INNOVATION MANAGEMENT

L’Economia Circolare in pratica: verso nuovi paradigmi industriali sostenibili

L’innovazione attraverso il nuovo modello industriale della Circular Economy è uno dei temi al centro della R&D Management Conference, evento internazionale ospitato dal Politecnico di Milano dal 30 giugno al 4 luglio. Davide Chiaroni, Professore presso il Politecnico e relatore della conferenza, ne spiega l’importanza

Pubblicato il 26 Mar 2018

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I nuovi paradigmi industriali sostenibili, e in particolare la Circular Economy (Economia circolare), sono fra i temi di maggiore interesse che saranno affrontati nel corso della R&D Management Conference, evento internazionale ospitato dal Politecnico di Milano dal 30 giugno al 4 luglio.

La conferenza approfondirà, più in generale, le trasformazioni che l’era digitale rende necessarie nell’approcciare la gestione dell’innovazione e della Ricerca e Sviluppo di prodotti e servizi diventati smart. Vi prenderanno parte docenti e top manager di livello internazionale, fra cui i key note speaker Melissa Schilling, Professor of Management & Organizations at New York University, USA e Frank Piller, Professor of Technology and Innovation Management at RWTH Aachen University (Germania), Francesco Starace, CEO di ENEL, Arrigo Berni, Chairman di Moleskine, Carlo Purassanta, Area Vice President di Microsoft, Carlo Capè, Co-Founder and CEO Bip, President Confindustria Assoconsult

Innovare con l’Economia Circolare

L’Economia Circolare fornisce una risposta alla crescente richiesta dei consumatori di porre più attenzione ai temi della sostenibilità e dell’ambiente. Alla sua base c’è la creazione di sistemi di chiusi, in cui le risorse vengono riutilizzate, creando un ciclo di produzione e riutilizzo, e permettendo così di generare per l’intero sistema economico più valore e per un periodo più lungo.

Questo nuovo approccio permette di innovare a differenti livelli:

  • innovazione di prodotto/processo, per esempio attraverso l’adozione di nuove pratiche di progettazione per migliorare la circolarità dei prodotti e/o ridurre il consumo di risorse;
  • innovazione organizzativa, per esempio modificando la modalità in cui le aziende gestiscono le reti esterne per garantire la chiusura del ciclo;
  • innovazione dei business model, per esempio attraverso l’adozione del pay-per-use o altre forme di coinvolgimento degli utenti per garantire la proprietà dei prodotti lungo l’intero ciclo.

«Nonostante l’interesse verso l’Economia Circolare da parte di politici e professionisti, mancano ancora contributi preziosi su questo argomento da parte degli studiosi nel campo della gestione strategica e dell’innovazione. La R&D Management Conference discuterà le innovazioni intraprese dalle aziende per mettere in pratica l’Economia Circolare», spiega Davide Chiaroni, Professore Associato presso il Politecnico di Milano e relatore della conferenza.

«Con l’Economia Circolare si passa da un sistema lineare tradizionale (make, take, dispose) ad uno circolare in cui i flussi di materiali e il valore sono preservati e prolungati nel tempo. Come tale richiede una profonda “disruption” nell’intero ecosistema che gravita attorno a un dato prodotto: i clienti diventano utenti, i distributori diventano anche collettori, i produttori e fornitori cambiano la modalità di gestire i flussi di materiali».

Solo molto recentemente, con le prime evidenze empiriche, l’argomento si è finalmente evoluto da un tema solo politico a oggetto di indagine dei professionisti fino al dibattito accademico. «La letteratura sulla gestione dell’innovazione, in particolare, ha iniziato a discutere le diverse modalità dell’economia circolare e il suo impatto sui processi e sull’organizzazione delle imprese. Una strada per la ricerca che richiede ulteriori preziosi contributi», conclude Chiaroni.

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