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Food & Beverage lifecycle management: dalla produzione alla distribuzione, il ruolo della Supply Chain evoluta

La Supply Chain Food & Beverage sta vivendo una profonda trasformazione che coinvolge tutti gli attori della filiera e che prevede l’integrazione di una molteplicità di processi: dalla fornitura di materie prime alla lavorazione, dal confezionamento alla movimentazione dei prodotti, dal visual merchandising all’ingaggio dei consumatori, orientati alle logiche dell’omnicanalità. Obiettivo: migliorare tracciabilità con le tecnologie intelligenti

06 Lug 2020
Quando si parla di Food & Beverage lifecycle management non si può non tenere conto del ritmo frenetico della crescita tecnologica e delle conseguenti ricadute sulla complessità della Supply Chain, che sta diventando sempre più evoluta, e con una “global visibility” e una volatilità con cui fare i conti. Nel settore alimentare l’attenzione al consumatore e a una migliore qualità della vita è stata tradotta dai legislatori in normative sempre più stringenti. A una migliore gestione dei prodotti si affianca una migliore gestione delle informazioni, all’insegna della massima trasparenza e di una standardizzazione che coinvolge la supply chain a livello gobale.

I sistemi di tracciabilità e rintracciabilità devono essere a prova d’errore, storicizzando ogni singolo processo per ottimizzare il flusso del lavoro e azzerare i colli di bottiglia, identificando i punti di miglioramento della catena e del business, attraverso un PLM che accoglie nuovi principi etici e operativi nell’orchestrazione della governance.

Da anni stiamo assistendo a un’evoluzione della Supply Chain Food & Beverage che coinvolge tutti gli attori della filiera e che favorisce una gestione capace di far convergere e integrare una molteplicità di processi che vanno dalla fornitura delle materie prime ai processi di lavorazione, dai principi di confezionamento alla movimentazione dei prodotti, dal visual merchandising all’ingaggio dei consumatori, orientati alle nuove logiche dell’omnicanalità.

Eliminare i colli di bottiglia e l’out of stock nella gestione della supply chain alimentare

Una delle criticità della filiera alimentare è la difficoltà di prevedere la domanda e gestire le scorte, coordinando la supply chain per ottimizzare gli inventari e i processi di ordino e riordino. L’ottimizzazione passa da una revisione a 360° della gestione, capace non soltanto di capire e intervenire sui nuovi flussi dei processi a supporto della produzione e della movimentazione dei prodotti ma anche di anticipare le dinamiche che possono modificare la domanda e offrire ulteriori margini di business.

Supply Chain evoluta: puntare sul Cloud per ottimizzare il lifecycle management del Food & Beverage

Anche nel caso del Food & Beverage Lifecycle management, a rendere evoluta la supply chain sono gli investimenti in soluzioni SaaS (software-as-a-service) o basate su cloud, piuttosto che quelle on premise. Ricchezza delle funzionalità, reattività del software, sicurezza dei dati, TCO inferiore, connettività, flessibilità: sono questi i vantaggi delle moderne soluzioni SaaS. In particolare, quando si fa riferimento alla catena di approvvigionamento, queste soluzioni possono dare un valido supporto anche nella gestione dei fornitori o della capacità di approvvigionamento diretto, nella gestione dei trasporti, nella gestione del magazzino, nella gestione del commercio globale, nella gestione delle risorse aziendali, e rispetto al monitoraggio dei trasporti in tempo reale, alla pianificazione della domanda, alla gestione dell’inventario della rete e altro ancora. Se l’impresa gestisce diversi impianti di produzione, le soluzioni di gestione patrimoniale aziendale basate su cloud offrono enormi vantaggi: assicurano, infatti, livelli costanti di uptime di produzione, programmi di manutenzione adeguati, produttività delle apparecchiature.

Se poi si fa affidamento a una rete logistica i vantaggi che scaturiscono dall’uso delle tecnologie cloud sono ancora più amplificati. Collaborazione e ingaggio di fornitori e corrieri, scambio di dati, rapido time-to-value, pianificazione sincronizzata, rilevamento e risposte agili, monitoraggio e confronto delle prestazioni dei partner: sono questi gli ambiti in cui si possono ottenere vantaggi rilevanti quando ci si affida a una rete di distribuzione e a iniziative software incentrate sull’ERP.

I nuovi processi di gestione nella filiera del fresco

Riprogettare la cool chain utilizzando nuovi strumenti capaci di triangolare etica, innovazione e tradizione. Bilanciare la globalizzazione e integrare la filiera attraverso nuovi processi. Ecco le sfide che si devono affrontare oggi. Perché, come sottolinea un articolo di Diginomica, se la qualità di un prodotto dipende da un rigoroso controllo della temperatura, è necessatio investire in nuove tecnologie che consentono di verificare l’esposizione alla temperatura dall’impianto al punto vendita. Molteplici sono i benefici: si possono infatti generare profitti consistenti nel ridurre i prodotti rifiutati, migliorano la selezione del corriere e le prestazioni del servizio, nonché si riducono i richiami di prodotti. Che si tratti di spostare pesce fresco attraverso gli oceani tramite trasporto aereo o di un gelato premium da flotte di camion dedicate, le opzioni tecnologiche disponibili variano notevolmente. Dai registratori di temperatura usa e getta, che viaggiano con i prodotti e forniscono prove di conformità della temperatura o di escursioni termiche, ai dispositivi wireless di monitoraggio della temperatura (TMD), che possono trasmettere segnali di problemi in tempo reale mentre si sviluppano (con possibilità di correzione prima il prodotto è compromesso), oggi è possibile fare affidamento a diverse soluzioni, tarate sulla tipologia di prodotto e sul loro valore.

Ecco perché oggi si parla di Supply Chain evoluta. Ma non finisce qui, perché oggi la tecnologia ha a che fare anche con la scelta del corriere e del container o del rimorchio per le spedizioni. I principali player di autocarri refrigerati offrono funzionalità per il monitoraggio, così da fornire agli spedizionieri una visibilità in tempo reale delle temperature del rimorchio durante il trasporto, a riposo e durante le attività di carico e scarico. Ma anche i container refrigerati stessi stanno quindi diventando sempre più “intelligenti”: esistono infatti dei sistemi di monitoraggio e controllo della temperatura interna che attraverso il wireless forniscono  letture della temperatura in tempo reale. Lo sviluppo di tecnologie sempre più sofisticate sta cambiando un po’ il modello di business: sempre più spesso nel lifecycle management del Food & Beverage ci si avvale del supporto di corrieri o 3PL (fornitori di servizi logistici di terze parti) che offrono sofisticate capacità di monitoraggio della temperatura. Questa scelta ha un duplice vantaggio: poter contare da un lato sui migliori sistemi e sensori IoT sul mercato e dall’altro risparmiarsi di dover installare questi dispositivi sulla propria flotta.

Quando poi si parla della catena del freddo, non si deve tralasciare il tema della tracciabilità, il nuovo imperativo della sicurezza alimentare. Tracciare il percorso del prodotto e monitorare la temperatura – dall’origine attraverso tutti i nodi e le consegne di custodia nella catena di approvvigionamento – genera un sacco di dati che devono essere conservati e archiviati per un accesso immediato in caso di potenziali situazioni di quarantena e richiamo dei prodotti. Ed è qui ancora una volta che la tecnologia ha un ruolo di primo piano.

L’Internet of Things nel mondo della produzione: i 5 trend da considerare

La sensoristica avanzata, le nuove tecnologie di sviluppo e di comunicazione portano una convergenza analogico e digitale ma anche a nuove logiche di condivisione che stanno modificando radicalmente il mondo produttivo. I processi di automazione hanno sempre favorito la governance e il business. Con l’Internet of Things, l’intelligenza dei processi si evolve ulteriormente ma, perché funzioni, bisogna stabilire standard, regole e policy definendo architetture che garantiscano massima collaborazione a livello di sistemi e di relazioni.

L’impatto dei cambiamenti del business sui processi manifatturieri

Riduzione dei costi, gestire aspettative di servizio crescenti, incrementare i tempi di risposta ai clienti, azzerare i tempi decisionali, potenziare l’interoperabilità delle varie unità aziendali distribuite sul territorio: sono moltissime le istanze che spingono il mondo della produzione a rivedere i propri processi di business perseguendo standardizzazione e collaborazione. Le aree più in discussione? Ricerca e sviluppo, logistica di magazzino e di consegna, CRM.

Food & Beverage lifecycle management: 3 storie di successo

Jelly Belly sceglie l’Erp di nuova generazione

Dal 1869 ad oggi, Jelly Belly Candy è tra i brand più noti della caramelleria, avendo costruito un successo internazionale grazie a due intuizioni: le gelatine a confetto, sotto forma di piccoli fagioli, e i gli orsacchiotti gommosi, oggi venduti in 35 Paesi del mondo. Nel 2013 il gruppo ha deciso di reingegnerizzare le piattaforme gestionali di riferimento, garantendo all’azienda un 21° secolo ad alto tasso di innovazione. Grazie a Infor M3 la società ha ottenuto un miglior time to market, con una gestione dei flussi informativi in tempo reale agganciata a strumenti di analisi che, tramite una reportistica dettagliata, consentono al Gruppo maggiore tempestività di servizio e proattività decisionale a livello di filiera.

Tracciabilità ed efficienza nella filiera della carne di Harris Ranch

Con un fatturato di oltre 400 milioni di dollari, Harris Ranch dal 1930 è un fornitore di carne bovina che gestisce il prodotto dall’allevamento allo scaffale. Il modello di business include la selezione dei mangimi con cui sono nutriti gli animali, per arrivare alla macellazione, alla lavorazione, al confezionamento e alla distribuzione sui canali della GDO e dell’Hospitality. Il brand ha reingegnerizzato i suoi sistemi gestionali integrando la soluzione di Demand Planning management di Infor. Il livello previsionale oggi è tale da consentire al gruppo di potenziare i volumi di produzione, abbattere i tempi di lavorazione e ottimizzare le risorse, minimizzando ulteriormente la quantità di merce scartata per le inefficienze e ridurre i costi (circa 3 centesimi di dollari per pound).

Formaggio svizzero di qualità anche nella gestione

Brewster Dairy è un marchio americano specializzato nella produzione di formaggi svizzeri artigianali, con sedi in Ohio, Stockon, Illinois e Idhao. In questo video Dale Brittan, CIO del Gruppo, racconta come e perché ha deciso di reingegnerizzare la gestione del business e supportare la movimentazione di oltre 4 tonnellate di formaggio l’anno. Grazie all’implementazione di Infor ION, infatti, è stato possibile potenziare la collaborazione a livello di filiera, mettendo in stretta relazione le attività di front end legate ai processi di vendita con quelle di back end legate ai processi di produzione.

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