Editoriale

Digital Business Transformation: quando il CIO è un “driver” di cambiamento per i CEO

Il valore della Digital Business Transformation va colto in tutta l’azienda e non solo nei processi e nelle funzioni relative all’esperienza cliente. Un approccio complessivo e integrato introduce le opportunità di miglioramento nei risultati e al contempo riduce i rischi di esecuzione. Una nuova e più forte collaborazione fra IT e Business è la chiave del successo

03 Mar 2020

Donatella Paschina

Associate Partner, VPS

Perché oggi non ha più senso parlare a compartimenti stagni di Informatica, Tecnologia e Digitale? Come si arriva a teorizzare la Digital Business Transformation?

Per capire di cosa stiamo parlando può essere utile partire da un racconto.

Milano, convegno sul tema Digital Innovation. Sul palco dei relatori, professori universitari e importanti manager fra i quali l’Amministratore Delegato di una azienda italiana. Modera il dibattito il brillante Professore con le scarpe da tennis. Aula gremita di CIO, manager di aziende IT, giornalisti delle testate di settore e molti studenti di Ingegneria Gestionale e Informatica. Il Professore si rivolge all’AD presente chiedendo un commento sul livello di adozione del Digitale nella sua azienda. L’AD risponde entusiasta illustrando quanto intrapreso e il Professore quindi chiede: “Quale supporto riceve dalla sua funzione IT?”. L’AD candidamente risponde: “Di questo non parlo con l’IT, loro fanno un altro mestiere”.

Silenzio in aula. I CIO presenti e le decine di studenti aspiranti CIO vedono tristemente calare il sipario sul palcoscenico delle loro ambizioni professionali.

Perché Digitale e Informatica e Tecnologia (IT) hanno apparentemente intrapreso strade diverse in azienda?

Partiamo da un presupposto: il Digitale si capisce! Giornali, musica, video oggi sono digitali. Il telecomando del televisore è digitale, lo smartphone è digitale, il cruscotto dell’autovettura è digitale, i comandi degli elettrodomestici sono digitali. E poi il Digitale è colorato, è touch, è vocale, è wearable. Insomma il Digitale è bello.

Ma Digitale non è solo l’interfaccia di fruizione e accesso. Digitale non è solo un oggetto.

E l’IT? No grazie! L’Informatica spaventa e la Tecnologia è difficile. Ha un gergo incomprensibile, costa un sacco di soldi e non si sa mai a che cosa serve. È fatta di ferro, di cavi, di microchip, di server, di processori, di spazio disco, di software, di network. No, non è per persone di business. L’IT non è per uomini e donne di business.

Ma l’Informatica è creazione, organizzazione e disponibilità di contenuto digitale. L’Informatica è dati e processi. Informatica è velocizzazione, condivisione e cambiamento. L’Informatica è Digitale e il Digitale è fatto di Informatica e Tecnologia!

La “distrazione” dall’ Informatica e dalla Tecnologia nasce dall’affermazione del “Digitale”, che inizialmente ha investito (e radicalemente trasformato) il settore editoriale, dall’avvento dei social media e alla “consumerization” della IT. Pubblicità e comunicazione aziendale hanno dovuto presidiare i nuovi canali online dei media, digitizzare i loro contenuti, cimentarsi con la disponibilità e la fruizione delle soluzioni su diversi apparati tecnologici: pc, smartphone, tablet. In questo passaggio, l’attenzione al Digitale è stata appannaggio delle funzione Marketing e Comunicazione. Ma, con il passare del tempo la cultura Digitale è diventata pervasiva e ha introdotto opportunità di nuovi modelli di business nelle diverse aree aziendali e non solo nella Customer Experience.

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Miti e realtà del Digital

La nuova prospettiva per il CIO: la Digital Business Transformation

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Per anni è stato teorizzato il supporto dell’IT agli obiettivi aziendali attraverso le metodologie e l’approccio “IT-Business Alignment”, stabilendo di fatto una situazione esistente di potenziale divergenza fra i Piani e l’operato della Funzione IT rispetto alle reali esigenze di business. L’applicazione dell’IT Business-Alignment si basava sul presupposto del ruolo di “supporto” della funzione IT, seppure tempestivo e consistente rispetto alle esigenze manifestate dal business. L’evoluzione verso il Digitale del mondo interno ed esterno alle aziende ha comportato una diversa collaborazione fra le funzioni, responsabilizzando ulteriormente la funzione IT.

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L’indagine IDG 2018 condotta per CIO.com rivela l’aspettativa dei CEO nei confronti del CIO quale “driver” delle “Digital Business Initiatives”, in aggiunta all’istituzionale presidio della sicurezza informatica e al supporto al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

La Digital Business Transformation in azienda nasce da uno sforzo trasversale alle varie funzioni, volto a rivedere il modo in cui un’azienda impiega le sue risorse, svolge i processi, affronta il mercato. I progetti tecnologici sono condotti per cogliere nuove opportunità di business e di fatturato traguardando le nuove aspettative dei clienti.

Impostare e portare avanti un piano aziendale di Digital Business Transformation richiede una leadership trasversale, in grado di coniugare gli obiettivi delle singole funzioni, e richiede anche una profonda conoscenza del business dell’azienda, delle tecnologie disponibili e future e del contesto di mercato in cui opera l’organizzazione. Le iniziative di Digital Business Transformation si rivolgono infatti alla definizione e condivisione dei nuovi modelli di business che la azienda deve adottare a sostegno dei propri obiettivi, interni e esterni.

I 3 pilastri del piano di Digital Business Transformation

Il piano dell’IT deve essere quindi reimpostato in chiave di business: non più soltanto allineato agli obiettivi di business, ma fondendosi con il piano aziendale stesso e contribuendo a fissarne gli obiettivi in stretta cooperazione con le funzioni di Business.

Ogni azienda esiste in quanto produce valore per i propri stakeholder attraverso la produzione e distribuzione di prodotti e/o servizi. Indipendentemente dalla complessità dei processi produttivi e dal mercato in cui si opera, gli obiettivi, seppure specifici ed espressi diversamente, rappresentano il valore generabile dalle iniziative: costi e ricavi, posizionamento e dimensione, velocità e flessibilità.

I tre pilastri fondamentali rispetto ai quali è possibile declinare un Piano di Digital Business Transformation, replicano quindi le dimensioni fondamentali dell’impresa: cliente, prodotto, dipendente e coinvolgono le funzioni aziendali che le presidiano.

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Donatella Paschina
Associate Partner, VPS

Donatella Paschina ha una esperienza pluriennale nel Manufacturing e Retail del settore Fashion & Luxury, cui si aggiunge la profonda conoscenza dell'industria dei Trasporti e dei Servizi ai clienti finali e alle imprese, acquisita attraverso gli anni trascorsi in grandi aziende di questi settori, tra cui Alitalia, Trenitalia, Ermenegildo Zegna Holditalia. Nella sua carriera manageriale ha ricoperto diversi ruoli dirigenziali, principalmente nella funzione IT fino a diventare CIO in diverse aziende, ma anche negli Acquisti, nella Pianificazione aziendale e nella Organizzazione e Disegno dei Processi. Ha lavorato in settori complessi e internazionali. Dal 2019 è diventata indipendente e ha fondato la sua azienda di Digital e Innovation Advisory. Laureata in Economia a “La Sapienza” di Roma, ha sempre promosso e gestito la leva della tecnologia come strumento per l’innovazione a sostegno degli obiettivi di business, la semplificazione di processo e la valorizzazione delle informazioni aziendali. È membro di PWN (Professional Women Network) e Volounteer Mentor dell'Associazione. È stata Lecturer del Master of Fashion della LUISS negli A.A. 2014-2015 e 2016-2017 per la materia “IT for Fashion”.

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