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Networking

Da Juniper un laboratorio per il multi-cloud

La società di networking è impegnata nell’aiutare le imprese sui fronti della semplificazione della gestione di ambienti ibridi e multi-cloud con un Lab, ad Amsterdam, dedicato alla prototipazione e servizi per accedere in cloud in modo remoto alle risorse software più avanzate

18 Giu 2018

Piero Todorovich

La complessità dei moderni ambienti IT sta cambiando le necessità delle imprese sul fronte delle reti e della gestione dei servizi. «E’ in atto una vera e propria disruption dell’IT che coinvolge data center, reti e security – spiega Mike Bushong, Vice President enterprise and cloud marketing di Juniper Networks, incontrato pochi giorni fa durante un recente viaggio stampa ai Juniper Networks Lab di Amsterdam. – Un cambiamento che è conseguenza dell’apertura sempre più spinta dei data center ai servizi cloud, quindi all’adozione di sistemi hardware iperconvergenti e scalabili per cloud privati, nonché di nuovi metodi di gestione (Agile, DevOps, ndr) per sfruttare appieno le risorse e ottenere la flessibilità e il time to market dei servizi necessari».

Mike Bushong

Vice President enterprise and cloud marketing di Juniper Networks

Un contesto che ha reso le tradizionali architetture di rete troppo costose e complesse da gestire, creando la necessità di maggiore automazione, unificazione del controllo e della gestione delle policy (sia per i servizi sia per la sicurezza) attraverso tool di orchestrazione dei servizi, capaci di schermare ai team IT la complessità dei sistemi. «Come Juniper vediamo oggi le maggiori opportunità negli ambiti del cloud, distributed cloud e della gestione multi-cloud – continua Bushong -, dove possiamo contare sull’esperienza che abbiamo maturato nelle infrastrutture per aziende telco e service provider (componente storica sulla quale Juniper realizza la gran parte del proprio business, ndr)».

Impegno concretizzato nel marzo scorso con la presentazione della soluzione Contrail Enterprise Multicloud (CEM) dotata delle capacità per operare come orchestratore di cloud multipli, privati e pubblici, oltre che di capacità analitiche avanzate per il monitoraggio e la gestione unificata di carichi di lavoro e delle policy. «Contrail aiuta le imprese che oggi stanno creando cloud privati o che devono collegare in modo sicuro data center e uffici periferici con servizi di cloud pubblico, automatizzando la gestione in logica intent based, ossia sulla base dei requisiti prestazionali e non più a livello di configurazioni», spiega Bushong. Impegno che si collega con la necessità per Juniper di spiegare al mercato le novità dell’approccio alla gestione unificata in ambito multi-cloud e dare supporto agli aggiornamenti e migrazioni dei clienti dagli ambienti legacy. Per dimostrare l’efficacia delle soluzioni nelle reti più complesse e mettere a punto i ‘proof of concept’ (POC) che risolvono aspetti specifici di prestazione e d’integrazione con gli apparati dei clienti, Juniper ha attivato da oltre dieci anni presso la propria sede di Amsterdam il PoC Lab: un data center dedicato alla regione EMEA e supervisionato da uno staff di tecnici che mette a disposizione le componenti più avanzate di hardware e software Juniper, unitamente ad ambienti di test allo stato dell’arte. «Una struttura che vive in diretta le stesse pressioni al cambiamento, migrazioni cloud e multi-cloud dei clienti», spiega Maria Caraballo, J-Labs Director di Juniper Networks.

Maria Caraballo

J-Labs Director di Juniper Networks

Dai tradizionali POC ingegneristici riguardanti networking, security e data center switching, il PoC Lab è oggi passato ad occuparsi delle sperimentazioni che riguardano l’automazione della gestione di ambienti complessi in multinazionali, “test di pre-produzione di ambienti business critical che comprendono l’impiego di cloud pubblici e privati in connessione tra loro”. Il PoC Lab è dedicato ai problemi di elevato valore economico e complessità, operando con un massimo di 150 progetti in contemporanea con durata media di 3 settimane. «In un mese riusciamo ad affrontare i progetti più complessi – precisa Caraballo – Questo grazie al lavoro di raccolta dei requisiti svolto dal nostro staff, quindi preparando i prototipi in tempi ridotti grazie all’automazione, limitando la presenza fisica dei clienti a pochi giorni».

Le attività svolte nel PoC Lab sono in rapido sviluppo, come testimonia l’aumento del 30% dei visitatori alla facility olandese nei primi mesi del 2018 (l’anno scorso sono stati circa 3000). Al di là dei progetti complessi che richiedono interventi nel sito, PoC Lab dà supporto a programmi che mirano a estendere la conoscenza delle nuove tecnologie di rete Juniper a un gran numero di clienti e prospect. «Attivo da un paio d’anni, il programma OpenLab ci permette di raggiungere un pubblico di aziende, startup e innovatori impegnati a sviluppare nuovi servizi – precisa Caraballo – Con OpenLab diamo il supporto necessario per affinare l’esperienza tecnica, attraverso metodi di learning by doing, learning by solving e sfide tipo hackathon». Un ulteriore programma, Juniper Cloud Labs (JCL), permette l’accesso immediato (in cloud) ai tool che servono per costruire e testare ambienti di cloud. «JCL è stato reso accessibile dall’esterno e permette ai clienti di accedere a strumenti di virtual setup e di virtual hardware dalle loro sedi – spiega Caraballo -. E’ nostra intenzione scalare ulteriormente le capacità di JCL in ambito multi-cloud, quindi estendere ulteriormente l’accesso remoto ai tool a un numero ancora maggiore di partner e clienti, al supporto di workshop e altri eventi formativi».

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