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Reportage

Fujitsu, alleanze e “co-creation” con i clienti: «Oggi nessuno può innovare da solo»

Al Fujitsu Forum 2018 di Monaco delineata la nuova strategia europea: aumenta ancora il focus sui servizi. I capisaldi: cloud, innovazione congiunta con i clienti, e tecnologie avanzate, in particolare AI e ottimizzazione combinatoria. Patrizia Fruzzetti, Head of Italy: «Puntiamo soprattutto su digital workplace e hybrid cloud»

29 Nov 2018

Daniele Lazzarin

“Co-creation for success” è stato il tema del Fujitsu Forum europeo di quest’anno, tenutosi a Monaco con circa 10mila partecipanti. La collaborazione – con clienti, partner tecnologici e partner di canale – è in effetti un pilastro della strategia delineata dal presidente Tatsuya Tanaka, e declinata sull’Europa dall’Head of EMEIA Duncan Tait. Fujitsu si sta adattando ai cambiamenti del mercato lungo tre direttrici: strategia, obiettivi finanziari e operations, ha detto Tanaka. Il macro-obiettivo strategico resta diventare una realtà globale service oriented, quello finanziario è arrivare a un utile operativo del 10% entro il 2022.

Questo si traduce, per le attività fuori dal Giappone, nella ricerca di fonti di fatturato ad alti margini, rafforzando servizi, system integration, e co-creation con i clienti sulle tecnologie emergenti. Le attività di prodotto (ricerca e sviluppo, sourcing, produzione) saranno concentrate in Giappone, e quelle in Germania – incentrate sulla fabbrica di Augsburg – saranno chiuse.

Fujitsu, ha sottolineato Tanaka, aumenterà la sua propensione alle partnership, «perché nel mercato di oggi anche una realtà globale come la nostra non può fare tutto da sola». Inoltre aumenterà il focus su soluzioni per singole industry, e servizi a valore aggiunto sulle tecnologie più avanzate: RPA (Robotic Process Automation), Blockchain, IoT, sicurezza, Artificial Intelligence.

Hybrid Cloud e multicloud, “ogni azienda usa da 10 a 20 servizi cloud»

Il business AI in particolare sarà sviluppato a livello mondiale da una società costituita ad hoc, Fujitsu Intelligence Technology, basata a Vancouver in Canada. Mentre in Europa i centri di eccellenza sulle tecnologie innovative sono a Dublino (Retail), Parigi (Artificial Intelligence), Madrid (Analytics), Monaco (Industrial IoT), Bruxelles (Blockchain), e Copenhagen (RPA), ha spiegato Duncan Tait, che si è poi soffermato sul cloud computing, un pilastro dell’offerta Fujitsu. «È un abilitatore cruciale della trasformazione digitale: ambienti cloud, hybrid IT, e modelli as-a-service si stanno dimostrando gli strumenti per tenere il passo con il cambiamento o anticiparlo, senza costi o rischi ingestibili».

«I clienti ci chiedono aiuto nel fare evolvere i loro data center in ambienti hybrid IT: ogni organizzazione usa tipicamente da 10 a 20 servizi cloud». Per questo Fujitsu si sta concentrando sui servizi di integrazione e gestione di ambienti hybrid IT e multicloud complessi, anche tramite alleanze con i principali cloud provider: AWS, VMware, e Microsoft, con cui a Monaco è stato annunciata l’estensione globale dell’accordo sulla piattaforma Azure.

100 workshop di innovazione congiunta con i clienti europei in 6 mesi

«Il cloud è uno dei fronti di una profonda trasformazione anche del mercato IT in termini di rapporti tra aziende utenti, vendor tecnologici, system integrator e fornitori di servizi. Fujitsu vuole affrontarla reimmaginando il futuro insieme ai suoi clienti, attraverso il programma Fujitsu Co-Creating, basato sulla metodologia “Human Centric Experience Design” (HXD) e su una rete di Digital Transformation Center».

In Europa in particolare Fujitsu ha un team di oltre 30 esperti HXD e due DTC, a Monaco e Londra. «Obiettivo dei workshop di Co-Creation è far emergere idee, testarle, e definire dei Proof-of-Concept. Il cliente porta la conoscenza del suo business, Fujitsu il know-how tecnologico e l’esperienza di molti altri progetti, nello stesso settore e in altri».

Questa interazione accorcia di molto i tempi di valutazione e sviluppo, sottolinea Tait. «La gamma di problemi affrontati è molto vasta, dalla definizione della filiale bancaria del futuro, alla raccolta dati per ottimizzare l’uso degli asset nel settore utility. I DTC europei dallo scorso aprile hanno ospitato oltre 100 workshop con nostri clienti – tra cui Vodafone, SAP, Zeiss, Tesco – e 40 di questi hanno generato progetti in corso».

Digital Annealer, il quantum computing senza i difetti

Nelle varie sessioni del Fujitsu Forum si è anche molto parlato di Digital Annealer, nuova tecnologia per l’ottimizzazione combinatoria di vasta scala in tempi molto più rapidi dei sistemi computazionali tradizionali, perché è basata su un’architettura ispirata al quantum computing. I computer quantistici infatti elaborano nello stesso momento, in parallelo, più soluzioni alternative di un problema, invece di processarle in sequenza.

La gamma di potenziali applicazioni è vastissima, dal calcolo istantaneo del percorso più veloce nelle consegne (logistica), al confronto di enormi numeri di molecole organiche (chimica e farmaceutica), all’istantanea personalizzazione del messaggio sui siti eCommerce (marketing). Ma il progetto più avanzato al momento, ha spiegato David Snelling, Program Director AI di Fujitsu, riguarda la banca inglese NatWest, «che ora può decidere la composizione del suo portafoglio HQLA (high quality liquid assets) da 120 miliardi di sterline praticamente in tempo reale, 300 volte più velocemente di prima, e anche con maggior precisione, visto che con gli algoritmi classici questo problema non è gestibile».

Snelling ha anche parlato di alcuni progetti nell’automotive, per esempio in Volkswagen con schedulazioni delle lavorazioni in catena di montaggio elaborate in meno di un secondo, e design ottimizzati di parti (specchietti laterali) per minimizzare il rumore.

Fruzzetti: «In Italia aziende più aperte alla digitalizzazione»

Infine abbiamo chiesto a Patrizia Fruzzetti, Head of Italy, WEMEI Sales di Fujitsu come si declina la strategia delineata a Monaco in Italia – dove Fujitsu opera con circa 200 persone in due sedi, Milano e Roma.

Patrizia Fruzzetti

Head of Italy, WEMEI Sales di Fujitsu

«Il mandato è chiaro: arrivare al 10% di profitto entro 2022 in tutte le country, in particolare l’Italia. Questo si traduce in generale con una focalizzazione sui prodotti a maggior valore aggiunto, che commercializziamo tramite canale, mentre la forza vendita diretta si concentra su soluzioni enterprise a forte contenuto di servizi, soprattutto verso i settori manufacturing, telco, media». Un esempio è Digital Annealer. «Siamo in fase di valutazione di benefici di alcuni concept in ambito telco, per esempio di geolocalizzazione in tempo reale. Quanto a Co-Creation, nei 100 workshop citati a Monaco non ce ne sono di italiani: i primi stanno partendo adesso, e formeremo specialisti ad hoc nel mese di dicembre».

Per il resto, in Italia le principali aree restano digital workplace e hybrid cloud. «Aiutiamo i clienti soprattutto nella gestione ottimale di workflow misti su cloud privato e pubblico, integrando i servizi dei più grandi cloud provider nell’ambiente IT aziendale, anche attraverso specializzazioni specifiche. Per esempio in Italia abbiamo una practice dedicata a ServiceNow, strumento nato per gestire servizi di ticketing ma che ora è diventato abilitante per la gestione di ambienti multicloud: stiamo assumendo specialisti, in una strategia generale di recruiting di competenze innovative, soprattutto giovani. Un altro esempio è l’area blockchain, su cui abbiamo un competence center a Bruxelles: è la tecnologia innovativa su cui in Italia vediamo più opportunità, perché inizia a diffondersi anche al di là del settore finanziario».

«Il nostro bilancio – conclude Fruzzetti – si chiude a fine marzo, ma la valutazione sull’anno solare 2018 è positiva rispetto al 2017: le aziende sono più aperte alla digitalizzazione, a cominciare da progetti blockchain e AI. Questo ci dà più opportunità di contribuire alla definizione dei processi e offrire servizi a valore, legati ai nostri prodotti più innovativi. Di recente abbiamo lanciato diverse novità per l’ambiente di lavoro flessibile e per le PMI, che vivono un momento di forte rinnovamento».

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