documenti e il restore, ma ora si parte da un contenuto elettronico per realizzare processi interamente digitali. Il nostro software è completamente integrato con i principali ERP e l’esperienza che offriamo ai clienti è tale che un utente di SAP o Oracle non realizza nemmeno che sta usando un software diverso».

Le soluzioni Electronic Medical Record (EMR) per il settore Healthcare sono il cavallo di battaglia della società, che negli Usa fornisce a numerose aziende ospedaliere lo strumento che consolida i diversi documenti relativi ai pazienti in un unico sistema, accessibile anche in mobilità, agevolando così le attività dei sanitari e ottimizzando le risorse IT.

Altri ambiti in cui il software è utilizzato sono quelli dell’istruzione, della PA, assicurazioni e finanza, retail e manifatturiero.

Naturalmente Hyland non sta trascurando le esigenze di mobilità: la soluzione è disponibile anche sui principali tablet e smartphone.

«Per noi non è importante solo la tecnologia, ma soprattutto il servizio ai clienti – puntualizza il manager -: molto raramente un cliente è insoddisfatto, e questo è il motivo del nostro successo. Investiamo molto nella formazione dei partner e nel supporto: ad esempio, abbiamo creato user group verticali per permettere di collaborare e risolvere rapidamente i problemi».

In Europa la società ha circa 40 partner. In Italia, in particolare operano Reply, Hewlett Packard, OmniaGroup, Consulthink, Alis Consulting e Asterion. La soluzione è scalabile e adatta anche ad aziende medio piccole, a partire da 15-30 postazioni.

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