RICERCHE E STUDI

PNRR e digitalizzazione, l’Italia centra il 53% degli obiettivi. Prima in Europa

Il Belpaese saldamente in cima alle nazioni virtuose. Bene le PMI nostrane, che hanno investito soprattutto nel Cloud ma rimangono indietro su AI e Big Data. Si conferma il gap sulle competenze digitali. I risultati dell’Osservatorio Agenda Digitale del PoliMi

Pubblicato il 31 Gen 2024

Buone notizie dal piano di avanzamento del PNRR per la digitalizzazione italiana. Il nostro Paese ha, infatti, già realizzato il 53% delle milestone e dei target concordati con l’Europa (151 dei 290 previsti). Un risultato che ci pone in cima a questa peculiare classifica.

Gli obiettivi da raggiungere entro il 2026

A oggi siamo il Paese con maggiori risultati raggiunti nella trasformazione digitale nell’ambito del PNRR, che a questo obiettivo destina 47 miliardi di euro, il 37% di tutte risorse europee per la digitalizzazione del piano Next Generation EU. Il dato, specifica il Politecnico di Milano, che tiene monitorato l’avanzamento, si riferisce al periodo dal 2021 a giugno 2026, e include 40 miliardi della Missione 1, più le iniziative di digitalizzazione di altre cinque.

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PNRR digitalizzazione_target

Ma ora la partita si fa seria, con molti nuovi target da raggiungere, per cui sono attesi risultati con effetti concreti sull’economia e il benessere collettivo, evidenzia la ricerca dell’Osservatorio Agenda Digitale della School of Management del Politecnico di Milano presentata al convegno “Italia Digitale: oltre le colonne d’Ercole”.

Progettare un futuro sostenibile

Ora però entriamo nella fase più critica. «Si apre una nuova fase per l’Agenda Digitale dell’Italia, ancor più ricca di opportunità e di criticità che in passato – afferma Alessandro Perego, Direttore scientifico degli Osservatori Digital Innovation –. Mentre siamo impegnati a realizzare nei tempi previsti gli interventi del PNRR, è necessario pensare a come dare un futuro sostenibile alla trasformazione digitale. È importante farlo ora, mentre entriamo nella fase più complessa del Piano e impostiamo le politiche di coesione, per garantire continuità d’azione e un uso corretto delle risorse disponibili. Perché non ci possiamo permettere che la fine del PNRR rappresenti le ‘colonne d’Ercole’ per gli interventi di trasformazione digitale del Paese».

La Pubblica Amministrazione è fondamentale nell’attuazione del PNRR e nel raggiungimento degli obiettivi di trasformazione digitale. Almeno il 60% delle risorse del Piano è destinato, infatti, a PA centrali, locali o imprese pubbliche.

PNRR digitalizzazione: «vola» il 5G

Entro fine 2024 l’Italia, sottolinea la ricerca, deve confermare i target di fine 2023 sui tempi di aggiudicazione delle gare pubbliche, su quelli per realizzare quanto previsto e sulla gestione dei relativi pagamenti. Deve spedire almeno 3 milioni di lettere di conformità e generare un gettito fiscale, da queste, di almeno 2,7 miliardi di euro; deve ridurre del 65% le cause pendenti nei tribunali ordinari e del 55% quelle nelle corti di appello civili.

L’Osservatorio ha analizzato tramite i propri Digital Maturity Indexes – gli indicatori raccolti nel 2023 dalla Commissione Europea per confrontare gli sforzi profusi dai diversi Paesi verso il raggiungimento degli obiettivi del Digital Decade 2030 -, evidenziando una situazione che, come negli scorsi anni, è caratterizzata da luci e ombre.

Sul piano delle infrastrutture digitali, nel 2022 le famiglie italiane con banda larga a 100 Mbps hanno superato per la prima volta la media europea (60% contro il 55%), mentre sulla connettività a 1 Gbps siamo allineati (13%).

Negli indicatori chiave del Digital Decade 2030, siamo in buona posizione sul 5G, indietro sulla connettività FTTP e tra i peggiori in Europa per copertura in fibra ottica ad alte prestazioni (VHCN). Ma soprattutto, rimane critico l’effettivo utilizzo di Internet da parte degli italiani, tra i più bassi d’Europa (83% degli individui tra i 16 e i 74 anni).

eCommerce e Cloud al centro delle strategie digitali delle PMI

Guardando alle nostre imprese, il 70% delle PMI italiane ha un’intensità digitale di base, leggermente superiore alla media europea, e cresce la percentuale di fatturato che le PMI realizzano attraverso l’eCommerce. Buona anche l’adozione del Cloud (52%), mentre siamo indietro nello sviluppo di sistemi di gestione dei Big Data e nell’impiego dell’AI, ma su questi fronti anche i Paesi EU più avanti sono ancora lontani dai target europei.

Resta il noto gap sulle competenze digitali: solo il 46% degli italiani fra i 16 e i 74 anni ha competenze digitali di base contro il 54% della media europea, e appena l’1,5% dei nostri laureati è in ambito ICT, a fronte di una media europea del 4,2%. Con solo il 3,9% dei dipendenti italiani specialisti del digitale (contro il 4,6% a livello europeo), il nostro Paese non contribuisce in modo significativo all’obiettivo comunitario fissato per il 2030.

PNRR digitalizzazione_Desi

Ma non tutta l’Italia è uguale. Si confermano ampie differenze tra le Regioni su diversi indicatori e il divario endemico tra le Regioni del Mezzogiorno – con valori al di sotto della media italiana – e quelle del Centro-Nord.

Va ricordato, a questo proposito, che tutto ciò rappresenta una zavorra allo sviluppo sostenibile: i dati confermano che più una regione è digitalizzata, più è efficace nell’affrontare le grandi sfide legate alla sostenibilità. Esiste, infatti, una correlazione tra 9 indicatori di trasformazione digitale disponibili in 212 regioni europee e 4 obiettivi di sviluppo sostenibile.

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