Stretegie digitali

Osservatori, come il Procurement aiuta le Regioni a fare innovazione

Accanto alle procedure di acquisto tradizionali e alle piattaforme telematiche già diffuse si può ricorrere a strumenti nuovi per “acquistare innovazione”. Alcuni saranno abilitati a breve dalle nuove Direttive EU, altri come il Pre-Commercial Procurement, i Dialoghi competitivi e i Dialoghi tecnici sono già disponibli. Il punto di Marco Paparella, degli Osservatori Digital Innovation

11 Nov 2015

Redazione

L’innovazione digitale ormai come tutti sappiamo è il presente: tutti ne parlano e cercano di trovare la ricetta perfetta per il lancio di progetti strategici che ne colgano a pieno le potenzialità. Anche le Regioni. E se gli ambiti sembrano essere abbastanza chiari (infrastrutture IT di base e banda larga, scuola digitale, eHealth, servizi digitali ai cittadini e all’imprese, ecc), ancora non lo è altrettanto il “come” fare innovazione.

Marco Paparella, Senior Advisor dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, in un recente articolo pubblicato sul sito Agenda Digitale ha evidenziato come le leve su cui puntare siano tre: accesso ai finanziamenti europei, utilizzo di strumenti di Procurement innovativo e fare sistema.

Emerge quindi come l’ambito Procurement sia uno dei maggiormente stretegici, vediamo perchè. Infatti oggi accanto alle procedure di acquisto tradizionali e alle piattaforme telematiche già abbastanza diffuse (MEPA, accordi quadro, Sistema Dinamico di Acquisizione della PA, ecc.), è possibile fare ricorso a strumenti differenti per “acquistare innovazione”.

Nello specifico a breve saranno ne saranno abilitati di nuovi dalle nuove Direttive EU (Partenariati per l’Innovazione, Nuovo Dialogo Competitivo, Procedure Competitiva con Negoziazione), ma è già possibile ricorrere a meccanismi già presenti come il Pre-Commercial Procurement, i Dialoghi competitivi, i Dialoghi tecnici, che tuttavia in Italia sono pco utilizzati, nonostante i grandi benefici che le PA potrebbero trarne, in termini di efficienza dei processi di acquisto e di efficacia dei rapporti con i fornitori..

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Il Pre-Commercial Procurement comprende gli appalti finalizzati alla conclusione di contratti di ricerca e sviluppo, i cui risultati non sono rivolti esclusivamente alla Pubblica Amministrazione e che riguardano solo le fasi precedenti alla commercializzazione di un determinato prodotto, dalla sua ideazione ai primi test di sperimentazione. Questi meccanismi prevedono la condivisione di rischi e benefici tra il committente pubblico e le imprese.

I Dialoghi competitivi sono invece procedure flessibili in cui la stazione appaltante stessa si confronta con i candidati per arrivare all’elaborazione di una o più soluzioni che soddisfino le sue necessità. È proprio sulla base di quello che emerge da questa fase che i candidati dovranno presentare le loro offerte.

Infine i Dialoghi tecnici sono le procedure messe in atto dalle amministrazioni aggiudicatrici prima di aggiudicare un appalto per aollecitare o accettare consulenze utili alla preparazione del capitolato d’oneri.

Paparella sottolinea che però tutto questo può funzionare sono se si ragiona a livello sistemico. È, infatti, determinante ricorrere a Partnership Pubblico-Private (PPP) e promuovere accordi tra Regioni e AgID finalizzati con l’obiettivo di co-progettare e co-realizzare l’innovazione digitale, fornire servizi condivisi a livello inter-regionale e sviluppare accordi su determinati ambiti applicativi – ne è un esempio il Protocollo di intesa tra Regioni e AgID per l’attuazione del piano “Crescita Digitale” che ha riguardato Emilia Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria.

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