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digital transformation

Cloud Computing, un must per “restare rilevanti”

In Italia la crescita di questo mercato sfiora il 20%, coinvolgendo anche le PMI. Register.it, che offre server virtuali ai suoi clienti, sottolinea i grandi benefici in termini di costo ma anche di efficienza, scalabilità, esternalizzazione del rischio e lavoro in mobilità. «Basta scegliere la soluzione in linea con le proprie esigenze»

18 Set 2017

Redazione

Gartner l’ha definito una delle massime forze dirompenti dell’era digitale per la capacità di spostare la spesa IT delle aziende: il Cloud Computing tra il 2016 e il 2020 sarà direttamente o indirettamente connesso con investimenti in tecnologie informative per 1000 miliardi di dollari. Le imprese che metteranno il Cloud al centro delle loro strategie avranno più possibilità di restare rilevanti in un mondo in rapido cambiamento, afferma la società di ricerche.

Molte imprese hanno già raccolto la sfida e la spesa in Cloud Computing continua ad accelerare: se tra 2009 e 2015 è cresciuta a un tasso 4,5 volte maggiore rispetto alla spesa IT generale, dal 2015 al 2020 l’incremento sarà di 6 volte maggiore, ha stimato IDC. Già nel 2018 almeno metà di tutta la spesa IT sarà Cloud-based.

Il mercato italiano

L’Italia sta giocando la sua parte in questo mercato. Nel 2016 il mercato italiano del Cloud ha toccato il 18% di crescita per un valore assoluto di circa 1,7 miliardi di euro, come svelato dall’ultima ricerca dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service della School of Management del Politecnico di Milano. Il mercato conta in particolare sulla spinta che arriva dalla Cloud Enabling Infrastructure, destinata a rafforzare e aggiornare le infrastrutture e le applicazioni legate all’adozione del Cloud e che si avvicina a quota 1,2 miliardi di euro.

I vantaggi e le opportunità per le PMI

Secondo IDC, a fare da traino per il mercato del Cloud è l’adozione sempre più diffusa anche nelle PMI, le piccole e medie imprese. I benefici sono molteplici, sottolinea Register.it, società del gruppo Dada che accompagna proprio le piccole e medie imprese e i professionisti nell’adozione e nella gestione di servizi digitali. La riduzione dei costi è il vantaggio più evidente: si limita o elimina del tutto la necessità di gestire una infrastruttura IT proprietaria e si controlla meglio il budget grazie al modello pay per use.

Ma vanno tenuti in conto anche altri fattori: il Cloud permette alle imprese di concentrarsi sul core business in modo più efficace; inoltre, è un paradigma tecnologico che garantisce rapide attivazioni, alta scalabilità e flessibilità, esternalizzazione del rischio e facile accesso da sedi diverse da quella aziendale, in linea con le esigenze del lavoro in mobilità. Register.it offre due tipologie di server virtuali: Cloud VPS e VPS. L’infrastruttura Cloud sulla quale vengono erogati i due servizi è la stessa (Microsoft Hyper-v) ma le due soluzioni si differenziano sia nella scalabilità e personalizzazione sia nell’affidabilità: il Cloud VPS è più flessibile rispetto a un VPS perché permette di selezionare, in fase di acquisto, delle risorse hardware in base alle esigenze del cliente, andando oltre il limite dei tre tagli fissi proposto da un VPS (S-M-L); inoltre il Cloud VPS ha un hard disk che risiede su una SAN (Storage Area Network) in alta disponibilità (non vi è disservizio nel caso l’host dove risiede la virtual machine dovesse riavviarsi), mentre un VPS risiede su un SSD locale (pur se ridondato). È il cliente a poter scegliere la soluzione più in linea con le proprie esigenze.

Un must, non un optional

I benefici massimi dall’adozione del Cloud Computing, sia in termini di ROI (Return on investment) che di efficienza, si ottengono infatti selezionando attentamente la soluzione più adatta alle specifiche necessità della propria organizzazione. «Le piattaforme Cloud per le aziende non sono un optional ma un must – ha scritto Daniel Newman, presidente della società di consulenza Broadsuite e Principal Analyst di Futurum Research -. L’unica cosa da fare è scegliere quella più adatta al caso specifico, in base all’analisi dei propri dati, attività e esigenze di business».

Il progetto Cloud va dunque accompagnato da una strategia complessiva di gestione del cambiamento: anche per questo l’Osservatorio Cloud & ICT as a Service del Politecnico di Milano ha prodotto uno schema, il Cloud Project Framework, che definisce tutte le variabili in gioco per effettuare con successo il passaggio dal modello informativo tradizionale a quello as a-Service.

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