Data Quality e Data Governance: la gestione di Banca Popolare di Sondrio

Gestione dei Dati

Data Quality e Data Governance, Banca Popolare di Sondrio punta sulla standardizzazione

La Banca Popolare di Sondrio ha costruito un modello di Data Governance a responsabilità trasversale che poggia su una precisa architettura e strumenti IT e crea forti sinergie con la Data Protection. I risultati sono su tutti i processi aziendali e supportano le tematiche del GDPR

24 Mag 2021

Eliana Bentivegna

Innovation Community Manager, Osservatori Digital Transformation Academy e Startup Intelligence, Politecnico di Milano

Erica Moretti

Junior Staff, Osservatorio Digital Transformation Academy

Fondata nel 1871, la Banca Popolare di Sondrio è stata una delle prime banche popolari italiane ispirate al movimento popolare cooperativo del credito. Oggi l’istituto conserva intatto il suo spirito e lo porta nell’era digitale. In occasione del workshop organizzato dall’Osservatorio Digital Transformation Academy dal titolo “Valorizzare e proteggere i dati: come migliorare le performance attraverso un approccio multi-disciplinare alla Data Governance”, Banca Popolare di Sondrio ha raccontato il processo di creazione della propria Unità di Data Governance.

Come spiega Andrea Bandera, Responsabile dell’Ufficio Gestione e Protezione dei Dati di Banca Popolare di Sondrio, lo sviluppo di questa Unità è stato graduale negli anni: «A partire dal 2014 abbiamo istituito l’Ufficio di Governo e Qualità dei Dati su spinta della normativa di Banca d’Italia. Quest’organo è stato creato principalmente per mettere a terra un primo modello strutturato di qualità del dato, scelta dettata dalla convinzione che per governare un fenomeno siano prima necessari strumenti di misurazione».

Andrea Bandera

Responsabile dell’Ufficio Gestione e Protezione dei Dati, Banca Popolare di Sondrio

Una volta terminata questa fase, a partire dal 2016 la società si è impegnata a strutturare un modello di governo e distribuzione del dato.

Banca Popolare di Sondrio, la Data Governance a supporto dei processi

«Era necessario pensare alla strategia da intraprendere e alla predisposizione di una policy completa sin da subito con precise regole di Data Quality e Data Governance» afferma Bandera, che aggiunge: «La vera sfida è stata costruire un’architettura a sostegno di questi due obiettivi e contemporaneamente realizzare strumenti per il supporto ai processi aziendali. Nel biennio 2018-2020 l’impegno è stato volto proprio a questa integrazione, con l’obiettivo di trasmettere il concetto di Data Governance non come costola dell’IT Governance, ma come supporto all’intera azienda».

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Con l’introduzione della normativa del 2016 in materia di protezione dei dati, questa Funzione aziendale si è arricchita dell’Ufficio GDPR; queste azioni hanno consentito nel contempo di dare una maggiore rilevanza alla centralità del cliente finale.

Il modello a responsabilità trasversale

Nella costruzione del modello di Data Governance sono principalmente quattro gli attori coinvolti: il Data Owner, figura di business che detta le regole di controllo, il Data Provider, figura IT che gestisce a livello informatico i dati, il Chief Data Officer, che svolge compiti operativi tra cui controllo dei dati e gestione dei tool, e infine l’Utilizzatore del Dato, ancora una volta figura del business che utilizza i dati con obiettivi aziendali.

Questo modello a responsabilità trasversale è stato reso possibile dall’approccio adottato: «È stato di fondamentale importanza sviluppare un governo democratico del dato», spiega Bandera, «la Data Quality non è solo responsabilità della Funzione IT, ognuno deve maturare una certa sensibilità nel gestirla. Ciò ha portato ad avere una conoscenza e una classificazione dei dati in forte sinergia con la Data Protection, anch’essa a responsabilità trasversale».

Un percorso standard del dato: la gestione del Data Lineage

A questo modello si affiancano l’architettura di Data Governance, nonché gli strumenti IT a supporto dell’intero processo. Essenziali sono la presenza di un applicativo per gestire la Data Quality e un sistema per la dizionarizzazione del dato. Tale architettura adottata dalla Banca Popolare di Sondrio ha portato a sviluppare un percorso standard del dato, dalla fonte informativa all’utilizzatore.

«È possibile tracciare e definire la trasformazione del dato: un dato elementare proveniente dai Sistemi Informativi può diventare prima rilevante e successivamente dato certificato da cui è possibile definire processi di business», spiega Bandera. La standardizzazione è inoltre importante per la gestione del Data Lineage. «Dal punto di vista normativo è una gestione rigorosa attraverso documenti autogenerati, ma nel contempo è anche un sistema dinamico che consente di fare sia impact analysis che analisi di dipendenza».

Visione integrata del cliente nel CRM, focus sul GDPR

La Banca Popolare di Sondrio ha un capitale sociale pari a oltre 1.360 milioni di euro, distribuito fra circa 162.000 Soci, che in larga parte sono pure clienti. La banca, con un personale di oltre 3.300 dipendenti, conta su una rete territoriale di quasi 370 filiali e un margine di intermediazione che nel 2019 era pari a 903 milioni di euro.

La Data Governance in Banca Popolare di Sondrio ha raggiunto una centralità rilevante attraverso l’integrazione con processi aziendali già esistenti e sta consentendo il raggiungimento di risultati tangibili: ha permesso infatti di avere una visione integrata del cliente nel CRM, di mettere a fattor comune i risultati dei motori analitici ed è risultata abilitante su tematiche GDPR.

In ambito di Data Quality, inoltre, la Data Governance viene percepita come sempre più fondamentale dagli utilizzatori interni del dato in quanto, attingendo già da repository certificati, non sono più necessari controlli incrociati.

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