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Osservatorio Digital Transformation Academy: investimenti digitali in Italia in crescita costante, +2,1% nel 2023

Information Security, Business Intelligence, Big Data e Analytics e Cloud, CRM e ERP al centro delle strategie digitali del prossimo anno. Nascono nuovi ruoli per gestire l’innovazione e il digitale si conferma lo strumento per supportare i processi di transizione sostenibile. I risultati dell’Osservatorio Digital Transformation Academy della School of Management del Politecnico di Milano ci raccontano l’Italia (digitale) che verrà

Pubblicato il 01 Dic 2022

Benché la situazione macroeconomica sia sempre più difficile e complessa, le aziende italiane sembrano aver chiaro un punto: per sviluppare resilienza e rimanere competitive è necessario investire nel digitale. Lo dicono gli ultimi risultati dell’Osservatorio Digital Transformation Academy della School of Management del Politecnico di Milano: dopo il forte aumento dei budget ICT ne 2022 (+4%), per il 2023 si stima un ulteriore rialzo degli investimenti digitali in Italia del 2,1%, con il contributo delle aziende di tutte le dimensioni, comprese le PMI che segnano un aumento del 2,4%.

Osservatorio Digital Transformation Academy 2022

Secondo la ricerca dell’Osservatorio − realizzata attraverso una survey che ha visto coinvolti oltre 1.800 tra Chief Innovation Officer e Chief Information Officer, Amministratori Delegati e C-level di PMI, fondatori di startup italiane, Innovation Manager e responsabili R&D −, nel 2022, solo il 13% delle aziende ha dovuto rallentare o fermare i progetti di digitalizzazione. Il 28% ha colto lo stimolo per accelerarli e la maggioranza (57%) ha portato avanti i progetti senza particolari impatti.

Nel corso dell’anno, sono entrate nel vivo anche le prime azioni concrete di attuazione del PNRR, che al suo interno prevede importanti investimenti nell’area della digitalizzazione. Dalla ricerca emerge come il 69% delle grandi imprese e il 60% delle PMI ritenga che il PNRR contenga provvedimenti utili per supportare il Paese.

Guardando al futuro degli investimenti digitali in Italia, si prevede che nel 2023 il 43% delle grandi o grandissime imprese e sempre il 43% delle PMI aumenterà i budget per le tecnologie digitali. Un incremento trainato dalle imprese di taglia media.

Si conferma la propensione a dedicare budget per l’innovazione digitale anche in altre funzioni esterne alla Direzione ICT, come fa già il 61% delle grandi imprese.

Information Security e non solo, le priorità degli investimenti digitali in Italia

La ricerca rileva come gli investimenti, per le grandi imprese, si concentreranno in particolare su Sistemi di Information Security (50% delle preferenze), Business Intelligence, Big Data e Analytics (46%) e Cloud (30%), seguiti da Software di profilazione e gestione dei contatti (CRM) e Software Gestionali (ERP).

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La necessità di comprendere come misurare in modo efficace gli impatti portati dall’innovazione in azienda è tra le principali sfide future delle grandi imprese, con solo l’8% di esse che ha già definito modelli strutturati di misurazione.

Tra le dimensioni misurate, spiccano i risultati di business e il consumo di risorse impiegate nei processi di innovazione, elementi di più facile e immediata quantificazione.

Chi guida l’innovazione digitale in azienda: nuovi ruoli per nuovi obiettivi

Il 41% delle imprese ha già definito una “Direzione Innovazione” o un singolo ruolo dedicato alla gestione dell’innovazione, sempre più spesso posizionata in stretto rapporto con il vertice aziendale. Il 31% utilizza team di progetto dedicati ad ogni specifico progetto di innovazione e il 9% possiede un comitato di innovazione interfunzionale.

Ma è centrale anche integrare gli spunti di innovazione con i bisogni delle aree di business: più del 50% delle grandi imprese ha già definito ruoli di Innovation Champion. Nelle PMI sono ancora rari ruoli dedicati all’innovazione digitale (8% dei casi) e si predilige una gestione occasionale (60%) o il ricorso a consulenti esterni (13%).

“All’interno delle grandi imprese l’innovazione assume sempre maggiore riconoscimento, anche a livello organizzativo – spiega Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Digital Transformation Academy –. Al contrario di quanto avveniva in passato, e ancora adesso accade nelle Piccole e Medie imprese, sono ormai rari i casi in cui le attività di innovazione sono destrutturate e gestite in base alle occorrenze, mentre aumentano le imprese che decidono di definire una Direzione Innovazione o un ruolo di coordinamento dedicato alla gestione dell’innovazione. Sempre più spesso inoltre tale funzione è posta a diretto riporto del vertice aziendale, a testimonianza della volontà di mantenere uno stretto legame tra la direzione strategica dell’impresa e le attività di innovazione”.

Investire sul digitale per abbracciare la sostenibilità

Gran parte delle imprese di grandi dimensioni ha già inserito i temi della sostenibilità nei piani strategici. Molto meno e PMI, che scontano la necessità di concentrare l’attenzione sull’operatività quotidiana. E il digitale è lo strumento per supportare i processi di transizione sostenibile: ben il 60% delle grandi imprese (e il 29% tra le PMI) ha definito approcci strutturati o ruoli per rispondere a obiettivi di sostenibilità.

Tra le grandi imprese già impegnate nella sostenibilità, il 65% ha deciso di investire nel digitale per raggiungere obiettivi in questo ambito (il 29% tra le PMI), in particolare con sistemi di Big Data e Analytics, soluzioni di Industria 4.0 e tecnologie per lo Smart Working. Solo il 3% delle grandi imprese e il 23% tra le PMI non persegue ancora in modo specifico obiettivi di sostenibilità.

Osservatorio Digital Transformation Academy 2022

“In un quadro macroeconomico di sempre maggiore incertezza e complessità, il digitale si conferma un asset imprescindibile per le imprese italiane, che prevedono di incrementare gli investimenti in ICT per il 2023. Imprese e startup sono al centro di importanti processi di transizione per definire la strada verso un futuro più sostenibile, sfruttando l’innovazione digitale come leva abilitatrice di nuove opportunità”, afferma Alessandra Luksch, Direttore degli Osservatorio Digital Transformation Academy del Politecnico di Milano.

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