Strategie

Coronavirus, la prospettiva degli Executive e l'evoluzione (creativa) dei modelli di business

E’ ancora difficile immaginare la durata e l’impatto dell’emergenza che stiamo vivendo e quali saranno i reali effetti sull’economia. Nelle aziende, gli executive sono chiamati a prendere importanti decisioni: domanda, offerta e finanza sono perturbati da uno scenario imprevedibile, in continuo cambiamento, e occorre fare lo sforzo di sfruttare la contingenza come un’opportunità per esplorare alternative e nuovi processi

04 Mar 2020

Giovanni Viani*

Business Leader appFORGOOD

Ogni giorno la situazione sul Coronavirus evolve verso scenari imprevedibili. E in noi per la prima volta il profilo del manager e quello del normale cittadino non sono più così separati. Molte cose stanno accadendo di cui è difficile capire le ripercussioni, anche perché i dati di cui disponiamo continuano ad essere parziali.

Leggi anche il nuovo contributo dell’autore: Il business dopo il Coronavirus, la responsabilità di prendere decisioni che guardano lontano

Basiamo il ragionamento su due certezze:

  • Alcuni settori hanno già subito danni certi e irreparabili, con la cancellazione di eventi e ogni attività fino a quest’estate. Partiamo dal Salone del Mobile di Milano, rimandato dal 21 aprile al 16 giugno (poi annullato – ndr). E consideriamo l’impatto sul settore turistico, sportivo e ricreativo per tutta la stagione primaverile. Alcuni settori, infatti, hanno un danno immediato e concomitante all’emergenza, mentre altri lo vedono non solo nel presente ma già chiaramente proiettato nel tempo.
  • L’entità dell’impatto sulla genericità del sistema economico dipende dalla durata dell’emergenza. Non abbiamo dati per effettuare stime, ma replicando i ragionamenti del settore del mobile, auspicheremmo un ritorno alla normalità dopo Pasqua, ovvero dalla fine di aprile. Ai posteri l’ardua sentenza.

Coronavirus, cosa si sta facendo nelle aziende

Il virus è emerso in Italia dal 20 febbraio. Nel corso della settimana del 24 febbraio si è accesa l’emergenza e relativi provvedimenti, come il limite sugli eventi e tutte le iniziative volte a contenere al massimo la prossimità delle persone, favorendone l’attività da remoto, tra cui lo Smart Working. Questa settimana, del 2 marzo, è quella in cui vorremmo capire la durata dell’impatto e quindi i suoi reali effetti sull’economia. E, soprattutto, è la settimana in cui, nelle aziende, siamo già chiamati a prendere importanti decisioni, perché domanda, offerta e finanza in questo momento sono perturbati da un vento sostenuto e denso di refoli poco prevedibili.

Domanda, ogni settore una dinamica

A fronte dell’estrema richiesta di tutto ciò che possa alleviare o contenere le sintomatologie del virus, assistiamo alla crescita della domanda di tutto ciò che può favorire il lavoro e le attività da remoto. La responsabile della sicurezza e regolamentazione di un’importante banca italiana mi ha confidato di aver acquistato in un giorno 600 notebook. Esplodono i pasti a domicilio, consumi multimediali, corsi online. Altre attività stanno adeguandosi al Coronavirus: locali che predispongono misure per distanziare le persone, computer con barriera anti-batterica, e così via. Identificare in modo creativo modalità di evoluzione del proprio modello di business è la via per resistere alla crisi, vedendola addirittura come un’opportunità di rafforzamento per chi ne è capace.

Dal fisico al virtuale, è il momento di accelerare la transizione digitale, ovviamente con soluzioni veloci e flessibili. Education, formazione, intrattenimento, fashion, tempo libero, ma anche il turismo possono ripensare il loro modello, e devono farlo per superare la crisi – uscendone rafforzati, come sempre il nostro Paese ha fatto, puntando su storia, cultura e creatività.

Offerta, rischio e soluzioni

In questo momento molti dei nostri tradizionali fornitori potrebbero non essere in grado di rispettare il loro abituale livello di servizio. Sarebbe un’opportunità per esplorare alternative e nuovi processi per i buyer o per inserirsi in nuove filiere per i vendor. A livello di sistema, troppi esperimenti accentuano la fragilità. Sicuramente è il momento per parlare con trasparenza e dare fiducia alle relazioni consolidate da sempre, ma anche per elaborare piani di sostituzione del prodotto o di nuova valorizzazione del nostro catalogo, puntando ancora una volta su digitale e servitizzazione.

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Dopo un periodo di crescita continuativa sui mercati internazionali, il virus potrebbe essere per alcuni operatori l’occasione per un riassetto dei valori. Sono molte le implicazioni da considerare, sia a valle della ridefinizione di domanda e offerta, sia in relazione al rischio Paese. Gli esperti parlano di un buon momento per acquistare, ma come sempre non conosciamo il fine corsa.

Coronavirus: gli executive hanno un ruolo chiave in questo momento

Le aziende rappresentano l’anima più razionale della società, e così ci aspettiamo che operino in questo momento. Rispetto alla politica italiana oggi, le imprese hanno una governance normalmente più salda, e rispetto al comune cittadino hanno strumenti superiori di analisi e gestione. Quindi gli executive hanno un ruolo davvero importante in questo momento, molto più di quanto credono. Cosa possono fare:

  1. nel rispetto delle ordinanze, ivi incluso quanto previsto in termini di misure atte a favorire la distanza tra lavoratori, favorire in ogni modo il proseguimento delle attività produttive;
  2. identificare le aree di rischio di domanda, offerta e finanza ed elaborare soluzioni di rilancio del proprio business, incrociando le peculiarità della situazione con i propri asset e le opportunità offerte da creatività e tecnologia;
  3. differenziare l’azione manageriale, che dovrebbe in questa fase privilegiare progetti orientati al breve termine, mantenendo una vista pronta alla riprogettazione sul medio-lungo periodo. Progetti più piccoli e di breve termine, infatti, richiedono meno persone e meno riunioni fisiche, hanno un rischio più basso e un ciclo di esecuzione compatibile con team a geometria variabile.

Consulenza, mai così responsabile

Le imprese hanno bisogno di intervenire nella discontinuità, su processi come Smart Working, revisione dei business model, remotizzazione dei processi, per cui hanno bisogno di sostegno dalla progettazione strategica, alla consulenza operativa, fino all’implementazione. È una straordinaria opportunità per i consulenti, anche nel servizio al Paese. Occorre considerare le particolari condizioni di rischio e di fragilità economica con cui opera il richiedente, che devono ispirare un intervento ancora pià mirato, trasparente e orientato dal valore.

Buyer e commerciale, senza ritardi

La diffusione del Coronavirus ha determinato la cancellazione di tutti gli eventi e di molti incontri di carattere commerciale, soprattutto in ambito business development e pre-sales. Diversamente, inizialmente le attività di esecuzione, produzione e customer care sono state nella loro genericità meno impattate, perché basate su rapporti consolidati.

La filiera commerciale, ad esempio nel B2B tecnologico, oggi è molto complessa, perché un progetto coinvolge normalmente più vendor, un system integrator, il cliente azienda e diverse funzioni aziendali. Perché il progetto proceda, tutte queste parti devono essere pronte e disposte a collaborare, avere relazioni personali più o meno consolidate, in ogni caso ispirate dalla fiducia, tutti elementi necessari per poi affrontare i consueti rischi e complessità. Ma è sufficiente che uno solo dei ruoli coinvolti sia nella propria indisponibilità perché questa macchina si possa bloccare, rallentando drammaticamente l’intera filiera e tutto quello che sta intorno, con una concatenazione veramente massiva. Quindi occorre intervenire sul processo commerciale per fare ripartire incontri, negoziazioni, contratti – ovviamente in modalità remota e possibilmente con business model revisionati.

Se il nostro orizzonte è di un superamento per la fine della primavera – e qui per superamento dobbiamo considerare non quello dell’emergenza sanitaria e sociale, ma quello del suo impatto sull’organizzazione e sul day-by-day aziendale in termini di spostamenti, accavallamenti, rischi e danni, revisione priorità, ripianificazione eventi, ferie, malattie, Pasqua e ponti – allora oggi i nostri piani devono rivedere le modalità di gestione di ogni segmento di business per i manager, di ogni attività commerciale per i sales, d’impiego e consumo dei budget d’acquisto per buyer e direttori operations e IT, per ricreare un flusso di normalità oggi che assicuri le azioni pianificate e ci traghetti fino a quella data nel modo più sicuro e lineare possibile, senza ritardi.

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Giovanni Viani*
Business Leader appFORGOOD

Giovanni Viani ha ricoperto ruoli manageriali in Unilever, Fastweb, Zurich, Garmin nel marketing, digitale e innovazione. Oggi è Business Leader di appFORGOOD, con la mission di aiutare le aziende a innovare attraverso soluzioni IoT in ambito industriale

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