REPORTAGE

Logistica sostenibile: le esperienze di Ferrovie dello Stato, Poste Italiane, GS1 Italy, Iveco e Number1 Logistics

Come i grandi player di uno dei settori più inquinanti in termini di emissioni di CO2 si stanno impegnando a ridurre l’impronta di carbonio delle proprie attività? Se ne è parlato nel corso di una tavola rotonda all’11a edizione del Salone della CSR e dell’innovazione sociale

Pubblicato il 29 Nov 2023

logistica sostenibile

Il settore dei trasporti è responsabile di un quarto dell’energia totale consumata a livello mondiale, che corrisponde a 7,7 giga tonnellate di Co2 immesse nell’atmosfera ogni anno, di cui il 90% proveniente ancora da fonti fossili. E non è tutto: il peso dell’impronta carbonica del settore in questione è destinato a crescere del 50% entro il 2050. Ecco perché oggi è necessario parlare di logistica sostenibile.

Si tratta di dati significativi in un contesto in cui il cambiamento climatico si fa sempre più evidente, tanto che qualsiasi azienda che voglia rimanere competitiva non può sottrarsi dal fare i conti con questo tema.

Il viaggio verso la meta Net Zero

Anche per il settore dei trasporti è arrivato il momento di cambiare definitivamente rotta per arrivare a parlare finalmente di logistica sostenibile. L’industry è entrata in una fase di cambiamento e responsabilizzazione, con l’idea di arrivare nel 2050 all’azzeramento delle emissioni nette di gas serra racchiuso nell’obiettivo Net Zero. Ma cosa stanno facendo le aziende per riuscirci?

Se ne è parlato in occasione dell’11a edizione del Salone della CSR e dell’innovazione sociale, che quest’anno è stata intitolata “Abitare il cambiamento”. Sul palco, a confrontarsi in una tavola rotonda, cinque realtà di spicco del panorama della logistica come Ferrovie dello Stato, Poste Italiane, GS1 Italy, Number1 Logistic Group e Iveco Group, che hanno raccontato come le loro aziende stanno lavorando per essere sempre più sostenibili. Da un lato, agendo dal punto di vista tecnico, operativo e tecnologico, dall’altro, cercando modalità più “green” per trasportare le merci, riducendo l’intensità di carbonio utilizzata.

Green Logistics

Green Logistics: riorganizzare la catena di approvvigionamento per contribuire a uno sviluppo più sostenibile. Clicca sull’immagine per leggere l’articolo

Ginevra Safatti, Managing partner di GreenRouter ha così introdotto il tema: «I primi obiettivi da raggiungere, come quelli stimati per il 2030, sono volti a ridurre l’impatto del trasporto dei prodotti. Diventa fondamentale la misurazione delle emissioni di Co2 prodotte dall’intera catena di fornitura di un’impresa, e non più solo quelle della singola azienda. Per arrivare a una logistica sostenibile, è necessario ripensare la gestione delle flotte e dei siti di stoccaggio, ma anche modificare i comportamenti di consumo e incentivare l’utilizzo di carburanti alternativi. A livello Europeo sono state attivate alcune iniziative come il Fit for 55 Package, che offre incentivi per l’utilizzo di combustibili alternativi. O ancora, l’EU ETS (European Union Emission Trading System), che quest’anno vede l’entrata del trasporto marittimo ed entro il 2026 quella del trasporto su strada e del trasporto aereo nel mercato di scambio dei diritti di emissione, con conseguenze sia a livello di costi che, in generale, di impatto per le aziende».

Ferrovie dello Stato: un’espansione sempre più sostenibile

Francesco Cacciapuoti, Direttore Strategie e Sostenibilità di Mercitalia Logistics, del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, ha raccontato quali sono gli obiettivi su cui il Gruppo si focalizzerà nei prossimi anni, in termini di crescita sostenibile e miglioramento delle infrastrutture.

«Ferrovie dello Stato, nel piano industriale che abbraccia un orizzonte temporale di 10 anni, tende agli obiettivi dell’Agenda 2030. Ha investito in 386 progetti in ambito sostenibilità ambientale e sociale, che sostiene con un investimento di circa 3 miliardi di euro». Lo stanziamento troverà la sua applicazione inel rinnovamento pressoché totale della flotta, con l’introduzione di circa 350 nuovi locomotori di ultima generazione capaci di innalzare le performance e consumare meno.

Per quanto riguarda il trasporto merci, c’è la prospettiva di allargare il perimetro e diventare un operatore logistico non solo in Italia, ma anche in Europa. «Oggi abbiamo già nel Gruppo una società che ha la rete ferroviaria basata in Germania, che con i propri locomotori, macchinisti e carri ferroviari riesce a offrire trasporti dall’Italia fino alla Svezia. Con un progetto di crescita, anche per acquisizioni, riusciremo a espanderci nel corridoio ovest-est, andando a completare la nostra presenza in Europa per offrire la possibilità di trasportare con le Ferrovie in ben 15 paesi nei prossimi anni».

L’obiettivo è trovare una modalità sostenibile per viaggiare, sia sulla rete ferroviaria che su gomma, passando anche attraverso l’integrazione di infrastrutture sempre più innovative e una logistica più sostenibile. «Se oggi un treno trasporta mediamente 1.500 tonnellate, prevediamo che tra 10 anni, con la stessa forza motrice, riuscirà a trasportarne 2.500. Parte degli investimenti riguarderanno i punti di Shift Modale, che permettono di far dialogare il trasporto via gomma e quello ferroviario in maniera veloce, fluida ed efficiente. 150 milioni saranno poi destinati all’Information Technology, per poter garantire un’esperienza di viaggio al passo con le aspettative, le ambizioni, le necessità di oggi».

Poste Italiane: la misurazione al servizio di una Green Transition consapevole

Raffaele Cestaro, Head of Trasformation Governance – Mail & Parcel division di Poste Italiane, ha raccontato i progetti che il Gruppo sta mettendo in campo e come la misurazione dell’impatto ambientale sia fondamentale nella transizione Green.

«La divisione logistica di Poste Italiane opera su tutto il territorio nazionale con circa 1.500 centri, tra cui magazzini, centri di smistamento, centri di recapito. La flotta, che comprende biciclette a pedalata assistita, tricicli, automobili e aeromobili, è composta in totale da 40mila mezzi ed è la più grande d’Italia. Questi mezzi percorrono ogni giorno circa un milione di chilometri. Si tratta, quindi, di numeri significativi e per questo diventa ancor più cruciale un grande lavoro di Green Transition. Se dovessi riassumere in uno slogan lo spirito del mio intervento è “misura e controlla le tue emissioni come misuri e controlli il tuo business”».

Poste Italiane ha iniziato il suo viaggio nella Green Transition 6/7 anni fa e ha iniziato mettendo insieme iniziative di conversione della flotta, con l’introduzione di veicoli elettrici o a basse emissioni.

«Il cambio nella modalità di alimentazione dei nostri centri operativi attraverso l’installazione di pannelli solari è stato un altro passo importante e si è affiancato all’ottimizzazione dei processi operativi di back office per eliminare la carta. Tutte queste iniziative sono state inserite in un framework di riferimento, con obiettivi sfidanti collocati temporalmente. Da qui nasce il problema di misurare come tutte queste iniziative stanno contribuendo a ridurre le emissioni di Co2. La misurazione è periodica, perché guidata dalle tempistiche ed esigenze dell’informativa di bilancio e della comunicazione alla comunità finanziaria e agli investitori. Il livello di dettaglio riguarda l’area geografica e la famiglia di prodotti. L’evoluzione di questi sistemi di misurazione, secondo me, è la grande sfida dei prossimi 18 mesi».

Oggi il Gruppo è in grado di tracciare ogni oggetto che attraversa la catena del valore, predisponendo iniziative di efficientamento in tempo reale. Un esempio? Avvertire un portalettere o un corriere se in quel quadrante cittadino c’è un allagamento. «Quello che dobbiamo fare in futuro è metterci nelle condizioni anche di comunicare a quello stesso portalettere di cambiare, ad esempio, pompa di benzina, perché ce n’è una più sostenibile. È una grande sfida ma è anche doverosa. Dobbiamo riuscire a dare ai nostri clienti, business o consumer, informazioni su un pacco, indicando le emissioni di Co2 di quella spedizione ed evidenziando come è possibile ridurle. Ad esempio, chiedendo al cliente di attendere per consegnare insieme due diversi pacchi. Ma tutta questa evoluzione passa per una misurazione, forse non in tempo reale ma sicuramente giornaliera».

GS1 Italy: un nuovo standard per la rendicontazione Scope 3

GS1 Italy è un’organizzazione senza scopo di lucro che riunisce circa 40mila imprese, che sviluppa e diffonde standard (ad esempio quello del codice a barre) in 160 Paesi del mondo. L’organizzazione si occupa anche di logistica, attraverso un’associazione dedicata.

Valeria Franchella, ECR Senior Project Manager di GS1 Italy, ha raccontato alla platea dell’evento come l’azienda, anche grazie alla collaborazione con GreenRouter, sta lavorando per fornire standard di rendicontazione Scope 3 e strutture di condivisione di questi dati rivolti anche alle imprese più piccole.

«Da alcuni studi di Cassa Depositi e Prestiti emerge che lo Scope 3 rappresenta più del 90% della quota di emissioni totali nel largo consumo. Gli investitori iniziano a interessarsi a questo problema e abbiamo anche una normativa in evoluzione, che spinge sempre di più all’obbligatorietà della rendicontazione. Per reperire i dati di Scope 3, è però necessario coinvolgere gli altri attori della filiera, e in GS1 stiamo lavorando con le aziende su questo fronte, per aiutare le imprese a identificare un linguaggio comune».

L’azienda ha sviluppato un set di dati standard, a partire da protocolli autorevoli esistenti, con l’idea che il fornitore lo possa rendere disponibile ai suoi clienti impegnati nella rendicontazione, per incentivare anche le imprese più piccole a misurarsi e misurare nonostante al momento non siano ancora impattate dall’obbligo normativo.

Number1 Logistics Group: l’importanza della collaborazione lungo tutta la filiera

Number1 Logistics Group è un operatore logistico italiano, specializzato nel settore grocery. Un concetto, quello dell’importanza di condividere e scambiare dati lungo la filiera, confermato anche da Eugenio Pieretti, Direttore Transportation Planning. «Come azienda abbiamo 70 grandi clienti e la certificazione delle anagrafiche lungo tutta la filiera ci ha permesso di dotarci di sofisticati algoritmi che calcolano in maniera molto precisa l’ingombro degli ordini che ci vengono affidati, con l’obiettivo di saturare al massimo i nostri mezzi. A parità di quantità trasportata, quindi, riusciamo a utilizzare un numero molto inferiore di mezzi e riducendo sensibilmente le emissioni».

Accanto a questo progetto, esiste un’altra iniziativa che vede coinvolta direttamente Number1 Logistics come piattaforma di connessione tra gli attori della filiera. «Si tratta di DESADV, un programma di integrazione informatica tra produttori e retailer della grande distribuzione, che mira ad anticipare le informazioni sul contenuto dei mezzi prima che i prodotti arrivino nei magazzini dei retailer. L’obiettivo è verificare che le pallettizzazioni siano correttamente settate su tutti i sistemi, per agevolare i processi di riordino».

Negli ultimi mesi l’azienda ha anche ridotto sensibilmente i consumi di materiali, carta in testa, adottando un sistema di etichettatura innovativa dei prodotti. «In futuro abbiamo l’obiettivo di dotarci di sistemi di misurazione degli effetti di queste iniziative, in modo da poter certificare i dati di risparmio sia a monte sia a valle della filiera».

Iveco Group: la tecnologia a servizio di una logistica più sostenibile

Iveco è Group è noto per la produzione di veicoli commerciali e mezzi da cava. Alessandra Bacchilega, Head of Supply Chain Sustainability del Gruppo ha raccontato le iniziative intraprese dall’azienda e gli obiettivi futuri in materia di sicurezza, emissioni di Co2, diversity&inclusion.

«Nel nostro caso il trasporto è utile ad approvvigionare gli stabilimenti e distribuire i prodotti. Parliamo di centinaia di camion che ogni giorno si muovono sia nella distribuzione della materia prima, intesa come componentistica per la produzione dei nostri mezzi, sia nella distribuzione dei mezzi finiti. Il controllo di tutta la filiera del trasporto è fondamentale e monitoriamo le emissioni da molto tempo. Negli ultimi mesi abbiamo spinto ancor di più verso la digitalizzazione e il tracking dei processi, sia per fare scelte più consapevoli rispetto all’impatto delle nostre attività e sia per offrire un servizio più completo ai nostri clienti. Abbiamo già investito nella realizzazione di una Control Tower, per garantire il tracking online delle spedizioni via camion, aereo, nave o multimodali. Questa parte, quindi, è già entrata nella nostra operatività quotidiana. In futuro abbiamo intenzione di investire ulteriormente sulla sostenibilità. Al momento raccogliamo i dati offline a consuntivo sulle emissioni della nostra azienda, ma abbiamo sentito forte il richiamo di fare di più e operare una raccolta automatizzata del dato attraverso un tool che stiamo sviluppando internamente».

Il passaggio successivo «è utilizzare l’Intelligenza Artificiale per essere più predittivi, cercando di trovare delle alternative intermodali che aumentino la velocità di consegna riducendo l’impatto ambientale. Ci stiamo muovendo anche col nostro parco fornitori, attraverso piattaforme collaborative in cui appunto li coinvolgiamo in un processo di self-assesment, con l’obiettivo di lavorare solamente con fornitori che danno la giusta importanza al tema della sostenibilità».

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