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Tablet sul campo

L’esperienza di chi usa l’iPad per la propria professione

Il tablet viene sempre più utilizzato come uno strumento di lavoro dal quale ci si separa a fatica. I consigli, i suggerimenti (e le critiche) di avvocati e commercialisti.

01 Lug 2012

Alessandro Longo

L’App Store di Apple trabocca di applicazioni iPad pensate per i professionisti. Segno che i tablet hanno smesso di essere considerati meri strumenti “consumer”, da usare nel tempo libero o comunque per lavori poco impegnativi (quando non si può usare il PC).

La tendenza è ormai globale: Forrester Research, in un rapporto di fine aprile, stima che andrà al pubblico business un terzo dei 375 milioni venduti nel 2016.

Emblematica l’esperienza di Guido Scorza, avvocato esperto di diritto e nuove tecnologie: “ho comprato l’iPad, ancor prima che arrivasse sul mercato italiano, considerandolo un gadget tecnologico, nel quale avrei investito un po’ del mio tempo libero. Ma nel corso dei mesi mi sono ricreduto e oggi l’iPad si è trasformato in uno strumento di lavoro, dal quale mi separo a fatica. È diventato la mia borsa, la mia agenda ed il mio PC da viaggio”.

Il suo percorso è comune a molti professionisti. Tuttavia, c’è spazio anche per le critiche: secondo alcuni di loro, tra cui lo stesso Scorza, le app business per iPad non sono perfette. E quindi l’uso più comune dell’iPad, anche da parte del professionista, è come mero sostituto del computer. Facciamo un quadro.

Applicazioni per avvocati
Le applicazioni pensate per gli avvocati sono, per esempio, quelle che contengono norme (leggi italiani, codice della strada, dell’edilizia, degli appalti, leggi speciali) e la giurisprudenza (qualche migliaia di massime), gratis o con un modello freemium e un aggiornamento periodico (tre-quattro volte l’anno).

Tra gli editori di queste app ci sono Wolters Kluwer Italia, Giuffrè, Maggioli, Simone, Intermundia, Ad Maiora Studio.  L’applicazione “I Codici Cedam” ad esempio permette di consultare anche senza connessione Internet la Costituzione, i 4 Codici e le relative disposizioni di attuazione.

Altre app danno accesso diretto alle notizie dei siti o dei quotidiani cartacei potenzialmente interessanti per gli avvocati (come Il Sole 24 Ore o Quotidiano Giuridico).

Nel mondo delle app ci sono anche gli strumenti: per calcolare interessi, termini, la parcella, curare l’agenda legale (iAgenda, iLawyers, iLegale…). Ma anche per collegarsi al software legale (Kleos, iStudio). Tra gli editori: Giuffè, Wolters Kluwer Italia, Il Sole 24 Ore.

“L’iPad ha qualche buona raccolta di codici e leggi anche se nessuna, sin qui, brilla per ritmo di aggiornamento e usabilità”­, dice Scorza. Quali sono quindi le app che usa di più? “Quelle che consentono di leggere, evidenziare, sottolineare i documenti in PDF: come iAnnotate. Tutte le app per l’universo social e moltissimi reader di feed. Qualche buona soluzione per sfogliare – come fosse un giornale – i contenuti pubblicati dai miei contatti su Twitter e Facebook: Flipboard, ad esempio”.

“Non potrei, inoltre, fare a meno della mia edicola attraverso la quale sono tornato a leggere i giornali, di Skype, di Page per modificare ed editare i miei documenti. E delle app che facilitano i miei frequentissimi spostamenti, consentendomi di prenotare viaggi i treno, aereo ed alberghi”, continua Scorza. Critica il mancato supporto di iPad al Flash: “a volte sono costretto a tornare al PC solo perché alcuni contenuti, in Flash, non sono visualizzabili su iPad”.

In linea con questo è l’utilizzo che fa Ernesto Belisario, un altro avvocato esperto del settore tecnologico: “le app che utilizzo di più su iPad sono quelle che mi consentono di lavorare ovunque senza aprire il PC. Quindi Dropbox, Pages, iAnnotate, Dragon per il riconoscimento vocale, Flipboard e altre”.

Applicazioni per commercialisti
“L’iPad? Lo utilizzo soprattutto per formazione e studio: leggere giornali, blog economici, accedere a banche dati, scrivere appunti e articoli, confrontarsi sui social con professori, consulenti”, dice Andrea Arrigo Panato, commercialista. Il suo studio ha fatto avanguardia nell’uso dei blog e dei social network (che utilizza anche per entrare in contatto con studenti e potenziali praticanti).

Le principali app usate sono quindi quelle dei social network, delle riviste, banche dati, Skype, Dropbox, Flipboard. “Mi trovo molto bene, ormai è uno strumento indispensabile per studiare e comunicare. Mi permette di ottimizzare i tempi”. Le app con leggi, citate sopra, sarebbero utili tuttavia anche per i commercialisti.

A ciò si aggiungono numerosi strumenti (codice fiscale, visura partita Iva, iDot Com, ravvedimento operoso, 5 per mille, redditometro, ilMU, iFatture, Calcoli Irpes). Si segnalano anche le applicazioni 730, IVA e Unico Persone Fisiche di Ipsoa che permettono di compilare i modelli, salvarli in formato PDF e inviare la dichiarazione al proprio indirizzo email.

App per notai
Anche ai notai potrebbero servire le app con leggi e quelle per le notizie. In più, segnaliamo alcuni strumenti: iRegistro (calcolo usufrutto a vita e a tempo; calcolo rivalutazione rendite catastali e del credito d’imposta); OAPAd (di OA Sistemi) per collegarsi al gestionale Suite Notaro con varie utility e servizi integrati (dati di fatturazione, preventivi…). Sau di Sau Studi e Automazione per i Notai consente invece, tra l’altro, di ricercare nella banca dati fallimenti.

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