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Strategie

Infor, nuova organizzazione per gestire la crescita in Europa e in Italia

La multinazionale ha rivisto a maggio la governance nel Vecchio Continente, ci spiega Laurent Jacquemain, VP Southern Europe, referente ad interim per il mercato italiano, in attesa della nomina di un nuovo manager. Non cambiano le relazioni con i partner attuali. «In Italia, il focus è sui settori dell’automotive, della manifattura e della fornitura di attrezzature, ma vediamo un crescente interesse nel retail, del fashion, del food & beverage e della distribuzione. E il Software as a Service prende sempre più consistenza

14 Set 2016

redazione

Laurent Jacquemain, VP Southern Europe di InforUn nuovo management, un’organizzazione più centralizzata, focus su micro settori verticali, vera specialità dell’offerta di Infor, e un rinnovato impegno sul fronte del Cloud con la partnership con AWS (Amazon Web Services).

È questa la roadmap, spiegata dal manager in un’intervista concessa a Digital4Executive, da Laurent Jacquemain, VP Southern Europe del Gruppo, da seguire applicando il nuovo modello organizzativo che vede l’Europa di Infor divisa in due regioni principali. «Infor ha messo in campo a maggio una nuova organizzazione per l’Europa, sotto la guida del Managing Director Paul Carriero, per meglio gestire la crescita nella regione, specialmente verso nuovi clienti. Sotto il profilo del marketing», continua Jacquemain, «siamo passati da un approccio geografico/regionale a un team centralizzato. La struttura europea adibita a questo task si trova a Vimercate (MI) ed è sotto la responsabilità di Anna Maria Dell’Acqua. Enza Fumarola, che gestiva il business ERP del Manufacturing dal 1998, con clienti del calibro di Ferrari, non è più in Infor».

Il mercato tricolore, che ricade oggi sotto la giurisdizione di Jacquemain insieme a Francia, Spagna, Portogallo e Grecia, sarà seguito da un collaboratore del vice president e da una serie di sales representatives che si occuperanno esclusivamente dei nuovi clienti, ma l’organigramma, nello specifico, deve ancora essere annunciato.

Jacquemain lascia comunque trapelare che anche nella Penisola la distribuzione di soluzioni per l’impresa in modalità SaaS (Software as a Service) sta prendendo consistenza, con due progetti già partiti nell’ambito della manifattura industriale. «Non si tratta ancora di use case della portata di Travis Perkins (la catena retail britannica specializzata in attrezzature, materiali e impianti per l’edilizia è stata tra i protagonisti dell’ultimo Inforum di luglio, ndr), ma l’offerta Cloud sta facendo presa su diversi clienti pure in Italia», assicura Jacquemain.

Nel nostro paese i settori dove la software house è più presente sono l’automotive, Manufacturing e della fornitura di attrezzature (Equipment dealer). «Ma vediamo un crescente interesse nel retail, nel fashion, nel food & beverage e della distribuzione», precisa il manager.

A livello globale, dove ormai il Software as a Service genera il 50% del business di Infor (tre anni fa si aggirava intorno al 10%), la Nuvola conta 62 milioni di utenti e più di settemila clienti unici a cavallo di 12 Regioni servite attraverso i data center di AWS. La già citata Travis Perkins, per esempio, sfrutta l’accesso al Cloud per permettere a circa 23 mila collaboratori di utilizzare le soluzioni ERP M3 di Infor. La scelta di non investire sulle infrastrutture e appoggiarsi all’hardware di Amazon per focalizzare tutte le risorse sulla personalizzazione delle applicazioni cavalca in effetti il calo generale dei prezzi e la sempre maggiore maturità dell’offerta dei provider.

Sul fronte delle partnership con i system integrator italiani, Jacquemain spiega che nonostante i cambiamenti organizzativi nulla cambierà rispetto al network attuale. «I partner locali sono coordinati da Franco Dama», precisa il manager, «e ora puntiamo a sviluppare in Italia relazioni con System integrator globali sulla base di quelle che abbiamo già avviato in mercati chiave come UK, Francia e Germania».

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