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Digital Logistics

GEODIS, un’app su iPad per ottimizzare il packaging per l’eCommerce

Il progetto Sm@rt Pad, realizzato in Italia al servizio di un grandissimo operatore di eCommerce, ha vinto il premio Logistico dell’Anno 2017 di Assologistica. «L’esigenza era mettere in contatto 59 postazioni di imballo con 3 addetti al rifornimento. Tra i benefici minori tempi d’attesa, eliminazione dei percorsi a vuoto, miglior controllo dei supervisori»

28 Mar 2018

Daniele Lazzarin

L’eCommerce sta cambiando profondamente la Logistica, ne abbiamo parlato tante volte. Aumenta problemi e complessità di gestione, ma nel contempo spinge l’innovazione, in particolare attraverso le tecnologie digitali. Uno dei tantissimi esempi riguarda GEODIS, il colosso dei servizi di supply chain di proprietà del gruppo SNCF (Ferrovie francesi), che con il progetto Sm@rt Pad, realizzato in Italia proprio al servizio di un cliente operatore di eCommerce, ha vinto qualche mese fa il premio Logistico dell’Anno 2017 di Assologistica. Ne abbiamo parlato con Antonella Attinà, Team leader del Progetto, e Pietro Lucio Canova, Business Area Director per il Nord Est.

GEODIS è un gruppo suddiviso in cinque line of business: Freight Forwarding, Contract Logistics, Supply Chain Optimization, Distribution & Express, Road Transport. In Italia la Contract Logistics conta oltre 250 clienti, anche molto grandi, come appunto l’operatore eCommerce che ha originato il progetto premiato.

«Progetto che è stato realizzato nell’impianto di Arquà Polesine (Rovigo), in un’area di 6000 mq dedicata interamente all’imballaggio dei prodotti da spedire per conto di questo cliente», come ci spiega Antonella Attinà. In pratica GEODIS, insieme a una software house italiana, ha sviluppato una mobile app che attraverso iPad connessi in rete wireless ottimizza la comunicazione tra operatori di imballaggio, addetti al rifornimento, e supervisori.

Tra le funzionalità un “how-to” per i nuovi addetti

Antonella Attinà, Team leader del Progetto Sm@rt Pad di GEODIS

«L’esigenza era mettere in contatto 59 postazioni di imballo con 3 addetti al rifornimento di queste postazioni, che devono portare i prodotti da imballare e tutto il materiale necessario per l’imballo». Ciascuno di questi touchpoint è stato dotato di un iPad con l’app installata, che ha cinque funzionalità principali – rifornimento, procedure, manutenzione, messaggistica istantanea e SOS – attivabili con icone “visual”, graficamente immediate. «La funzione rifornimento si basa, per accorciare al massimo i tempi, su messaggi predefiniti sulle possibili necessità e richieste, dal tipo di materiale al tipo di prodotto richiesto; per altre comunicazioni non standard c’è l’instant messaging».

L’operatore quindi clicca l’icona, sceglie il messaggio, e in automatico un algoritmo che sta alla base dell’intero sistema invia la richiesta all’addetto al rifornimento più vicino e disponibile in termini di carico di lavoro. L’addetto può prenderla in carico o inviarla al collega più vicino.

La parte di procedure invece è un “how-to” per gli addetti alle prese per la prima volta con un certo tipo di prodotto o imballaggio, mentre l’SOS serve a chiedere l’intervento di tecnici in caso di guasti alla postazione.

Tutto il sistema poi viene monitorato in tempo reale dal “tavolo di regia” del supervisore dell’attività di imballaggio, che ha a disposizione la rappresentazione visuale delle postazioni e dello stato effettivo (lavorazione, attesa di materiali, ecc.).

In sviluppo un sistema simile per tracciare i trasporti

Tra i benefici della soluzione, continua Attinà, c’è l’aumento di efficienza dovuto alla comunicazione precisa, univoca e immediata dei fabbisogni da parte dell’operatore al packaging, con minori tempi d’attesa ed eliminazione dei percorsi a vuoto. «In precedenza, la richiesta avveniva per chiamata vocale, con problemi di chiamate simultanee, e possibile incomprensione di cosa venisse richiesto e da quale postazione provenisse la richiesta».

Inoltre c’è il beneficio delle procedure immediatamente accessibili, del più preciso controllo da parte dei supervisori, e della immediatezza dei device, scelti proprio perché prodotti diffusi sul mercato consumer e quindi già conosciuti dagli addetti.

Lo stesso sistema è in corso di implementazione per conto di alcuni clienti negli USA, mentre altri clienti lo stanno valutando in Italia. Inoltre GEODIS sta sviluppando un sistema simile, sempre basato su app e “smart pad”, oltre che sull’Internet of Things, anche per il tracciamento dei trasporti.

«Ultimo miglio, GEODIS sta lavorando su un network ottimizzato»

A proposito di eCommerce, abbiamo poi chiesto a GEODIS un punto di vista sull’ultimo miglio, tema citato anche dal più recente Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano come uno dei più “caldi” del momento nel settore.

Pietro Lucio Canova, Business Area Director Nord Est di GEODIS

«Abbiamo fatto tanti sforzi per ottimizzare le fasi a monte, in termini di tempi e di qualità del servizio, e ora l’ultimo miglio ha un ruolo strategico anche per non vanificare questo lavoro», spiega Pietro Lucio Canova, Business Area Director Nord Est di GEODIS. «Ci avvaliamo dei servizi di corrieri terzi esperti della fase ultimo miglio; a livello dei sistemi informativi, c’è un interscambio di dati che facilita la loro pianificazione delle consegne. Inoltre cerchiamo di concentrare i nostri impianti in aree che possono essere servite da loro il più agevolmente possibile, per esempio nei pressi di caselli autostradali – il che è un vantaggio anche per il traffico e l’ambiente. La stessa GEODIS sta poi lavorando su un network ottimizzato per il servizio di ultimo miglio, ma su questo siamo ancora in fase progettuale».

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