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digital divide

Banda larga, l’Italia resta indietro

In Europa sono l’Olanda e la Svizzera le nazioni con la maggiore diffusione, mentre il nostro Paese è al penultimo posto: inferiore al 3% la penetrazione dei collegamenti superiori ai 10 Mbps.

08 Mar 2013

Luigi Ferro

Paesi Bassi e Svizzera dominano la classifica europea per quanto riguarda le connessioni broadband (superiori ai 4 Mbps) con la più alta percentuale di adozioni di banda larga (oltre 80%). A grande distanza troviamo Belgio, Danimarca e Repubblica Ceca, con il 68% delle connessioni. Rispetto allo scorso anno sono da registrare i progressi della Francia che ha realizzato una crescita del 70% (arrivando ad avere il 47% di connessioni broadband).

Con un aumento del 17 % rispetto al trimestre precedente, i Paesi Bassi raggiungono la Svizzera come Paese europeo che ha fatto registrare la più alta percentuale di adozione anche in fatto di high broadband: entrambi contano il 22% delle connessioni alla piattaforma Akamai superiori ai 10 Mbps, una percentuale molto più alta rispetto al livello di adozione globale dell’11%.

Un’analisi anno su anno rivela che l’high broadband si sta diffondendo sempre di più in Europa: se i Paesi Bassi hanno avuto la percentuale di crescita più bassa (+1%), il Regno Unito vanta invece la più alta (+145%). Molti Paesi hanno poi registrato un aumento percentuale a due cifre: Danimarca (+64%), Svezia (+61%); Finlandia (+73%); Belgio (+57); Germania (+42%); Spagna (+111%) e Francia (+79%).

Per quanto riguarda l’Italia l’adozione della banda larga rispetto al 2011 è calata del 4% e quasi del 9% rispetto al trimestre precedente, arrivando a stabilizzarsi al 25%. Siamo ancora molto lontani dal resto d’Europa e dalla media globale di adozione broadband (pari al 41%).

E’ invece aumentata dello 0.8% la high broadband: ad oggi il 2,7% degli italiani utilizza connessioni al di sopra dei 10 Mbps, una crescita del 7,5% rispetto allo stesso periodo lo scorso anno.

Tirando le somme a livello europeo, l’Italia si piazza però al penultimo posto per numero di connessioni sia broadband sia high broadband: peggio fa solo la Turchia.

La velocità media di connessione maggiore misurata nel terzo trimestre 2012 è stata di 7,8 Mbps, offerta da un provider russo che ha raggiunto anche il picco medio di velocità di connessione (39,42 Mbps), seguito da un provider spagnolo a 33 Mbps.

In Italia, invece, la velocità media di connessione nel terzo trimestre 2012 si attesta sui 3.9 Mbps, più lenta del 2.6% rispetto al trimestre precedente e del 2,2% rispetto allo stesso periodo lo scorso anno. Il picco di velocità di connessione raggiunto in Italia è pari a 19,2 Mbps, maggiore del 19% rispetto allo scorso anno, mentre è stato rilevato un divario di circa 1,2 Mbps tra il provider che offre la velocità di connessione mobile media maggiore (3,1 Mbps) e quello che offre la velocità media minore (1,9 Mbps). Le velocità di connessione massime offerte dagli operatori italiani vanno dai 13,4 Mbps ai 16,4 Mbps.

Gli attacchi in rete

La Cina continua a essere la principale fonte di attacchi su Internet con il 33%, più del doppio rispetto alla rilevazione precedente. E’ un dato costante, avvalorato dalle notizie di questi giorni con gli attacchi a Twitter, Facebook e Apple, del rapporto sullo Stato di Internet realizzato da Akamai che piazza al secondo posto con il 13% gli Stati Uniti, mentre l’Italia mantiene la leadership europea con l’1,7%.

L’Intelligent platform di Akamai ha rilevato anche un aumento dell’11% degli indirizzi Ipv4 unici collegati. Si tratta di indirizzi prossimi all’esaurimento tanto che il Ripe Ncc (Network coordination centre) ha dichiarato che “è ormai fondamentale effettuare la migrazione all’Ipv6 per garantire la continuità delle proprie attività online e la futura crescita di Internet”.

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