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videointervista

Coni, acquisti e appalti telematici a garanzia della trasparenza totale

La Direzione Acquisti di Coni Servizi utilizza da circa due anni una piattaforma digitale per gestire albo fornitori, gare e contratti, anche per grandi opere.
Un passo importante e necessario, che rende tutti i processi più efficienti e tracciabili, e quindi sicuri e trasparenti, nel rispetto del codice degli appalti della PA. Anche in vista della Candidatura Olimpica di Roma, come racconta Gennaro Ranieri, responsabile Acquisti e Appalti di Coni Servizi

03 Giu 2016

Patrizia Licata

I processi di approvvigionamento sono diventati telematici anche in un ente delle dimensioni e del peso del Coni. Una robusta piattaforma tecnologica, fornita dallo specialista BravoSolution, ha rivoluzionato da circa 2 anni il modo in cui l’ente seleziona i suoi fornitori e compra tutto ciò di cui ha bisogno, garantendo trasparenza e rispetto delle norme: un aspetto chiave, anche in vista della Candidatura Olimpica Roma 2024. Ne abbiamo parlato con Gennaro Ranieri, responsabile Acquisti e Appalti di Coni Servizi.

Quanto è importante il procurement per gli obiettivi strategici e di business del Coni?

La Direzione Acquisti del Coni cura tutte le attività di approvvigionamento di lavori, beni e servizi per Coni, Coni Servizi e per il Comitato di Candidatura Olimpica Roma 2024, assicurando l’ottimizzazione dei costi, la trasparenza, il rispetto del Codice degli Appalti. E in questo momento in cui il Coni è sotto i riflettori per la candidatura olimpica, la correttezza e il rispetto degli standard normativi è quanto mai cruciale perché qualunque problema legato alla gestione degli appalti potrebbe avere ripercussioni negative sulla candidatura. Va anche considerato che Coni Servizi non è solo una società pubblica partecipata dal Ministero dell’Economia, e dunque soggetta al Codice degli Appalti pubblici, ma integra al suo interno una serie di stakeholder, come le Federazioni sportive, le Società di calcio A.S. Roma e S.S. Lazio che necessitano di attività di acquisto per erogare le proprie prestazioni (pensiamo ad esempio ai servizi di manutenzione dello Stadio Olimpico…). La Direzione Acquisti è dunque chiamata a svolgere il suo compito in modo impeccabile, da un lato per quel che riguarda il rispetto delle normative, dall’altro in termini di velocità, qualità e efficienza nei confronti dei clienti interni.

In che modo la tecnologia vi aiuta nella ricerca dell’efficienza del processo di acquisto e appalto?

Da circa 2 anni ci siamo dotati di un portale acquisti su cui vengono effettuate le attività che vanno dalla selezione dei fornitori, alla negoziazione e approvvigionamento in tutte le categorie merceologiche, fino alla gestione del contratto. Quando si parla di portale acquisti, infatti, non intendiamo solo ciò che riguarda la gara, ma anche le fasi a valle e monte. A monte, in particolare, gestiamo telematicamente l’albo dei fornitori; a valle usiamo il portale per la fase di contrattualizzazione. I vantaggi sono molteplici: più concorrenza, trasparenza e velocità di interlocuzione con i fornitori che in questo modo dispongono di un’unica interfaccia dove posso reperire tutte le informazioni sull’iscrizione all’albo e le attività di gara di Coni Servizi.

Quali sono, secondo il suo punto di vista, le caratteristiche essenziali che deve avere di una piattaforma per la gestione dei processi di acquisto?

Innanzitutto la cyber security, un requisito prioritario per tutelare l’integrità e la riservatezza dei dati trattati. Una soluzione certificata offre senza dubbio maggiori garanzie da questo punto di vista. È poi importante che la soluzione sia modulare, per gestire in maniera integrata anche le fasi pre e post negoziazione, Inoltre deve essere flessibile per adeguarsi nelle funzionalità offerte alle frequenti modifiche normative che le stazioni appaltanti pubbliche devono rispettare negli acquisti. È fondamentale anche la facilità di utilizzo: per agevolare il passaggio alla gestione telematica, l’interfaccia tecnologica deve essere intuitiva. La soluzione che stiamo utilizzando offre tutte queste caratteristiche.

Coni Servizi è coinvolta, in quanto stazione appaltante, in grandi opere legate ad eventi sportivi: Come limitare i rischi di corruzione o infiltrazioni negli appalti?

Nella prevenzione dei rischi di corruzione o di infiltrazioni criminali i due elementi chiave per me sono le persone e le tecnologie. Se Roma dovesse vincere la candidatura olimpica, è in questa direzione che bisogna lavorare: uno staff irreprensibile, oltre che ben formato sugli aspetti di sicurezza, e il supporto di strumenti tecnologici solidi e affidabili. Quando gli acquisti sono gestiti con una piattaforma sicura, tutto è tracciato e le infiltrazioni non possono trovare maglie in cui insinuarsi. Al tempo stesso, una piattaforma tecnologica permette l’apertura della stazione appaltante a qualunque soggetto interessato e in possesso dei requisiti per offrire beni e servizi; ciò contribuisce ad aumentare la concorrenza e ad ampliare le opportunità di business per tutti i fornitori.

Per concludere, guardando alla sua esperienza di circa due anni in Coni, ci potrebbe indicare la più importante “cosa fatta” di cui è soddisfatto e quella “non fatta” che vorrebbe realizzare?

La cosa che più mi rende orgoglioso è proprio aver introdotto, in un arco di tempo breve, la telematica nel ciclo albo fornitori-gara-contratto. Prima il Coni operava in maniera tradizionale e cartacea. Con un’adeguata attività di formazione ai buyer, abbiamo introdotto l’innovazione “eProcurement” e ora nessuno potrebbe più farne a meno. Sono orgoglioso di aver agevolato un cambiamento così significativo all’interno del Coni.

Guardando al prossimo futuro, il progetto che ora sto portando avanti riguarda l’implementazione del sistema di vendor rating dei fornitori: non si tratterebbe solo di un sistema di valutazione delle performance contrattuali – aspetto peraltro di grande importanza anche in termini di controllo della spesa ma anche di carattere “etico”, morale e reputazionale. A mio avviso il rispetto dei requisiti dell’ex articolo 38 del Codice degli Appalti (ora art. 80 nel nuovo Codice) è necessario ma non sufficiente per chi contrae impegni con la pubblica amministrazione. Ritengo ci sia spazio per modelli di valutazioni più articolati, in grado di far emergere con maggior chiarezza i fornitori davvero in grado di offrire globalmente qualità, eticità e affidabilità ai processi di spesa del settore pubblico.

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