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R-Store Business Revolution: la tecnologia con un tocco umano

Il Premium Reseller delle soluzioni Apple inaugura una business unit dedicata all’impresa, facendo leva sull’offerta di hardware e software dell’ecosistema di Cupertino e mettendo a frutto le competenze, l’esperienza e le soft skills maturate in negozio

17 Mag 2019

Redazione

Affiancare le competenze che arrivano dal mondo B2B per rafforzare e ampliare l’offerta alle imprese, dando alle persone l’opportunità di svolgere al meglio il proprio lavoro. Con questa ambizione R-Store S.p.A., Apple Premium Reseller che conta 18 punti vendita in tutta Italia, ha strutturato la business unit rivolta al mondo aziendale: un pool di professionalità, metodologie e strumenti che ha come obiettivo quello di posizionarsi come partner di riferimento per il business in termini non solo di usabilità, ma anche di efficienza e sicurezza.

R-Store Business Solutions: l’approccio human to human, oltre design e user experience

«A volte si confonde l’introduzione in azienda della tecnologia Apple con le sole caratteristiche che offre sotto il profilo del design, della user experience e della riconoscibilità del marchio. Ma in realtà il suo valore si nasconde dietro altre prerogative», spiega Alessandro Zattoni, Head of B2B di R-Store, responsabile della business unit. «L’aspetto più importante dell’offerta Apple è infatti l’affidabilità. E la sua adozione, affiancata alle soluzioni e ai servizi proposti da R-Store Business Solutions, introducendo il concetto di tecnologie human-to-human, può migliorare sensibilmente la vita delle persone in ambito business, proprio come succede quotidianamente nel mondo consumer». Zattoni spiega che l’ecosistema Apple consente di creare una vera e propria sandbox (ambiente sicuro e perimetrato dalla quale non è possibile uscire), all’interno della quale gli amministratori hanno la facoltà di stabilire nel dettaglio quel che ciascun utente può fare con le informazioni aziendali e quali documenti non devono in alcun caso essere condivisi all’esterno. «Un’altra peculiarità della proposizione Apple è il cosiddetto Zero-Touch Deployment: grazie alla funzionalità DEP (Device Enrollment Program), possiamo fornire a ogni utente un device preconfigurato secondo le preferenze impostate dall’IT manager per quel determinato profilo, consegnandolo all’utente finale ancora confezionato, senza che il reparto IT debba intervenire ulteriormente sul dispositivo». L’approccio Zero-Touch Deployment è, insieme alla capillarità dei punti vendita sul territorio nazionale, una delle peculiarità del servizio post-vendita B2B che R-Store ha predisposto per i clienti Business. «Garantiamo la business continuity anche in caso di criticità dei device», dice Mariano Russo, Service Manager. «In caso di malfunzionamento, l’azienda cliente non deve far altro che aprire un ticket per ricevere immediatamente un dispositivo sostitutivo, già preconfigurato, mentre quello su cui si sono verificati i disservizi viene affidato all’assistenza, in uno dei nostri laboratori, e riportato all’operatività nel giro di 24-36 ore».

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Da sinistra Alessandro Zattoni, Sergio Mazzuoccolo, Mariano Russo

Un’offerta completa che mette al centro le necessità della persona

È proprio facendo leva su questi asset che R-Store ha deciso di affiancare all’attività di vendita in negozio la nuova costellazione di servizi dedicati all’impresa. La business unit verrà presentata ufficialmente il 14 giugno con un evento di scena a Napoli, nella cornice di Palazzo Petrucci. «Per noi non si tratta solo di un’opportunità di crescita in termini di portafoglio clienti e ricavi, ma soprattutto di un’occasione per massimizzare il knowhow che abbiamo acquisito nelle attività di assistenza ai clienti a favore di questa proposizione consulenziale per il business. Vogliamo sviluppare una vision dedicata alle persone, sia che si tratti di cliente consumer che di cliente business: a prescindere dal ruolo che ricopre, la persona per R-Store è al centro», dice Zattoni, che aggiunge: «L’offerta è pronta ed è in continua evoluzione con l’inserimento di nuove app e servizi». La proposizione può contare innanzitutto sulla fornitura di hardware Apple in chiave device as a service. C’è poi la gestione dell’asset, che contempla il tema della sicurezza del dato, delle comunicazioni e della persona. In quest’ottica, prevediamo una forte componente formativa sull’ecosistema Apple, estendendo ai clienti un programma da sempre rivolto ai nostri dipendenti, consci del fatto che chi si occupa di IT in azienda spesso ha la necessità di toccare con mano un ambiente da cui a volte è intimorito. Il terzo pilastro dell’offerta riguarda l’ambito applicativo, e in particolare le attività di ottimizzazione dei processi attraverso l’individuazione di app specifiche in grado di incrementare le performance dei collaboratori. Si parla quindi di implementazione di soluzioni di terze parti che supportino il cliente nello svolgimento del business, dal CRM e dall’ERP (portati in dote dalle partnership con Force Manager e TeamSystem) alle piattaforme di Intelligenza artificiale, passando per i sistemi di Unified Collaboration, sviluppati grazie alla partnership tecnologica fra Apple e Cisco. C’è poi l’MPP (Mobility Partner Program) di Apple, attraverso il quale la società riesce a implementare con vendor specializzati applicazioni ancora più verticali. «Partendo dall’assunto che l’innovazione non passi semplicemente dall’adozione di nuove tecnologie, ma cresca specialmente grazie all’evoluzione della cultura aziendale, abbiamo sviluppato competenze interne a livello di progettazione e delivery che prima non c’erano, sia acquisendo consulenti commerciali, sia favorendo l’evoluzione del ruolo degli account manager e potenziando le figure dei solutions engineer. Grazie alla specializzazione sulla componente tecnologica e alla capacità di comprendere il mal di pancia dei clienti, ora siamo in grado di definire soluzioni innovative a misura di qualsiasi organizzazione», spiega Giancarlo Fimiani, AD di R-Store S.p.A.

Sinergia dei canali e nuovo ruolo del negozio

Naturalmente, la nuova business unit implica un ripensamento del ruolo e degli spazi del negozio fisico, che diventa anche un luogo di incontro, di formazione, di consulenza, affiancandosi al canale online per l’erogazione di servizi pre e post vendita a cavallo di offerta consumer e B2B. «La sinergia delle due proposizioni ci rende unici come player sul mercato, e ci permette di trasmettere al cliente più valore fuori e dentro lo store», commenta Sergio Mazzuoccolo, Retail Manager. «Se da una parte la nostra esperienza in negozio può aiutare la nuova business unit a migliorare l’approccio commerciale nei confronti dei clienti prospect, i colleghi del B2B assorbiranno la gestione di progetti complessi per l’operatività del retail. Il punto vendita sarà poi fondamentale per garantire la copertura territoriale rispetto all’assistenza tecnica, oltre a fornire una base di appoggio per le attività B2B collaterali. Parliamo di un ventaglio di attività e opportunità che fino ad oggi non sono mai state considerate. Tutto questo rimanendo coerenti con un’unica identità. Direi che è il classico caso in cui uno più uno fa tre».

Chiudendo, Zattoni dice che R-Store sta intraprendendo un percorso innovativo: «stiamo integrando l’approccio B2C con quello B2B, trasferendo al business le competenze maturate a contatto col mondo consumer e uscendo dalla logica che lega il venditore al cliente in modo tradizionale. La chiave di volta sta nell’unire i valori del retail ai servizi B2B per spostare la relazione con le imprese sul piano umano».

Per maggiori informazioni:

business@rstore.it

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Alessandro Zattoni

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